Bruxelles dà l’ok al credito d’imposta per la ricerca

Una decisione che, secondo il ministro Bersani, toglie ogni alibi alle aziende. “Ora dovete investire”

L'Unione Europea ha dato il suo ok credito di imposta per la ricerca. Una notizia che, secondo il ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani toglie alle aziende qualsiasi alibi in fatto di investimenti per la ricerca.


"Diciamo a Confindustria di non esagerare con le critiche - ha affermato il ministro -. Siamo riusciti a fare in modo che queste imprese i soldi li avessero. Abbiamo mantenuto la parola. Adesso voglio sapere quanti investimenti in ricerca saranno fatti nel 2008 perché per la collettività questo è uno sforzo enorme. Stavolta siamo adempienti e ci vediamo a fine 2008. Si trarrà di uno strumento di fronte al quale non ci sono più alibi - ha incalzato Bersani - e mi aspetto una netta accelerazione nella capacità del sistema industriale di esprimersi in questa direzione".


La decisione positiva della commissione per il credito di imposta 2007 sblocca anche il meccanismo previsto dalla finanziaria 2008: un credito del 40%, fino a un tetto di 50 milioni ad azienda per le spese sostenute in collaborazione con Università o centri di ricerca, più un altro 10% per la ricerca interna. Il provvedimento ha valore retroattivo al 2007.


Con la decisione della Ue e la partenza a gennaio dei bandi per i progetti di efficienza energetica e mobilità sostenibile "si mettono in movimento le due fondamentali gambe di Industria 2015". "Dal primo gennaio - ha aggiunto Bersani - abbiamo il più potente strumento di sostegno all'innovazione industriale presente in Europa. Uno strumento semplice che ci mette in condizione di fare un passo rilevante verso gli obiettivi di Lisbona".


Via libera anche per il regime omnibus per gli incentivi: il nuovo regime consentirà alle imprese di scegliere la tipologia e la forma di sostegno finanziario che si adattano alle proprie esigenze.

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