Bull rinnova le prestazioni dei servizi del server Escala

Potrebbe essere il risveglio di Bull nella guerra dei server. Alla fine del mese di novembre, difatti, il costruttore d’Oltralpe comincerà a rilasciare il server Escala Epc2450. Questo modello, il più potente della sua categoria, secondo …

Potrebbe essere il risveglio di Bull nella guerra dei server. Alla
fine del mese di novembre, difatti, il costruttore d’Oltralpe
comincerà a rilasciare il server Escala Epc2450. Questo modello, il
più potente della sua categoria, secondo il costruttore arriva a
215.000 transazioni al minuto. Tuttavia, le novità non risiedono
tanto nelle caratteristiche hardware della macchina, che può ospitare
tra sei e 24 processori Rs64 IV con tecnologia al rame di Ibm, con un
clock a 600 MHz e con circa 96 Gb di memoria Ram, quanto nell’insieme
dei servizi proposti. Rispondente al nome di We-Commit, quest’offerta
si basa su tre atout, performance, flessibilità e disponibilità.
Dietro questo insieme di marketing, il costruttore s’impegna sulle
performance concrete del sistema e delle sue applicazioni. C’è da
sottolineare che, se i risultati non sono all’altezza delle garanzie
proposte, Bull si impegna a fornire gratuitamente l’aggiornamento
dell’hardware, fino al raggiungimento degli obiettivi. Del resto,
come già nel caso di alcuni server di Ibm o di Hp, l’Escala Epc 2450
dispone delle schede madri supplementari, ma inattive. Se l’utente ha
bisogno di più potenza, un semplice comando Aix è sufficiente ad
attivare queste schede, cercando una password su Internet. Attraverso
un comando diretto, Bull fatturerà poi l’aggiornamento dell’hardware.
Infine, per completare quest’offerta, sono stati realizzati due
centri di alta disponibilità, per la sorveglianza remota e per
rispondere alle chiamate dei clienti 24 ore su 24 e sette giorni su
sette. Impegnandosi su tali risultati, Bull rischia molto meno di
quanto non sembri. Con We-Commit si tratta, in effetti, di
generalizzare una procedura già testata con successo da molti dei
suoi clienti. Ma il costruttore francese non è solo: anche Ibm e Hp
forniscono lo stesso tipo di servizi, evitando all’utente di bloccare
una macchina durante il proprio aggiornamento, al fornitore di
spostarsi e, anche, di risparmiare.

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