Home Hardware Datacenter Covid-19, il supercomputer di Eni impiegato per la ricerca farmacologica

Covid-19, il supercomputer di Eni impiegato per la ricerca farmacologica

In questi giorni di emergenza sanitaria nazionale il paese di Ferrera Erbognone è assurto agli onori delle cronache per essere l’unico luogo lombardo assente da contagi da Covid-19.

Probabile oggetto di indagine epidemiologica, il paese del pavese è anche sede di un data center che ospita un’infrastruttura di supercalcolo, HPC5, che supporterà i ricercatori nell’analisi del virus.

Eni ha infatti messo a disposizione della ricerca sul Covid-19 le proprie infrastrutture di supercalcolo e le proprie competenze di modellazione molecolare, offrendo il contributo di strumenti e risorse di eccellenza nella lotta all’emergenza globale.

Lanciato a febbraio, HPC5 è il supercalcolatore di Eni, che affianca il sistema precedente HPC4 triplicandone la potenza di calcolo da 18 a 52 PetaFlop/s, vale a dire 52 milioni di miliardi di operazioni matematiche svolte in un secondo, permette all’ecosistema di supercalcolo Eni di raggiungere una potenza di picco totale pari a 70 PetaFlop/s.

La collaborazione si svilupperà nell’ambito del progetto europeo EXSCALATE4CoV guidato dall’azienda biofarmaceutica Dompé, che aggrega istituzioni e centri di ricerca di eccellenza in Italia e altri Paesi europei, al fine di individuare i farmaci più sicuri e promettenti nella lotta al Coronavirus.

Eni contribuisce ai lavori nell’ambito di una partnership con Cineca, consorzio di ricerca non profit nel contesto del quale collaborano università, centri di ricerca nazionali e il Ministero dell’Università e della Ricerca italiano.

Il team di lavoro congiunto effettuerà la simulazione dinamica molecolare di proteine virali ritenute rilevanti nel meccanismo di infezione da Covid-19, per identificare, mediante l’impiego di banche dati contenenti 10.000 composti farmaceutici noti, quelli più efficaci.

Successivamente si svilupperà una attività per la ricerca di nuove molecole specifiche anti-virali attraverso lo screening di miliardi di strutture.

Eni ha già avviato con Cineca le attività e ha messo a disposizione del consorzio le proprie competenze tecniche e l’utilizzo del sistema di supercalcolo HPC5, il più potente al mondo a livello industriale.

La sua architettura ibrida rende particolarmente efficiente gli algoritmi per la simulazione molecolare.

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