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Data Act: la nuova Europa prende forma attorno al valore dei dati

Varato dalla Commissione europea il 23 febbraio, il Data Act è una misura normativa ritenuta fondamentale per rendere disponibili più dati. Nasce per garantire l’equità nell’ambiente digitale.

Oggi 23 febbraio 2022 la Commissione europea ha adottato la proposta di regolamento sulle norme armonizzate relative all’accesso e l’utilizzo equo dei dati, complesso legislativo noto anche come Data Act.

Il Data Act è ritenuto da Bruxelles un pilastro fondamentale della strategia europea per i dati e fornirà un contributo importante all’obiettivo di trasformazione digitale del decennio digitale.

Le nuove misure giuridiche stabilite integrano il regolamento sulla governance dei dati del novembre 2020. Ma mentre il regolamento sulla governance dei dati crea i processi e le strutture per facilitare lo scambio dei dati, il Data Act chiarisce chi può creare valore dai dati e a quali condizioni lo può fare.

L’IoT al centro del Data Act

Il Data Act nasce dunque per garantire l’equità stabilendo regole relative all’uso dei dati generati dai dispositivi Internet of Things (IoT) a beneficio degli utenti.

Il Data Act mira anche a a garantire la coerenza tra i diritti di accesso ai dati, che sono spesso sviluppati per situazioni specifiche e con regole e condizioni variabili.

Ciò significa che anche se il Data Act non pregiudica gli obblighi esistenti in materia di accesso ai dati, eventuali norme future dovrebbero essere coerenti.

Le regole esistenti dovrebbero essere valutate e, se del caso, allineate al Data Act quando la loro revisione è dovuta.

Il Data Act nasce dunque per garantire l’equità nell’ambiente digitale, stimolare un mercato dei dati competitivo, aprire opportunità per l’innovazione basata sui dati e rendere i dati più accessibili a tutti.

Nelle intenzioni di Bruxelles porterà alla nascita di servizi innovativi e prezzi più competitivi per i servizi di aftermarket e le riparazioni di oggetti connessi, in linea con gli obiettivi digitali per il 2030.

Come è composto il Data Act

Il Data Act renderà disponibili più dati a beneficio delle imprese, dei cittadini e delle pubbliche amministrazioni attraverso una serie di misure.

Misure per aumentare la certezza del diritto per le aziende e i consumatori che generano dati su chi può utilizzare quali dati e a quali condizioni e incentivi per i produttori a continuare a investire nella generazione di dati di alta qualità.

Le misure semplificheranno il trasferimento dei dati tra fornitori di servizi e incoraggeranno più attori, indipendentemente dalle loro dimensioni, a partecipare all’economia dei dati.

Misure per prevenire l’abuso degli squilibri contrattuali che ostacolano la condivisione equa dei dati. Le Pmi saranno tutelate da clausole contrattuali abusive imposte da una parte che gode di una posizione di mercato significativamente più forte. La Commissione europea svilupperà clausole contrattuali tipo per aiutare tali partecipanti al mercato a redigere e negoziare contratti di condivisione dei dati equi.

Mezzi per gli enti del settore pubblico per accedere e utilizzare i dati detenuti dal settore privato che sono necessari per specifici scopi di interesse pubblico. Ad esempio, per sviluppare approfondimenti per rispondere in modo rapido e sicuro a un’emergenza pubblica, riducendo al minimo l’onere per le imprese.

Nuove regole che stabiliscono le giuste condizioni quadro affinché i clienti possano passare da un fornitore all’altro di servizi di elaborazione dati per sbloccare il mercato cloud dell’Unione europea. Questi contribuiranno anche a un quadro generale per un’efficiente interoperabilità dei dati.

Inoltre, il Data Act rivede alcuni aspetti della Direttiva sui database, che risale agli anni 90, per proteggere gli investimenti nella presentazione strutturata dei dati.

In particolare, chiarisce che i database contenenti dati da dispositivi e oggetti IoT non dovrebbero essere soggetti a una protezione legale separata. Questo garantirà che sia possibile accedervi e utilizzarli.

Consumatori e aziende potranno accedere ai dati del proprio dispositivo e utilizzarlo per servizi aftermarket e a valore aggiunto, come la manutenzione predittiva. Avendo maggiori informazioni, consumatori e utenti come agricoltori, compagnie aeree o imprese di costruzione saranno in grado di prendere decisioni migliori come acquistare prodotti e servizi di qualità superiore o più sostenibili, contribuendo agli obiettivi del Green Deal.

Gli operatori economici e industriali avranno a disposizione più dati e trarranno vantaggio da un mercato dei dati competitivo. I fornitori di servizi aftermarket saranno in grado di offrire servizi più personalizzati e competere su un piano di parità con servizi comparabili offerti dai produttori, mentre i dati possono essere combinati per sviluppare anche servizi digitali completamente nuovi.

Il testo del Data Act

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