Da Linux Os a un host container-specifico sicuro

Convinta che nel corso dell’ultimo anno e mezzo la tecnologia container ha subito un’accelerazione, Red Hat è tornata con forza a parlare della propria strategia presentando innovazioni volte ad accelerare e semplificare lo sviluppo applicativo in ambiente open hybrid cloud.

Matt HicksA ricordarlo è Matt Hicks, senior director Engineering, Red Hat, che, partendo dall’assunto che l’It moderno si focalizza su applicazioni, coerenza, interoperabilità e portabilità tra fisico, virtuale, cloud pubblici e privati, sottolinea come la reale portabilità si ottiene solo quando ci si può fidare della piattaforma.
Per questo, spiega Hicks, Red Hat ha investito nell’area del contenuto e della sicurezza e in quella del ciclo di vita del container ritenendole cruciali per una reale adozione enterprise da parte dei clienti.

Impegnata da tempo nel trasformare i progetti open source in soluzioni enterprise e per codificare ecosistemi tecnologici, come Linux, la virtualizzazione e il cloud, oggi Red Hat ha esteso risorse e impegno ai container, un ambito nel quale la società sta applicando la propria esperienza per dare vita a un host container-specifico sicuro.
Obiettivo: aggiungere innovative funzionalità container alla principale piattaforma Linux del mercato, integrare nei container i prodotti Red Hat che stanno alla base delle applicazioni e creare un programma di certificazione per le applicazioni containerizzate, insieme a un valido ecosistema di supporto e servizi.

A dargli man forte, il recente annuncio da parte di Vmware, che conferma l’importanza della distribuzione Linux se si desidera entrare nel campo dei container.
Data la stretta correlazione tra il software che gira all’interno dei container e il sottostante sistema operativo, spiega Hicks, fornire ai clienti validi Linux container richiede un sistema operativo Linux per l’host e application runtime all’interno del container ottimizzati per l’host.

Ecco che, allora, le funzionalità necessarie affinché un sistema operativo lavori al meglio con i container riguardano, in primis, l’ambiente core runtime e l’ecosistema di contenuti e partner certificati.
Il primo rappresenta l’ambiente che sta alla base di un’implementazione container all’interno della quale la sicurezza dei workload mission-critical è fondamentale, mentre un’altra funzionalità chiave è la capacità di lanciare e gestire i container cluster sull’infrastruttura prescelta.

L’ultima caratteristica, spesso ignorata fino a che non diventa un problema, sono le prestazioni.
Se si desidera far girare i workload mission-critical sulla piattaforma più adatta, è necessario essere certi della scalabilità dell’ambiente. Quando i clienti parlano di prestazioni, spesso fanno riferimento alle performance bare-metal, che richiedono l’installazione sul ferro, senza l’impiccio dell’hypervisor.

Il sistema operativo, quindi, come Red Hat sostiene da tempo, rappresenta un elemento fondamentale dell’equazione dei container. I concorrenti reali, per essere tali, dovranno disporre di un sistema operativo Linux.
Ma questo è solo l’inizio.

 

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato sulle novità tecnologiche iscriviti alla newsletter gratuita.

1 COMMENTO

Comments are closed.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome