Controversie commerciali più snelle in Europa

Il Parlamento europeo ha approvato una direttiva e un regolamento per chiuderle in 90 giorni. Per gli acquisti online ci sarà una piattaforma Web.

Gli acquirenti europei che intendono rivalersi contro commercianti di beni e servizi potranno utilizzare un nuovo sistema di mediazione anziché ricorrere a lunghi procedimenti giudiziari.

Il Parlamento europeo ha infatti approvato la direttiva Adr (Alternative Dispute Resolution) con 617 voti a favore, 51 contro e 5 astensioni, e il regolamento Odr (Online Dispute Resolution) con 622 voti a favore, 24 contrari e 32 astensioni.

Entreranno in vigore venti giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
La direttiva sarà applicabile in tutti gli Stati membri entro 24 mesi dalla sua entrata in vigore, e la piattaforma di Odr sarà disponibile poco dopo.

Molti Stati membri hanno già introdotto sistemi di risoluzione alternativa delle controversie, ma la mancanza d'informazione, la copertura non uniforme o il sovraccarico di procedimenti ne rendono difficile l'utilizzo.
La nuova direttiva impone agli Stati membri di prevedere organismi Adr per tutti i settori di attività e di introdurre disposizioni per garantire l'imparzialità dei mediatori.

Tempo massimo tre mesi
Con le nuove norme, in sostanza, si potrà evitare di andare in tribunale per reclami in merito a qualsiasi bene o servizio, se acquistato on-line, in un negozio, nel mercato interno o oltre frontiera.

Assicurata anche la gratuità dell'arbitrato o l'imposizione solo di una "tassa nominale".
In generale, qualsiasi controversia dovrà essere risolta entro 90 giorni.

Un portale per le controversie di ecommerce
Per risolvere le controversie sulle vendite on-line si applica il regolamento Odr, che introdurrà una piattaforma Web in tutte le lingue Ue, gestita dalla Commissione europea e accessibile sul portale Your Europe: QUI quello per i cittadini, QUI quello per le imprese.

La piattaforma Odr offrirà moduli di reclamo standard e consigli per gli acquirenti per scegliere il regime di risoluzione più appropriato per la loro controversia.

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here