Blackberry: come tenersi il barile

Dalle parole di Mike Lazaridis una lezione di civiltà.

È colpa nostra. Ci scusiamo.
Due formule d’epoca, in disuso, che ormai stupisce sentirle provenire da chi ha posizioni di comando.
Le ha formulate Mike Lazaridis, fondatore di Rim, relativamente al disservizio che ha colpito il sistema di comunicazione di Blackberry in questa settimana.

Il problema è stato grande e ha colpito un numero talmente elevato di persone che si è portati a pensare che non c’era alternativa a dire ciò che Lazaridis ha detto.

Dipende.

Basta andare con la memoria a casi avvenuti in passato, tanto nel mondo It, quanto nella politica, nell’economia o nella società (e che qui non elenchiamo per rispetto di chi in tali frangenti ha perso la vita), per capire che tentativi di uscita sono stati praticati.
Le formule preferite vanno dal “non è tutta colpa nostra”, al “non toccava a me saperlo”, per non parlare degli escamotage giuridici utilizzati per scaricare il barile sul soggetto più debole della catena.

Nel caso Blackberry è la catena intera a essersi dimostrata debole e Lazaridis ha preso in mano la propria coscienza mettendola di fronte al prossimo.
Non tutti siamo utenti Rim, ma sappiamo riconoscere che da quando esiste il servizio è la prima volta che accade un disservizio di questa portata.
Una volta si era soliti a valutare le infrastrutture It in termini di Mtbf (mean time between failure). Quello di Blackberry è stato di dodici anni, e qui non serve dire se sia tanto o poco.
L’elemento da cogliere, invece, è quello della crescita sostenibile di un sistema di comunicazione globale e captive. Crediamo che in Canada abbiano inteso il problema da questo punto di vista e ci stiano lavorando. Essendo la prima volta che accade nella storia del mondo, interpretarlo correttamente potrebbe anche essere uno di quei vantaggi di prima mossa di cui i libri di economia aziendale sono pieni.

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