Anthropic introduce una nuova capacità operativa per Claude che consente all’assistente di utilizzare direttamente il computer dell’utente per completare attività. In Claude Cowork e Claude Code è ora possibile abilitare Claude affinché punti, clicchi e navighi sullo schermo per eseguire task, intervenendo direttamente nell’ambiente desktop.
Quando Claude non ha accesso agli strumenti necessari per svolgere un’attività, usa ciò che vede sullo schermo per completarla autonomamente. Può aprire file, utilizzare il browser ed eseguire strumenti di sviluppo in modo automatico, senza richiedere alcun setup. Questa assenza di configurazione consente un utilizzo immediato, senza integrazioni preliminari. La funzionalità è disponibile in research preview per gli abbonati Claude Pro e Claude Max e funziona in modo particolarmente efficace in combinazione con Dispatch, che consente di assegnare attività anche da smartphone.
Come Claude utilizza il computer
Claude adotta un approccio progressivo nell’esecuzione dei task. Utilizza innanzitutto lo strumento più appropriato disponibile, partendo dai connettori verso servizi come Slack o Google Calendar. Quando un connettore non è disponibile, passa al controllo diretto del computer e utilizza browser, mouse, tastiera e schermo per completare l’attività.
Nel corso dell’esecuzione può scorrere contenuti, cliccare per aprire elementi ed esplorare le interfacce secondo necessità, adattando il comportamento al contesto. In questo processo, richiede sempre un’autorizzazione esplicita prima di accedere a nuove applicazioni e può essere fermato in qualsiasi momento.
Il sistema integra meccanismi di protezione progettati per ridurre i rischi durante l’interazione con il computer. Durante l’esecuzione viene effettuata una scansione automatica delle attivazioni interne al modello per individuare comportamenti anomali, inclusi tentativi riconducibili a prompt injection. L’utilizzo richiede comunque cautela: è consigliato lavorare inizialmente con applicazioni fidate ed evitare dati sensibili. Alcune applicazioni risultano inoltre non accessibili per impostazione predefinita; sono disponibili indicazioni operative sulle best practice di sicurezza per un utilizzo corretto.
Una capacità ancora in fase iniziale
L’utilizzo diretto del computer rappresenta una capacità ancora meno matura rispetto alle competenze di Claude nel coding o nell’interazione testuale. Claude può commettere errori e i task più complessi possono richiedere più tentativi per essere completati.
Operare attraverso lo schermo introduce un limite strutturale: l’esecuzione è più lenta rispetto all’uso di integrazioni dirette, perché ogni azione deve essere interpretata e realizzata nel contesto visivo del sistema. Le misure di sicurezza continuano a evolvere, ma le minacce evolvono costantemente, rendendo necessario un approccio prudente.
Dispatch: Claude accessibile ovunque con una conversazione continua
Anthropic ha introdotto Dispatch la settimana scorsa, inizialmente in Claude Cowork e ora disponibile anche in Claude Code. La funzione consente di mantenere un’unica conversazione continua con Claude tra smartphone e desktop, rendendo possibile interagire con l’assistente da qualsiasi luogo.
L’utente può assegnare un task dal telefono, spostare l’attenzione su altro e lasciare che Claude lo completi, per poi ritrovare il lavoro già eseguito sul computer. È possibile iniziare a utilizzare questa modalità provando a passare un task dal telefono al computer, mantenendo continuità nel contesto operativo.
Dispatch consente di automatizzare attività ricorrenti, come controllare le email ogni mattina o recuperare metriche su base settimanale, ma anche di avviare una sessione in Claude Cowork o Claude Code per la creazione di un report o la gestione di una pull request.
Esecuzione dei task: dal briefing allo sviluppo fino alla produzione
La combinazione con la capacità di utilizzare il computer rende questi scenari pienamente operativi. Claude può agire sul computer dell’utente mentre questo è assente, portando avanti attività che richiedono accesso diretto all’ambiente desktop.
Può preparare un briefing mattutino mentre l’utente è in viaggio, organizzando contenuti e informazioni. In ambito sviluppo, può intervenire nell’IDE, apportare modifiche al codice, eseguire test e aprire una pull request, completando un flusso operativo completo.
La capacità si estende anche a contesti tecnici più ampi: Claude può portare avanti un progetto di stampa 3D seguendo il piano iniziale, mantenendo continuità operativa senza intervento diretto.
Un modello asincrono di lavoro
Questa combinazione introduce un modello operativo in cui l’interazione non è più vincolata al tempo reale. L’utente può avviare un’attività, spostare l’attenzione su altro e lasciare che Claude la completi, per poi accedere al risultato in un secondo momento.
Claude assume così un ruolo operativo diretto, capace di eseguire attività all’interno del sistema e di mantenere continuità tra dispositivi.
Disponibilità e condizioni di utilizzo
La funzione è disponibile in research preview per gli utenti Claude Pro e Claude Max ed è attualmente supportata solo su macOS. È necessario che l’app desktop sia attiva, in esecuzione e disponibile, così da consentire a Claude di operare correttamente. Una volta collegata all’app mobile, è possibile provare a passare un task dal telefono al computer, lasciando che Claude lo esegua.
Il rilascio anticipato è finalizzato a comprendere dove la funzione funziona e dove mostra ancora limiti, raccogliendo indicazioni d’uso reali. L’obiettivo è estendere progressivamente le capacità operative di Claude, portandolo a intervenire direttamente nei sistemi digitali e completare attività in autonomia controllata.
Automazione a confronto: dalla RPA agli agenti operativi
La capacità di Claude di utilizzare direttamente il computer, unita al modello asincrono introdotto da Dispatch, apre un confronto con le tecnologie di automazione già consolidate, in particolare con la Robotic Process Automation, che negli ultimi anni ha rappresentato il riferimento per l’automazione delle attività operative su interfaccia.
Il confronto con la Robotic Process Automation (RPA) non si esaurisce in una differenza tecnologica, ma riflette un cambio di paradigma nel modo stesso di concepire l’automazione. La RPA tradizionale nasce per replicare sequenze operative definite, operando su interfacce stabili attraverso regole, coordinate e workflow progettati a monte. È un’automazione che richiede analisi preventiva, sviluppo dei bot e manutenzione continua, e che esprime il massimo valore in contesti ad alta ripetitività e bassa variabilità.
Il modello introdotto da Claude si colloca invece su un piano diverso: non esegue un processo predefinito, ma interviene quando il processo non è formalizzato, osservando l’interfaccia, interpretando il contesto e costruendo dinamicamente la sequenza di azioni necessarie, senza richiedere configurazione iniziale. Questo consente di operare anche in ambienti non integrati o non strutturati, superando uno dei limiti storici della RPA, cioè la dipendenza da contesti perfettamente prevedibili e da interfacce stabili, che possono interrompere i flussi automatizzati al minimo cambiamento.
La differenza è anche nella gestione delle eccezioni: la RPA tende a fermarsi fuori dallo scenario previsto, mentre Claude può tentare percorsi alternativi, adattando il comportamento. Cambia inoltre la natura del controllo: la RPA è deterministica, quindi garantisce ripetibilità, tracciabilità e auditabilità; Claude è probabilistico, introduce adattabilità ma anche variabilità nei risultati e richiede supervisione. Anche il modello operativo evolve: la RPA è tipicamente sincrona o basata su trigger, mentre con Dispatch l’automazione diventa asincrona e personale, permettendo di assegnare un’attività e lasciarla proseguire in background sul proprio computer. In questa prospettiva, Computer Use e Dispatch non sostituiscono la RPA, ma ne estendono il perimetro verso territori finora difficilmente automatizzabili, come le interazioni non strutturate e i task trasversali tra applicazioni. Si delinea così una possibile convergenza: la RPA continuerà a presidiare i processi core, stabili e ad alto volume, mentre gli agenti AI come Claude tenderanno a coprire la componente più variabile e meno formalizzabile del lavoro digitale, introducendo un livello di automazione più flessibile, contestuale e distribuito nel tempo.







