Cisco conferma l’ondata di licenziamenti

La societa di San Jose’ ridurra il personale di circa 8mila dipendenti a causa di un brusco calo di fatturato. Almeno 5mila tagli riguarderanno dipendenti a tempo pieno.

Cisco Systems ha ribadito l’intenzione di ridurre il suo personale di
circa ottomila dipendenti in risposta al brusco calo di fatturato. La
misura riguarda i salariati a tempo pieno e i consulenti e verrà
affiancata da una temporanea sospensione delle assunzioni e da altri
sostanziali tagli del personale a contratto già annunciati nel corso
delle passate settimane. Un portavoce della società ha dichiarato che
il costruttore di apparati di rete, oltre a dismettere il personale
intende ridurre del 60 percento l’ammontare delle spese di viaggio,
senza però precisare in dettaglio il budget normalmente destinato a
queste attività. Almeno cinquemila tagli, ha continuato il portavoce,
riguardano i dipendenti a tempo pieno, attualmente 44mila persone.
Gli altri tremila andranno a ridurre la forza temporanea. Nell’ultimo
biennio Cisco ha accumulato un volume di oltre 20mila nuove
assunzioni, molte delle quali derivanti dalle continue acquisizioni
effettuate. Per coprire i costi di queste dismissioni è previsto un
onere straordinario di 400 milioni di dollari. Secondo
l’amministratore delegato John Chambers, la decisione è dovuta "al
costante rallentamento dell’economia Usa e ai primi segni di
cedimento estesi al resto del mondo". fino a poco tempo fa, Cisco
veniva da molti considerata immune dalla crisi, in virtù del suo
ruolo di dominatore sul segmento delle reti Ip.

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