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ChatGPT ritornata accessibile agli utenti italiani

Welcome back, Italy! Così gli utenti che accedono a ChatGPT dall’Italia sono accolti al momento del collegamento, con una richiesta di conferma dell’età – superiore a 18 anni o a 13 con consenso di un genitore – e un link alla Privacy Policy. OpenAI ha quindi soddisfatto in buona parte alle richieste del Garante della Privacy, che lo annuncia ufficialmente in un comunicato stampa, elencando le richieste alle quali l’azienda ha già ottemperato. Al di là degli adempimenti formali previsti dal Gdpr, ovvero la pubblicazione delle necessarie informazioni sulla modalità di trattamento dei dati, tutelano sicuramente la privacy e la reputazione di tutti gli utenti alcune innovazioni che il Garante elenca:

  • la possibilità per gli interessati di far cancellare le informazioni ritenute errate, dichiarandosi, allo stato, tecnicamente impossibilitata a correggere gli errori;
  • il riconoscimento a tutte le persone che vivono in Europa, anche non utenti, il diritto di opporsi a che i loro dati personali siano trattati per l’addestramento degli algoritmi anche attraverso un apposito modulo compilabile online e facilmente accessibile;
  • la dichiarazione, nell’informativa riservata agli utenti, che mentre OpenAI continuerà a trattare taluni dati personali per garantire il corretto funzionamento del servizio sulla base del contratto, tratterà i loro dati personali ai fini dell’addestramento degli algoritmi, salvo che esercitino il diritto di opposizione, sulla base del legittimo interesse;
  • la predisposizione del modulo che consente a tutti gli utenti europei di esercitare il diritto di opposizione al trattamento dei propri dati personali e poter così escludere le conversazioni e la relativa cronologia dal training dei propri algoritmi;
  • l’inserimento nella schermata di benvenuto riservata agli utenti italiani già registrati al servizio un pulsante attraverso il quale, per riaccedere al servizio, dovranno dichiarare di essere maggiorenni o ultratredicenni e, in questo caso, di avere il consenso dei genitori;
  • l’inserimento nella maschera di registrazione al servizio la richiesta della data di nascita prevedendo un blocco alla registrazione per gli utenti infratredicenni e prevedendo, nell’ipotesi di utenti ultratredicenni ma minorenni che debbano confermare di avere il consenso dei genitori all’uso del servizio.

Nelle considerazioni finali del comunicato stampa, il Garante ”esprime soddisfazione per le misure intraprese e auspica che OpenAI, nelle prossime settimane, ottemperi alle ulteriori richieste impartitele con lo stesso provvedimento dell’11 aprile con particolare riferimento all’implementazione di un sistema di verifica dell’età e alla pianificazione e realizzazione di una campagna di comunicazione finalizzata a informare tutti gli italiani di quanto accaduto e della possibilità di opporsi all’utilizzo dei propri dati personali ai fini dell’addestramento degli algoritmi e riconosce i passi in avanti compiuti per coniugare il progresso tecnologico con il rispetto dei diritti delle persone e auspica che la società prosegua lungo questo percorso di adeguamento alla normativa europea sulla protezione dati”.

L’Autorità proseguirà dunque nell’attività istruttoria avviata nei confronti di OpenAI e nel lavoro che porterà avanti la apposita task force costituita in seno al Comitato che riunisce le Autorità per la privacy dell’Unione europea.

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