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Computer Security Day, consigli da moltiplicare per 365

Il 30 novembre è il Computer Security Day, un momento importante di sensibilizzazione sul tema della cybersecurityHostinger ha voluto condividere una serie di utili suggerimenti per migliorare l’approccio a questo tema.

Prima di tutto, sebbene si parli di Computer Security Day, non ci si dovrebbe mai dimenticare che uno smartphone è un computer esso stesso.

Dato che, secondo una ricerca di RescueTime passiamo in media 3 ore e 15 minuti ogni giorno usando lo smartphone, ne consegue che si dovrebbe avere grande attenzione alle sue vulnerabilità. Secondo un rapporto di Pew il 30% degli utenti non usa alcun blocco dello schermo.

Si tratta senza dubbio di un grave errore, considerando la mole di dati sensibile che uno smartphone contiene: foto, account, dati di carte di credito solo per citarne alcuni. Uno smartphone privo di password è alla mercè di malintenzionati, o anche di chiunque ne entri in possesso in caso di smarrimento.

Inoltre, i dati di un utente possono essere ricavati non solo dai device che possiede, ma anche dagli account di cui si dispone. Quindi è importante prestare adeguata attenzione ai parametri sulla privacy durante la creazione di un nuovo account online.

Infatti, i parametri di default non di rado sono fin troppo permissivi, condividendo fin troppe informazioni su di noi.

Un ulteriore accorgimento che è bene seguire è quello di non accedere agli account tramite una rete WiFi priva di password. Una rete aperta può essere utilizzata da chiunque, hacker compresi: è bene usare la rete dati dello smartphone in questi casi.

Parlando di sicurezza informatica, bisogna poi porre l’adeguato accento sulla componente “materiale”. Mai lasciare il proprio computer incustodito, sarebbe un vero invito a nozze per i criminali.

Se proprio dovete assentarvi dalla scrivania, quantomeno effettuate il logout dal vostro account. Inoltre, evitare di utilizzare chiavette USB di provenienza ignota. Sono note decine di tipologie di attacco informatico tramite porta USB.

Altro fattore cruciale per quanto riguarda la sicurezza informatica è la scelta delle password. Usare chiavi di accesso complesse dovrebbe essere ormai la norma, ma nonostante questo ancora oggi la password più diffusa è 123456. Se aggiungiamo che la seconda più popolare è password e  e la terza 123456789, il quadro è completo.

Attacchi di forza bruta possono molto facilmente superare una “barriera” all’accesso con caratteristiche così fragili. Quando si sceglie una password, è fondamentale che sia composta da lettere maiuscole, lettere minuscole, numeri e simboli – la massima complessità permessa dal sistema su cui ci si sta registrando.

Infine, i dispositivi obsoleti. Prima di buttare, vendere o regalare vecchi computer, hard disk o smartphone è buona norma verificare che i dati all’interno siano stati cancellati in modo sicuro. Questo è fattibile con software appositi, che effettuano la cancellazione sicura dei dati.

La frode va contrastata su scala industriale

Per Cristina Iacob, Commercial Strategy Director di Experian, società specializzata in servizi di credito, analisi avanzate e dati, “La consapevolezza delle aziende rispetto ai pericoli rappresentati dalla frode informatica aumenta, e questa è certo una buona notizia. Alle stesse aziende resta però molto da fare per contrastarla in modo efficace, dotandosi di adeguati strumenti tecnologici e rivedendo i propri processi per renderli più sicuri”.

Cristina Iacob, Experian

In Europa, infatti, i comuni attacchi informatici rivolti alle aziende sono il furto di dati, il furto di identità e le frodi relative ai conti correnti, come emerge Fraud Report EMEA 2019 di Experian realizzato da Forrester.

In Italia, il 66% delle aziende ammette di essere stato colpito da un furto di dati, mentre il 36% delle organizzazioni considera la frode interna un problema significativo, che deve essere affrontato e risolto.

Quali sono le conseguenze della frode per le aziende? In Italia, il 44% degli intervistati ritiene che identificare le frodi sia un problema che ricade direttamente sul top management, mentre per il 26% l’impatto maggiore che le stesse frodi possono avere in azienda consiste nella perdita di clienti e al conseguente danno alla reputazione. Non solo, nel 31% dei casi, le aziende faticano a bilanciare gestione delle frodi e customer experience positiva.

La tecnologia è al servizio della lotta contro le frodi. In Italia il 64% delle imprese prevede di investire in tecnologie antifrode, come il machine learning, intrelligenza artificiale o biometria comportamentale, al fine di prevenire l’impatto delle frodi sulle loro organizzazioni.

La gran parte (85%) delle aziende italiane, comunque, afferma che migliorare l’individuazione delle frodi sia una priorità. In media, in Italia come nel resto d’Europa, le aziende possono contare su team antifrode di 15 dipendenti.

 

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