Bsa, il software asset management fa risparmiare sulle licenze

L’avvento del cloud che non ha ancora dispiegato pienamente i suoi effetti, le preoccupazioni per Gdpr e sicurezza e mettiamoci anche la crisi: un mix che ha portato a una diminuzione del tasso di pirateria software nelle aziende italiane, passato dal 51% del 2006 al 43% del 2017 (-2% rispetto al 2016). Si poteva fare meglio, non c’è ancora il crollo verticale sperato, ma l’Italia si incammina su una buona strada anche se il tasso di pirateria rimane poco più del doppio di quello europeo, mentre quello mondiale arriva al 37%.

Paolo Paolo Valcher, chairman di Bsa Italia, punta il dito sulla maggiore attenzione che i cio hanno oggi rispetto al software senza licenza, sempre più rischioso e costoso. A parte la possibilità dei controlli, il vero problema è quello della sicurezza aumentato dall’entrata in vigore delle sanzioni della Gdpr. Se l’azienda subisce un furto dei dati può essere più difficile sostenere di avere fatto tutto il possibile per proteggersi con una sfilza di software non in regola.

Paolo Valcher, chairman di Bsa Italia

Aziende più internazionali

In più l’internazionalizzazione delle aziende italiane, la propensione verso l’export o il fare parte di filiere internazionali con relativo obbligo di certificazioni spinge molti ad adottare comportamenti virtuosi. Il sistema infatti tende verso il rispetto delle regole. Pena l’esclusione.

Mettere in regola il software poi è anche conveniente. Migliorare la compliance infatti secondo Bsa “rappresenta un abilitatore economico oltre che un imperativo di sicurezza: quando le aziende compiono azioni pragmatiche per migliorare la gestione dei software, possono migliorare i propri profitti dell’11%”.

Per aiutare le aziende a comprendere meglio le conseguenze dell’utilizzo di software senza licenza, Bsa ha pubblicato la 2018 Global software survey, un’indagine che ha coinvolto circa 23.000 utenti, dipendenti e cio per quantificare la diffusione e il valore dei software privi di licenza installati sui computer in oltre 110 Paesi e regioni.

Secondo l’indagine il 54% dei cio afferma che la principale ragione che spinge all’utilizzo di software con le adeguate licenze è la riduzione dei rischi di sicurezza, mentre il 46% dichiara che la propria preoccupazione principale riguarda la perdita dei dati.

Dopo che in passato Bsa aveva focalizzato la sua azione più sulla repressione, da tempo l’organizzazione alla quale partecipano le principali riprese del settore ha adottato un approccio più morbido impegnando le proprie forse per fare si che le aziende migliorino la gestione dei software.

È infatti dimostrato – spiega Valcher - che, implementando un piano efficace di software asset management e un programma di ottimizzazione delle licenze, le imprese possono risparmiare fino al 30% sui costi legati ai software”.

 

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