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Come leggere la temperatura dell’Internet italiana

Con l’intento di dare una rappresentazione periodica dello stato dell’internet italiana e dei problemi che incontra, avviamo con questo articolo uno spazio che affidiamo a Joy Marino, presidente del MIX, consci che dal suo punto di osservazione privilegiato ci possa dare interpretazioni e indicazioni utili per le nostre aziende.

Vogliamo fare una scommessa, anzi due: Scommettiamo che sia possibile dare uno sguardo a quello che succede nell’Internet italiana, partendo da dati oggettivi se pur parziali?

E scommettiamo di riuscire a darne una vista grafica che sia semplice e abbastanza comprensibile? (Questa seconda scommessa è ancora più azzardata della prima).

Siamo partiti dalle misure del traffico che passa attraverso MIX in ogni istante, misure raccolte con regolarità giorno per giorno e anno dopo anno.

La presunzione è che il volume del traffico così misurato sia una buona approssimazione dell’intero traffico Internet che viene scambiato in Italia.

Naturalmente non tutti i bit passano attraverso MIX: ci sono anche connessioni dirette da “content provider” a “eyeballs provider” (gli operatori che servono l’utenza di accesso, come TIM, Vodafone, Fastweb, Wind, etc.) e ci sono anche alcuni eyeballs provider il cui traffico in ingresso proviene principalmente dall’estero.

Comunque sia, l’andamento visibile da MIX è conforme al traffico complessivo e i picchi e le valli che possiamo individuare corrispondono ai massimi e minimi di attività dell’intera popolazione degli utenti di Internet nel nostro Paese.

Nel loro insieme questi comportamenti seguono l’andamento delle attività umane, con i più o meno normali cicli di veglia e sonno giornalieri e le cadenze degli appuntamenti settimanali (il lunedì è diverso dal sabato e questo dalla domenica, in genere).

Ecco perché abbiamo provato a fare un diagramma articolato in settimane.

La figura qui sotto sintetizza tutto quello che è successo nel mese di ottobre 2019. Sette giorni consecutivi (a partire dal 1o ottobre che era un martedì), sono schematizzati con un profilo in 3D di colore diverso: blu per la settimana dal 1 al 7, e poi verde per quella successiva, poi giallo, poi rosso per quella dal 22 al 28, per finire con viola per i giorni dal 29 al 31.

Mettendo i profili allineati si possono riconoscere le regolarità, come i periodi di minimo traffico ogni giorno tra le 3 e le 6 di mattina, oppure i picchi principali che sono tutti o quasi nelle serate (tra le 20 e le 24), specie nei giorni di martedì, mercoledì e domenica.

C’è poi un picco più alto di tutti, fuori da qualunque ripetitività settimanale, nel pomeriggio di martedì 15 ottobre, dovuto a quei fedeli giocatori di Fortnite che si sono affrettati a fare il download della nuova versione, un caso di cui abbiamo già parlato.

La figura è annotata con le indicazioni puntuali delle molto probabili cause degli altri picchi che hanno superato gli 800 Gbit/sec, a cominciare da quello che si è verificato intorno alle 22 di domenica 6, la partita clou della 7a giornata del Campionato: Inter-Juventus.

Tutti i picchi, tranne uno, sono in corrispondenza di eventi calcistici importanti.

Ecco quindi la notizia non-notizia di questo mese: Internet è ormai soprattutto videointernet, e per l’Italia questo significa soprattutto eventi calcistici in diretta.

Al di sotto di questi picchi c’è poi il costante fiume serale di Netflix e delle altre TV in streaming, che si affievolisce solo intorno alle 2 di notte.

C’è un unico picco, martedì 8 che ci incuriosisce, perché non sembra associato a eventi calcistici o sportivi; stiamo indagando, potrebbe essere qualche evento legato al mondo del ICT, ma si accettano suggerimenti.

Infine, nascosti in questo flusso di video, di download, di software upgrade, ci sono i rivoli che cubano un traffico minore: le mail, i tweet, le chat, che passano sotto traccia rispetto ai fiumi impetuosi del video, ma dove ogni byte, ogni meme, può avere un impatto considerevole sulla vita di tutti noi.

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