Con Visual Studio l’architettura .Net getta le fondamenta

Lanciata la piattaforma di sviluppo, che dovrà costituire la base di tutte le future applicazioni sviluppate in ambiente Microsoft. L’accento è stato posto soprattutto sulla facilità di creazione di servizi Web su Xml.

Dopo un periodo di gestazione durato mesi, se non anni, Microsoft ha finalmente tolto i veli a Visual Studio .Net, l’ambiente di sviluppo per la piattaforma .Net che ha l’impegnativo compito di contrastare il mondo Java. Le ragioni di tale ritardo possono essere attribuite all’estrema potenza e complessità del progetto, ma anche alla lunga fase di beta testing che ha coinvolto centinaia di migliaia di sviluppatori. Questa release, a differenza della precedente versione 6.0, focalizzata sullo sviluppo di applicativi Win 32, si rivolge principalmente a coloro che devono creare software per Internet, compresi i Web Services. La prima novità di Visual Studio .Net è quella di possedere un Ide comune a tutti i linguaggi, caratteristica che verrà apprezzata da chi crea, ad esempio, componenti in C++ e applicativi in Visual Basic. Tra le potenzialità del prodotto, spicca la facilità con cui è possibile creare gli Xml Web Services, che si stanno rapidamente diffondendo su Internet. Bastano, infatti, pochi click del mouse per realizzare servizi usufruibili sia tramite un tradizionale personal computer connesso alla rete, che per mezzo di Pda e telefonini Wap/Gprs. Sul fronte dei linguaggi, attualmente Microsoft, con Visual Studio .Net, fornisce il C++, il C# e Visual Basic, mentre è in fase di beta testing Visual J#, un dialetto con sintassi Java creato appositamente per questa piattaforma. Per chi desiderasse convertire applicativi Java in C#, è disponibile un apposito tool realizzato da ArtinSoft, compatibile, nella versione enterprise, anche con gli Enterprise Java Beans.


Considerando ora Visual Basic, bisogna sottolineare come abbia subìto una profonda evoluzione, diventando totalmente object oriented, caratteristica che lo rende estremamente flessibile, ma che di contro disorienterà inizialmente gli sviluppatori abituati alla sintassi di Vb 6.0. È stata, poi, abbandonata l’architettura Com e i vecchi ActiveX (possono essere ancora utilizzati ma con alcune limitazioni), semplificando notevolmente l’installazione/disinstallazione dei programmi; ora è, infatti, sufficiente, come ai tempi del Dos, memorizzarne i file in una directory. Per aiutare, poi, la conversione delle vecchie applicazioni Vb 6, viene fornito un apposito wizard.


Per risolvere alcuni problemi legati alla sicurezza su Internet, Microsoft ha dotato il Framework .Net di alcune funzionalità che possono inibire alle applicazioni sviluppate con l’ultima release di Visual Studio l’accesso alle risorse locali del personal computer. Sarà, inoltre, compito dell’amministratore di sistema creare delle regole che bypassino queste limitazioni in funzione dell’utente, del gruppo di lavoro o dell’Url di provenienza.


Microsoft, infine, per meglio assistere gli sviluppatori, ha ampliato con due nuove iniziative, i servizi offerti tramite Msdn. La prima, denominata Online Concierge, è una chat che permette di sottoporre agli esperti del supporto tecnico quesiti di carattere generale ricevendo risposte in tempo reale, mentre la seconda, nota come Managed News-groups, consente agli abbonati di Msdn di rivolgere quesiti specifici sulla tecnologia .Net, ricevendo una risposta entro 72 ore.


Visual Studio .Net è già disponibile in inglese in tre configurazioni: Enterprise Architect, Enterprise Developer e Professional, rispettivamente a 2800,2190 e 1200 euro. Sono, poi, previste versioni di aggiornamento a prezzi inferiori. Il lancio della release italiana è atteso per l’11 aprile.


Ma riuscirà Microsoft a imporre il nuovo standard? Le premesse ci sono tutte: Visual Studio .Net è risultato, infatti, un ambiente potente, semplice da utilizzare e modulare. L’unico freno potrebbe venire da quegli sviluppatori che, dovendo creare applicativi anche per il mondo Linux, continueranno a privilegiare la piattaforma Java.

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