Crisi, rimonta la fiducia delle aziende

a cura di Euroreporter.eu

La fiducia degli imprenditori rimonta, con l’Italia e il Regno Unito in prima linea nel Vecchio Continente.

A rilevarlo è una relazione della KPMG anticipata dal Financial Times, che analizza le previsione delle aziende per il 2010 in Europa e nelle economie emergenti (Brasile, Russia, India and Cina).

KPMG ha interpellato 3.700 imprese europee manifatturiere elaborando un indice delle prospettive sulla produzione calcolato deducendo la percentuale delle compagnie che prevedono un declino dell’attività nei prossimi 12 mesi da quella delle aziende che invece prospettano un miglioramento. Il saldo è positivo segnando un +28 a luglio contro il minimo registrato a gennaio pari a -10,2.

I punteggi più alti realizzati sono quelle di Gran Bretagna e Italia con, rispettivamente, 53,8 e 48,9. . “La Gran Bretagna e l'Italia potrebbero aver aperto la strada all'ottimismo, ma il fatto che così tanti paesi limitrofi riportino oscillazioni tra i 30  e i 40 punti e’ di buon auspicio per il futuro”, spiega Alan Buckle, numero uno globale per l'advisory a Kpmg. L’accresciuto ottimismo è generale per tutti i settori industriali, con picchi per l’industria cartaria e del legname. A sostenere lì ottimismo britannico sarebbe, secondo il Financial Times, la fiducia connessa alla risposta del governo alla crisi.

L’ottimismo si scontra però con un altro dato: le imprese prevedono un taglio negli investimenti sintomi di un’imprenditoria “ancora saldamente ancorata al fondo del ciclo economico” , come ha sintetizzato Buckle.

L’Italia continua a mostrarsi fiduciosa, nonostante i presagi di sventura della Cna, la confederazione dell´artigianato e della piccola impresa, che prevede per settembre stima una crisi finanziaria per più di 4.000. imprese nella sola provincia capitolina. In definitiva le saracinesche abbassate dalle ferie di agosto di 3500 aziende rischiano di rimanere  chiuse.

Scenari poco confortanti emergono anche dal sondaggio della Kpmg sul lato dell’occupazione. Il documento sottolinea che, con la sola eccezione della Gran Bretagna, gli imprenditori di tutti gli altri paesi interpellati prevedono profondi taglia al personale nei prossimi 12 mesi. I licenziamenti colpiranno soprattutto Francia e Paesi Bassi dove anche l’ottimismo è al ribasso anche se, in generale, i più pessimisti sono i paesi della Nuova Europa.  

Anche nei paesi del gruppo Bric (Brasile, Russia, India and Cina) si prospetta un rialzo dell’ottimismo. Sulle 1,800 aziende interpellate il tasso di ottimismo è passato dai 3,6 punti di gennaio ai 46,5 di luglio ricalcando i 47 punti di un anno fa, prima dello scoppio della crisi.

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