Crif, dove la sicurezza virtuale funziona

Le appliance di Check Point in azione dove si fa risk management.

Specializzata nei sistemi di informazioni creditizie, di business information e di supporto decisionale, Crif offre a banche, società finanziarie, confidi, assicurazioni, utilitiy e imprese supporto per la gestione del rischio e per il marketing.

Per svolgere in sicurezza le proprie funzioni Crif si affida alle soluzioni di sicurezza Check Point da tempo: risale al 2004 la prima implementazione di firewall in azienda, dovuta alla necessità di creare un’infrastruttura moderna, affidabile e scalabile, che permettesse al team It di gestire in tutta tranquillità la sicurezza dell’intero gruppo.

Nel corso del tempo sono aumentate le sue necessità di sicurezza . «Le informazioni che trattiamo sono per loro natura sensibili, e non possiamo permetterci il benché minimo problema di sicurezza» spiega Carlo Romagnoli, Responsabile Distributed It Operations di Crif.

Scelta vincente: la virtualizzazione

Nel 2010 Crif ha avviato un ampio progetto di rinnovamento e ridefinizione della propria infrastruttura It, che prevede un ampio utilizzo della virtualizzazione, estesa anche alla rete ed alle funzioni di sicurezza, ora standardizzate su piattaforma Check Point. «Il progetto è nato con l’obiettivo specifico di consolidare e semplificare l’infrastruttura di sicurezza, ottenendo  vantaggi significativi in termini di costi e di gestione», commenta Romagnoli.

Sono state acquisite quattro appliance Check Point Vsx, su cui sono state installate venticinque istanze firewall virtuali. Il passaggio alla virtualizzazione è stato graduale, completato nell’arco di qualche mese tra il 2011 ed il 2012.
Il progetto è stato seguito internamente all’azienda, con il supporto dei Professional Services Check Point e di altri partner.
Attualmente sono ancora presenti in azienda cinque cluster di firewall fisici, su cui sono state installate alcune software blade dedicate, quali AntiVirus e Url Filtering, ma la riduzione nel numero delle macchine presenti ha portato a una semplificazione importante nella gestione complessiva dell’infrastruttura.

I vantaggi, economici e di gestione

Attualmente le appliance Check Point giocano un ruolo fondamentale nella sicurezza della rete di Crif.
Dai loro gateway virtuali transitano una serie di informazioni riservate, critiche sia per il core business dell’azienda che per quello dei  clienti.
Tra le funzioni implementate sulle appliance Vsx vi sono Ips ed Url Filtering, mentre un livello ulteriore di efficacia nella gestione è stato aggiunto con l’implementazione di Eventia Log Analyzer, che permette di tenere traccia del transito di dati e informazioni sulla rete aziendale.
All’affidabilità ed alle prestazioni che già caratterizzavano le soluzioni di sicurezza fisica di Check Point si sono aggiunti i vantaggi della virtualizzazione, sotto forma di riduzione dei costi legati alle licenze, di semplificazione della gestione e di flessibilità nel management.
Alcuni benefici in termini di costi sono più facilmente quantificabili,  spiega ancora Romagnoli. Altri, come la possibilità di gestire un’infrastruttura omogenea e moderna con la flessibilità che solo la virtualizzazione permette, sono difficili da misurare ma non meno importanti, senza contare la grande usabilità della piattaforma.

Il team evolve
Se la gestione si è fatta più semplice e immediata, altrettanto importanti sono le opportunità di sviluppo che si sono aperte per il team It di Crif. Grazie alla virtualizzazione è stato possibile implementare un progetto di Business Continuity che permette di raggiungere un livello di affidabilità ancora più alto, grazie alla possibilità di mantenere l’operatività anche nel caso di problemi gravi a livello di datacenter.

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