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Dassault Systèmes: inizia l’era del virtual twin, il mondo sarà migliore

Dassault Systèmes oggi va oltre l’industry 4.0 e la descrizione del reale che attualmente si fa, con la proposta del virtual twin, che lasciandosi alle spalle il concetto di digital twin consente di immaginare, sviluppare, simulare e realizzare prodotti e soluzioni che si inseriscono nel mondo cambiandolo in meglio, e non semplicemente adattandosi al pregresso.

Come si fa lo ha spiegato Guido Porro, amministratore delegato di Dassault Systèmes in Italia, mettendo sul piatto anche i concetti di aziende guidate dallo scopo, di rinascimento industriale, che fa il paio con il superamento di un ormai tradizionale, assimilato,  efficientismo industriale, di una tensione alla creazione di scenari nuovi, business nuovi, utenti nuovi.

Un piano industriale (detto in termini economici) che è certamente ambizioso, ma che si permette di esserlo forte della dotazione societaria: sono 69 i laboratori di ricerca e sviluppo di Dassault Systèmes, supportati da 195 sedi nel mondo.

Oggi le aziende – ha osservato Porro – sono definite purpose driven, ossia orientate allo scopo. Bene, per noi questo significa armonizzare prodotti, natura e vita. Noi creiamo mondi virtuali che estendono e migliorano i mondi reali“.

Per farlo Dassault Systèmes punta sul virtual twin, il gemello virtuale, che va molto più nel profondo della progettazione, per capire come la soluzione, il prodotto creato ,possa essere più sostenibile.

Armonizzare con il virtual twin prodotto, natura e vita

Il percorso di evoluzione vissuto negli ultimi trent’anni da Dassault Systèmes parte dall’invenzione del 3D, con Catia. Poi venne il digital mockup, un unico schema per creare sistemi complessi, collaborando. Poi è stata la volta del Plm, che ha introdotto nel prodotto il tempo (emblematico il caso Toyota). Nel 2012 la 3DExperience platform, per rappresentare la percezione dei prodotti, la sensazione che questi generano.

Ora stiamo entrando nella virtual twin experience of humans: “immaginiamo di poter curare l’uomo studiando il suo gemello digitale – spiega Porro -. Siamo in grado di ottimizzare tutte le esperienze del mondo produttivo trasferendolo nel mondo biologico. Ben consci che la vita non è fatta di parti, ma è un elemento unico interconnesso“.

Pertanto, la sfida che affronta Dassault sarà quella di vedere il tutto come uno.
Siamo convinti che il virtuale estenda e migliori il mondo reale, perché le cose possono studiarsi. A me non piace dire dire digital twin, perché è rappresentativo di una descrizione del reale, statica. Noi invece dobbiamo descrivere diversi stadi simulativi, valutarne il comportamento per scegliere la soluzione migliore“. Ecco perchè per Porro è meglio dire virtual twin.

Avremo sempre più ecosistemi a valore aggiunto interconnessi in cui reale e virtuale si fondono, quindi, e abbiamo bisogno di una piattaforma per farlo.

 

Rinascimento industriale

Il secondo concetto introdotto da Porro è quello di rinascimento industriale, che è diverso da Industria 4.0, fenomeno che per Porro volge la sua attenzione a una sostanziale efficienza. Con il gemello virtuale si può produrre qualcosa che prima non esisteva: nuove soluzioni, personalizzate per nuovi clienti, in questo senso si va oltre l’efficientismo di industria 4.0.

Questo concetto è nelle ambizioni di Dassault, illustrate dalla responsabile marketing, che ha spiegato come oggi Dassault Systèmes operi su tre macrosettori industriali: manifattura, healthcare, infrastrutture e città, per i quali il tema della sostenibilità è il fattore rilevante e legante, destinato a migliorare la qualità della vita (“da settembre siamo in una partnership strategica Ict per spostare l’asse della sostenibilità: la Gesi, Global Enabling Sustainable Initiative“).

L’offerta di Dassault fa perno sulla 3D Experience Platform in posizione centrale consente di condividere il virtual twin con tutte le funzioni aziendali.
“Per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità è importante superare i silos aziendali – spiega Bogo -. La soluzione Dassault è completa, le aziende possono iniziare dalla piattaforma e adottare le soluzioni tecnologiche, muovendosi su quattro direttrici: applicazioni collaborative (3Dexcite, Enovia, CentricPlm), modelli 3D (Solidworks, Catia, Geovia, Biovia), simulazione (Simulia, Delmia, 3Dvia), information intelligence (Exalead, Netvibes, Medidata, costata 6 miliardi di dollari). Le 13 soluzioni si applicano a 11 industry: consumer goods e retail, trasporti, aerospaziale, nautica, sanità, industria, high tech, costruzioni, energia, home, servizi business“.

Ambizione sanità

Il futuro dell’assistenza sanitaria sarà plasmato da piattaforme inclusive, in logica end to end, ha spiegato Porro. Dalla ricerca allo sviluppo preclinico, dal test clinico alla compliance, dalla produzione alla commercializzazione. “Una rivoluzione che vogliamo imporre. Abbiamo le risorse per sviluppare la cultura scientifica. Più della metà degli studi clinici utilizza soluzioni Medidata, quindi la piattaforma 3DExperience“.
E il concetto di virtual twin si può applicare anche al corpo umano, con il progetto di sviluppo virtuale di un organo. “Abbiamo cominciato con il più impegnativo, il cuore, comn il programma Living Heart. Il cuore di una persona viene simulato e calato in veri e vari scenari“.
Lo scenario di Dassault Systèmes è dunque quello della personalizzazione della salute: grazie a i dati di campo i modelli possono produrre informazioni ultra specializzate per le persone, basate anche sull’ambiente. Le terapie diventano precise, puntuali.

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