Il caldo estremo mette a rischio la salute di oltre 2,4 miliardi di lavoratori nel mondo, pari a circa il 71% della forza lavoro globale. Di fronte a un fenomeno che provoca ogni anno quasi 19.000 morti e oltre 22 milioni di infortuni professionali, sistemi di allerta precoce e comunicazione multicanale possono diventare strumenti decisivi per proteggere le persone e coordinare la risposta alle emergenze.
In questo scenario si inserisce nowtice, software sviluppato dall’azienda italiana Regola per inviare allerte massive attraverso diversi canali in circa 90 secondi. La soluzione è progettata per raggiungere rapidamente lavoratori, cittadini e operatori sul territorio durante ondate di calore e altre situazioni critiche.
La piattaforma può essere affiancata da Unique, tecnologia dedicata al coordinamento delle centrali operative del 118 e del 116117, con l’obiettivo di sincronizzare i flussi informativi tra servizi sanitari, strutture di emergenza e protezione civile.
Il caldo estremo espone 2,4 miliardi di lavoratori
Il caldo estremo è diventato uno dei principali fattori di rischio per la sicurezza sul lavoro e la salute pubblica. I suoi effetti non riguardano più soltanto episodi eccezionali, ma incidono in maniera strutturale sull’attività produttiva, sull’organizzazione dei servizi e sulla capacità dei sistemi sanitari di rispondere alle emergenze.
Secondo i dati della International Labour Organization, ripresi dall’International Trade Union Confederation, ogni anno le alte temperature provocano circa 18.970 morti e 22,87 milioni di infortuni professionali collegati allo svolgimento dell’attività lavorativa.
Il fenomeno coinvolge oltre 2,4 miliardi di persone, corrispondenti a circa sette lavoratori su dieci a livello mondiale. L’esposizione diretta allo stress termico riguarda in particolare chi opera all’aperto o in ambienti caratterizzati da temperature elevate, come edilizia, agricoltura e logistica.
Le conseguenze sanitarie comprendono disidratazione, danni renali e disturbi neurologici. Nei contesti maggiormente esposti, l’incremento delle temperature è associato anche a una maggiore frequenza di incidenti sul lavoro e allo sviluppo di patologie croniche.
Lo stress termico riduce anche la produttività
L’aumento delle temperature non produce effetti soltanto sulla salute, ma incide anche sulla produttività e sulla continuità delle attività aziendali.
Le stime indicano una possibile riduzione della produttività fino al 3% per ogni grado di temperatura superiore ai 20 gradi Celsius. L’impatto può diventare particolarmente rilevante nei settori nei quali il lavoro fisico, l’esposizione diretta al sole o la presenza di macchinari che generano calore aumentano il rischio per gli operatori.
Il problema interessa anche la gestione delle infrastrutture e dei servizi essenziali. Durante le ondate di calore, le aziende e le amministrazioni devono infatti affrontare contemporaneamente una maggiore esposizione sanitaria dei lavoratori, possibili interruzioni operative e un aumento della pressione sulle centrali di emergenza.
La capacità di individuare anticipatamente le condizioni di rischio e di inviare comunicazioni mirate diventa quindi parte integrante delle strategie di prevenzione.
Il possibile ritorno di un Super El Niño
A rendere più critico lo scenario è il possibile ritorno di El Niño, il fenomeno meteorologico ciclico che può contribuire all’aumento delle temperature globali.
Il fenomeno si sviluppa in seguito a cambiamenti nei venti dell’Oceano Pacifico, che favoriscono il rilascio nell’atmosfera del calore accumulato nelle acque oceaniche.
Secondo le previsioni attribuite alla National Oceanic and Atmospheric Administration degli Stati Uniti, la probabilità che si manifesti un nuovo El Niño tra dicembre 2026 e febbraio 2027 sarebbe del 96%. Esisterebbe inoltre una probabilità del 35% che l’evento raggiunga un’intensità tale da essere classificato come Super El Niño.
Le conseguenze per l’Italia potrebbero diventare evidenti soprattutto durante la primavera e l’estate successive, aumentando la necessità di adottare sistemi capaci di individuare rapidamente il rischio e attivare misure di protezione.
Un software italiano invia l’allerta in 90 secondi
Con l’aumento della frequenza e dell’intensità delle ondate di calore, uno degli elementi più critici è il tempo necessario per far arrivare l’informazione alle persone esposte e agli operatori incaricati di gestire l’emergenza.

Regola ha sviluppato nowtice, una piattaforma progettata per diffondere allerte massive e multicanale in circa 90 secondi. Il sistema può distribuire simultaneamente le comunicazioni attraverso diversi dispositivi, riducendo il tempo che intercorre tra l’individuazione del rischio e l’attivazione delle misure di protezione.
L’obiettivo è raggiungere in modo capillare lavoratori, cittadini e strutture operative, soprattutto nelle ore in cui il rischio per le persone più vulnerabili cresce rapidamente.
“Le temperature estreme non sono più eventi straordinari ma una condizione strutturale. La velocità dell’allerta può fare concretamente la differenza nella protezione delle persone”, ha spiegato Massimiliano Palma, CEO di Regola.
Dall’allerta precoce al coordinamento delle centrali operative
La gestione del caldo estremo non si limita all’invio di una notifica. Le situazioni di emergenza richiedono anche il coordinamento tra centrali operative, servizi sanitari, protezione civile e personale presente sul territorio.
In questo ambito interviene Unique, piattaforma di Regola utilizzata per supportare le centrali operative del 118 e del 116117. La soluzione permette di organizzare e condividere le informazioni nei momenti di maggiore pressione, migliorando la gestione delle chiamate e delle risorse disponibili.
L’integrazione tra sistemi di allerta e piattaforme di coordinamento consente di costruire un flusso operativo che parte dall’individuazione del pericolo e arriva all’attivazione delle strutture incaricate di intervenire.
“Non si tratta più solo di gestire l’emergenza quando si manifesta, ma di anticiparla attraverso sistemi che permettano di raggiungere rapidamente chi è esposto e chi interviene sul territorio”, ha osservato Palma.
La sincronizzazione dei flussi informativi può ridurre la frammentazione delle comunicazioni e consentire alle diverse organizzazioni coinvolte di operare sulla base di informazioni aggiornate e coerenti.
“Oggi tecnologie come il nostro sistema nowtice consentono di inviare allerte multicanale in circa 90 secondi, mentre piattaforme come Unique supportano il coordinamento operativo delle centrali 118 e 116/117, migliorando la gestione delle informazioni nei momenti di maggiore pressione”, ha concluso Palma.
Prevenire l’emergenza prima che si manifesti
Il ricorso ai sistemi di allerta precoce riflette un cambiamento nell’approccio alla gestione delle emergenze climatiche.
Il modello tradizionale, basato prevalentemente sull’intervento successivo al verificarsi dell’evento, viene progressivamente affiancato da strumenti capaci di anticipare il rischio, avvisare le persone coinvolte e predisporre le risorse operative.
In caso di caldo estremo, la tempestività è particolarmente importante perché le condizioni di salute possono peggiorare rapidamente. Un sistema di comunicazione capillare può consentire alle aziende di sospendere o riorganizzare le attività, modificare i turni, attivare pause aggiuntive e mettere a disposizione acqua e aree climatizzate.
Le istituzioni possono invece utilizzare le allerte per rafforzare i servizi sanitari, informare la popolazione e coordinare gli interventi destinati alle categorie più vulnerabili.
Le misure adottate in Spagna, Belgio e Francia
Diversi Paesi europei hanno già introdotto strumenti normativi e operativi per affrontare il rischio derivante dallo stress termico.
In Spagna, le misure collegate alle allerte meteorologiche possono portare alla sospensione delle attività lavorative all’aperto durante i periodi di caldo estremo. Il sistema collega quindi le condizioni ambientali a decisioni operative finalizzate alla protezione dei lavoratori.
Il Belgio ha adottato una normativa specifica sui fattori termici ambientali. Il superamento di determinate soglie di temperatura rende obbligatoria l’introduzione di misure correttive e di protezione.
In Francia, alcuni lavoratori hanno esercitato formalmente il diritto al ritiro durante le ondate di calore, considerando le temperature estreme una situazione di pericolo grave e imminente.
Questi interventi mostrano come la gestione dello stress termico stia assumendo una rilevanza crescente nelle politiche per la sicurezza sul lavoro.
Il caldo estremo diventa un rischio strutturale
La diffusione delle ondate di calore impone alle imprese e alle istituzioni di considerare le temperature elevate come una variabile permanente nella pianificazione della sicurezza.
La prevenzione richiede il monitoraggio delle condizioni meteorologiche, la definizione di procedure operative, la formazione del personale e la capacità di comunicare rapidamente con le persone esposte.
Le tecnologie di allerta precoce possono contribuire a rendere più tempestivo questo processo, ma devono inserirsi all’interno di una strategia più ampia che comprenda organizzazione del lavoro, coordinamento delle emergenze e protezione sanitaria.
La combinazione tra previsioni meteorologiche, comunicazioni multicanale e piattaforme per le centrali operative può permettere di intervenire prima che il caldo estremo provochi conseguenze gravi. In un contesto nel quale oltre sette lavoratori su dieci risultano esposti allo stress termico, la velocità dell’informazione diventa una componente concreta della sicurezza.






