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Com’è il CIO del Terzo Millennio? La svela la ricerca di Nfon

Attualmente la figura del CIO (Chief Information Officer) è sempre più coinvolta nella gestione del cambiamento, nella semplificazione dei processi operativi all’interno della propria azienda e, sempre più spesso, chiamata a intraprendere iniziative di trasformazione digitale.

Essere aggiornati e sempre informati sulle novità è quindi, per un moderno CIO, una vera e propria necessità lavorativa, così come il possedere competenze diversificate per supportare al meglio le esigenze di cambiamento della propria azienda, in un contesto tecnologico in continua evoluzione.

Per questo NFON, provider leader di servizi di comunicazione aziendale in cloud, ha voluto indagare sulle abitudini informative (e non) dei moderni CIO tramite una ricerca condotta in collaborazione con NetConsulting Cube. Lo scopo dell’indagine è quello di dare forma alla figura del CIO del Terzo Millennio, delineare le sue passioni e abitudini, i canali attraverso cui si informa per alimentare la richiesta di aggiornamento, e le sue curiosità sia in ambito lavorativo sia in quello personale.

La principale quota di partecipanti è suddisiva tra CIO e CTO (Chief Technology Officer), e seguita da ICT e IT Manager (30,7%). La distribuzione geografica copre tutto il territorio italiano, ma la concentrazione più alta è nel Nord Italia (67%), seguito dal Centro (21,3%) e dal Sud e le Isole (8,5%). Anche per quanto riguarda l’età anagrafica il campione è piuttosto variegato, ma la fascia più rappresentata è quella che va dai 45 ai 60 anni (64%), seguita dai più giovani (25,2%) e infine dagli ultrasessantenni (11,8%).

Nfon, i risultati della ricerca

La ricerca si è focalizzata, in particolare, sulle abitudini informative in ambito personale e lavorativo, indagando quali fonti e quali modalità vengono utilizzate con maggior frequenza; il profilo che viene delineato è quello di un personaggio eclettico e curioso, che sfrutta e abbina diversi mezzi di comunicazione, anche di differenti tipologie.

Per quanto riguarda i media utilizzati per informarsi in ambito lavorativo, Internet la fa da padrone, utilizzato dal 100% del campione, mentre i social network vengono utilizzati quasi dal 97%: i preferiti, fra questi, sono LinkedIn e YouTube. Il 63% degli intervistati preferisce seguire webinar online invece di partecipare a eventi in presenza (44,1%), mentre le analisi e ricerche di mercato rimangono un “evergreen” per tenersi aggiornati in ambito lavorativo (53,5%).

In questo contesto, in cui il digitale sembra sovrastare i media analogici, le relazioni umane non vengono trascurate: infatti, la rete di relazioni tradizionali, che comprende tutte le relazioni interpersonali con colleghi, consulenti e clienti, ha una grandissima importanza. In ambito lavorativo, infatti, vi si affida ancora il 96,9% degli intervistati.

Oltre il proprio network, vince il digitale quindi? Non del tutto, a quanto pare. Il ruolo più importante, tra i media analogici, è quello della televisione (85%), seguito a pari merito dai programmi radio e dalla stampa specializzata in formato cartaceo (77,2%), che però la maggior parte consulta saltuariamente (49,6%).

Nel privato lo scenario è in gran parte analogo, ma cresce in modo significativo l’uso del mezzo televisivo, che supera i social network collocandosi in seconda posizione (dietro a Internet) come fonte di informazione, per il 95,3% del campione. I quotidiani cartacei sono in ultima posizione, utilizzati per il privato ancor meno che per il lavoro (63,8% contro 75,6%).

Nel tempo libero

Nella seconda parte della ricerca condotta per Nfon, NetConsulting ha analizzato gli hobby dei moderni CIO e le principali passioni. Il 100% del campione ama viaggiare e oltre la metà soddisfa questo desiderio almeno una volta al mese.

Tra le principali passioni c’è anche l’ascoltare musica (99,2%), sia via radio sia tramite piattaforme di streaming musicale, e praticare sport (98,4%). Molto diffusi sono anche serie tv e film in streaming (97,7%) e la tv (92,9%). Un dato che stupisce è quello riguardante la lettura: è una delle attività più amate dal 96,9% del campione degli intervistati, che leggono in media due libri al mese (in controtendenza rispetto alla media italiana) e prevalentemente in formato cartaceo (57,7%).

I ricercatori di NetConsulting hanno utilizzato queste informazioni per delineare alcune tipologie di CIO. Il profilo più comune è quello dell’Explorer, caratterizzato da una grande apertura mentale che porta a sfruttare molteplici tipologie di canali per tenersi aggiornato, utilizzando e integrando qualsiasi mezzo (analogico, digitale o social).

Altro profilo molto comune è quello del CIO Digital First (29,1%), che si informa prevalentemente attraverso media digitali, sia nel privato sia in ambito lavorativo, portando in secondo piano i mezzi di informazione analogici. Segue il Focused (18,9%), che si informa prevalentemente tramite media tradizionali ed è concentrato su un insieme ristretto di fonti di informazione – di cui, però, si fida ciecamente. Scarsamente rappresentato (11%) è il CIO Social, che utilizza prevalentemente social network per confrontarsi con colleghi e amici.

Per leggere l’indagine completa condotta da NFON e NetConsulting Cube, è possibile scaricare l’Executive Summary in questa pagina.

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