Cisco: l’ora del cambio della guardia

Dopo 24 anni in azienda e 20 nel ruolo di Ceo, anche per John Chambers è arrivato il momento di passare il testimone.
Nella giornata di ieri, il Board of Directors di Cisco ha annunciato infatti che a far data dal prossimo 26 luglio il timone della società passerà nelle mani di Chuck Robbins, attuale senior vice president of worldwide field operations, mentre nella stessa data John Chambers diverrà Executive Chairman, mantenendo il ruolo di presidente del Consiglio di Amministrazione, del quale è entrato a far parte anche Robbins.

Nessuna rivoluzione: che il momento della successione fosse vicino è cosa di cui i media e i mercati hanno più volte speculato, a maggior ragione quando i cambi della guardia si sono registrati nelle altre major del mercato Ict.

Probabilmente era una questione di timing. Di giusto timing.
Ed è lo stesso John Chambers a sottolineare come l’azienda da lui diretta abbia selezionato “un leader molto forte proprio quando Cisco si trova in una posizione di forza”, nel clou della digital transformation.

Chambers assegna a Robbins il compito di accelerare la trasformazione anche per Cisco, senza temere di portare “disruption” là dove sarà necessario. E gli riconosce la capacità di “tradurre visioni e strategie in execution di prima classe, unendo team ed ecosistema per raggiungere gli obiettivi”. Soprattutto, Robbins, in azienda dal 1997, “conosce ogni segmento, ogni area tecnologica ed ogni geografia di Cisco”, tanto da poter essere definito “campione della cultura aziendale”.
Un ritratto entusiastico del suo successore, cui le cronache in queste ore attrobuiscono non solo il merito di aver guidato alcuni degli investimenti più importanti della società, ma soprattutto di aver concepito e realizzato il partner program della società, che oggi vale oltre 40 miliardi di fatturato.

Da parte sua Robbins sembra accettare eredità e sfida. Parla di enormi possibilità si dice “focalizzato sull’accelerazione dell’innovazione e dell’execution che i nostri clienti ci richiedono” e soprattutto “fiducioso della capacità di Cisco di vincere la sfida”.

Per quanto riguarda John Chambers, dopo il passaggio del testimone, il suo compito sarà non semplicemente di supporto all’azione di Robbins, ma diventerà una sorta di “ambassador” internazionale per promuovere il ruolo di Cisco nella digitalizzazione dei Paesi.

 

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