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Cloud: sicurezza e affidabilità non sono più un problema

Di fronte a implementazioni cloud che continuano a crescere a ritmo sostenuto, i fattori critici per la sua adozione non riguardano più la sicurezza dei dati e l’affidabilità, menzionate ora dalla maggior parte delle aziende tra i principali vantaggi che si possono trarre salendo sulla nuvola.
A preoccupare, ora, sono aspetti legati all’operatività, come la difficoltà di gestire più architetture It avendo a disposizione sufficiente banda.
Lo dicono i dati di un’indagine Emea (Italia esclusa – ndr) condotta online da IDG Connect per conto di Oracle coinvolgendo 458 C-Level e decision maker in ambito It impiegati in aziende con più di 250 dipendenti, attive in diversi settori.
Per oltre il 90% di loro, il cloud permetterebbe di velocizzare il processo di innovazione, evidenziando considerazioni chiave decisamente evolute.

Le nuove preoccupazioni legate al cloud

Tenuto conto che, nell’universo indagato, un’azienda su cinque ha già raggiunto la cosiddetta maturità cloud, e che oltre la metà la raggiungerà entro i prossimi due anni, i tradizionali ostacoli legati al cloud ibrido sono, come pocanzi detto, di tipo operativo, mentre chi sta realizzando infrastrutture private cloud continua a considerare la sicurezza il principale fattore critico.
Da qui la constatazione di come, per le aziende che si stanno avvicinando alla maturità cloud, è sempre più importante avere la capacità di monitorare e gestire in modo unificato e consolidato infrastrutture cloud pubbliche, private e ibride.

Cio testimonial “chiave” sui benefici del cloud

Per realizzarle, l’elemento riportato con maggior frequenza dai partecipanti alla survey è quello di conquistare il supporto dei principali responsabili delle decisioni aziendali, a conferma che anche altre funzioni di business oltre all’It hanno influenza sulla scelta di passare al cloud.
Inoltre, i dati evidenziano che il ruolo dei Cio è più importante che mai, per coordinare fra loro architetture multiple e per comunicare in modo efficace all’azienda nel suo complesso i benefici dell’adozione del cloud.
Tra quelli riportati dal 73% del campione vi è la conferma di come la nuvola sia di supporto per la fidelizzazione dei clienti esistenti e, secondo un altro 76% dei rispondenti, per la conquista di nuovi.

Leve e barriere al cloud ibrido

Oltre a conquistarsi il sostegno delle figure decisionali chiave in azienda, tra gli elementi indicati come più importanti per implementare con successo il passaggio al cloud ibrido, i partecipanti all’indagine commissionata da Oracle hanno citato, nel 25% dei casi, anche la costruzione di una collaborazione forte con il proprio fornitore, mentre le principali barriere alla sua adozione si confermano, per il 60% dei rispondenti, l’ampiezza della banda della rete, la gestione di molteplici architetture It (57%) e la relazione con i fornitori It (52%).

 

 

Da comunque la si guardi, la realtà parla di un cambiamento nel modo in cui le imprese percepiscono i principali vantaggi e le barriere all’adozione del cloud che sta, comunque, raggiungendo la maturità.

Comprensibile, dunque, secondo Oracle, la differente attenzione nei confronti della sicurezza nell’implementazione di cloud privati e ibridi. Le aziende che si stanno concentrando sui primi attenzionano, a ragione, il trasferimento in cloud di workload aziendali, mentre le realtà che hanno un mix ibrido di servizi on premise e in cloud pubblico hanno compreso i vantaggi che derivano dall’apertura delle loro infrastrutture a partner e clienti.

 

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