Chi vuole l’archivio attivo

Hds lavora con Archivas per soluzioni più dinamiche di ottenimento dati.

Secondo Idc, l'Information Lifecycle Management tradizionale implicherebbe che il valore dei dati e la necessità di accedervi rapidamente diminuiscano via via nel tempo. Ma quando si deve estrarre mezzo milione di record da dieci milioni (magari per motivi legali), o quando deve rispondere a una richiesta in occasione di una verifica contabile, o ancora, quando deve fornire supporto a un'applicazione di Crm su casi dell'anno precedente, la questione non è così. È coinvolta, infatti, l'anima attiva dell'archivio, anziché quella statica. Servirebbero, quindi, soluzioni che rendano più dinamico il recupero dei dati archiviati.

Ancora, secondo la società di ricerca Enterprise Strategy Group (Esg), oltre il 50% di tutti i dati aziendali riguarda i”fixed content”, cioè documenti, immagini, messaggi di posta elettronica, dati dal volume crescente ogni anno fino al 90% e che devono essere immediatamente disponibili se necessario (specie per motivi legali).

Sul concetto ci sta lavorando Hitachi Data Systems, che si è accordata con Archivas, società specializzata in tecnologia di archiviazione dei contenuti basata su standard aperti, per creare nuove soluzioni di archiviazione “attiva”. In sostanza, le due società lavoreranno per creare prodotti in grado di conservare i dati, sia strutturati sia non strutturati, gestirli e recuperarli in tempi rapidi.

Per non caricare ulteriormente gli utenti con l'introduzione di nuove isole di storage per le soluzioni di archiviazione dei contenuti, con nuovi set di strumenti software e di interfacce di gestione, le due società collaboreranno per sviluppare una soluzione di “active archive” scalabile, all'interno di un framework di gestione comune che comprende le tecnologie di virtualizzazione storage.

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