Blogger, basta con la parola

Quando le etichette andrebbero staccate.

È successo che l'amministratore delegato di una società americana ha rivelato di aver partecipato, sotto mentite spoglie, a una chat economica dibattendo su una società che intendeva acquistare. Poi è venuto fuori anche che quel Ceo ha un blog.

La cosa ha stimolato qualche collega d'Oltreoceano a chiedere un commento sul comportamento a Jonathan Schwartz, il Ceo di Sun, in virtù del fatto che lui stesso ha un blog. Lo ha rivelato proprio sul suo blog.

Basta, usciamo dal circolo vizioso per estrapolare la cosa più interessante detta da Schwartz al proposito: l'augurio che si fa e che ci fa, è che un giorno si possa eliminare dal lessico la parola “blogger”.

Non ha senso, spiega Schwartz, dire che uno è un blogger, perché fa uso dello strumento. Parimenti, si dovrebbe dire che uno è un “telefonatore”, perché usa il cellulare, o un “postatore elettronico” perché scrive e-mail.
Non fa una grinza.

Aggiungiamo solo due piccole cose: l'uso del blog deve essere messo alla pari con quello degli altri strumenti di comunicazione, perché quello è. Poi, non ci deve essere nessuna coercizione, materiale o morale: se serve lo si usa, altrimenti no.

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