Capitali dello shopping poco attente alla sicurezza

Una indagine promossa da Websense sui rischi dello shopping online: consumatori più attenti alla puntualità che alla sicurezza nei pagamenti.

Poco attenti ai rischi del Web. È questo il profilo del consumatore online
come emerge da una indagine condotta nella scorse settimane da WebSense in
collaborazione con Dynamic Markets su un campione di oltre 1000 consumatori
delle tre principali capitali europee dello shopping: Milano, Parigi e
Londra.


In base ai risultati della ricerca, il 75% delle persone che acquistano online i regali di Natale non è in grado di dire con sicurezza se un sito e-commerce sia o meno affidabile.
Un dato questo che diventa allarmante quando lo si associa
a un altro parametro: solo un consumatore su quattro è in qualche misura
consapevole dei rischi ai quali può essere esposta la carta di credito
utilizzata per gli acquisti, laddove il 39% degli interpellati ha come
preoccupazione principale la puntualità nella consegna dei regali.

Molta attenzione alle offerte speciali (36% degli
intervistati), pochissima di converso alla presenza del lucchetto che dovrebbe
stare a indicare il requisito minimo di sicurezza per un sito di e-shop (35%).
Addirittura, il 18% degli intervistati ammette di non sapere nemmeno di cosa si
tratti.

Sempre per quanto riguarda i comportamenti
a rischio, se l’89% del campione effettuerà i propri acquisti utilizzando il pc
di casa, c’è comunque un buon 33% degli interpellati che ammette l’intenzione di
utilizzare il pc dell’ufficio, senza per altro avere esatta percezione di quali
protezioni siano effettivamente installate in azienda.

Per quanto riguarda i consumatori italiani, l’indagine
promossa da Websense sottolinea come i consumatori milanesi siano i più propensi
ad effettuare acquisti esclusivamente dai siti di marchi molto noti (54% del
campione specifico). Sono anche quelli meno fiduciosi nelle loro capacità di
identificare un sito web sicuro (89% del campione specifico), in confronto a
londinesi (67%) e parigini (69%).


In generale,
tuttavia, c’è una certa omogeneità nei tre campioni: tutti manifestano maggiori
preoccupazioni per questioni di carattere pratico (la restituzione della merce,
il prodotto non conforme) rispetto a quelle legate alla sicurezza.

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