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Il cloud in Italia vale 3,84 miliardi di euro ed è spinto dal PaaS

I dati dell’Osservatorio Cloud Transformation della School of Management del Politecnico di Milano dicono che complessivamente la spesa italiana in cloud è stimabile in 3,84 miliardi di euro nel 2021 (+16% rispetto al 2020).

La spesa per il cloud continua dunque a crescere e a trainarla sono i servizi di piattaforma (PaaS) ossia di modernizzazione applicativa, orchestrazione e gestione dei sistemi informativi, che crescono del 31% e di infrastruttura (IaaS, +23%) e non più i servizi SaaS (+13%), che hanno garantito la tenuta del sistema economico italiano nella fase di conclamazione della pandemia del 2020.

Ciononostante un’impresa su tre dichiara di non aver ancora accompagnato il percorso tecnologico con cambiamenti organizzativi della direzione IT, come l’arricchimento delle competenze del personale esistente, il potenziamento della struttura organizzativa con specialisti nelle tecnologie cloud, o la revisione dei processi aziendali coinvolti.

Il cloud pubblico e ibrido, ossia l’insieme dei servizi forniti da provider esterni e l’interconnessione tra cloud pubblici e privati, è la componente principale, per una spesa di 2,39 miliardi di euro (+19%).

In questo contesto i servizi PaaS (Platform as a Service) registrano la dinamica di crescita più robusta raggiungendo il valore di 390 milioni di euro (+31% sul 2020), e si confermano un layer tecnologico abilitante non solo per lo sviluppo del nuovo, ma anche per la modernizzazione applicativa, l’orchestrazione e la gestione del sistema informativo.

Seguono lo IaaS (Infrastructure as a Service), che registra una dinamica del +23%, per un totale di 898 milioni di euro, e infine il SaaS (Software as a Service) che pur rimanendo la componente più rilevante con oltre 1,1 miliardi di euro, dopo il boom dello scorso anno, vede un progressivo consolidamento e un fisiologico rallentamento del tasso di crescita (+13%).

Guardando alle scelte progettuali e all’evoluzione dei sistemi informativi, l’adozione del Cloud nelle grandi imprese italiane è un dato di fatto e il portafoglio applicativo aziendale risulta erogato da ambienti eterogenei: mediamente, il 44% del parco applicativo è oggi gestito in cloud pubblico o privato, il che significa che ci si sta avvicinando al sorpasso dell’IT gestita on-premise.

5 cloud per un’azienda

Le strategie multicloud sono sempre più diffuse nelle grandi imprese italiane, che oggi fanno riferimento mediamente a cinque cloud provider per l’erogazione dei propri servizi (in crescita rispetto ai 4 del 2020).

Si tratta di ambienti integrati ma non ancora pronti ad un’orchestrazione dinamica delle risorse.

Dopo una prima fase di adozione finalizzata a migrare le applicazioni con minor impatto possibile sul business, le grandi imprese stanno oggi iniziando ad affrontare progetti più complessi, che non trovano un’adeguata risposta nell’offerta di mercato di soluzioni standard.

Lo dimostra l’interesse crescente verso le strategie di migrazione orientate alla riprogettazione applicativa e verso le architetture cloud native, utilizzate come standard per tutti i nuovi progetti nel 15% dei casi e in base al caso d’uso in un ulteriore 59%.

I benefici vanno dalla maggiore scalabilità, flessibilità e portabilità delle applicazioni, alla più ampia agilità progettuale legata alla rapidità di sviluppo, fino ai minori costi di realizzazione e gestione del software.

Secondo l’osservatorio oggi circa la metà del budget aziendale dedicato al cloud è destinato all’innovazione e alla migrazione dei sistemi legacy.

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