Bisogna digitalizzare tutto il cinema europeo

Secondo una relazione della Commissione europea un milione di ore di film europei sono inerti. Portandoli in digitale verrebbero messi a disposizione con facilità. Ostacoli: scarsi finanziamenti e gestione dei diritti.

Secondo una nuova relazione della Commissione europea
gran parte degli istituti europei per la conservazione del patrimonio
cinematografico non si sono ancora adeguati alla rivoluzione digitale e
non sono in grado di conservare i film in formato digitale. Significa
che una parte dei film rischia di andare persa.

Un milione di ore di film, chiusi in scatole d’archivio, aspetta di essere digitalizzata.
Letto
il dato in altro modo, solamente il 1,5% del patrimonio cinematografico
europeo è attualmente accessibile al pubblico, a pagamento o
gratuitamente.

Le cause sono la scarsità di finanziamenti pubblici e privati e la complessità delle procedure di gestione dei diritti, in termini di tempo e denaro ostacolano attualmente la digitalizzazione.

Servirebbe, dunque, mettere a punto forme di finanziamento e
tecniche di gestione collettiva innovative, ad esempio potenziando la
ricerca nelle tecnologie di scansione delle pellicole di archivio, che
consentirebbe di ridurre i costi di digitalizzazione.

Occorre
anche aumentare le risorse e migliorare le strutture e le competenze in
materia di conservazione delle pellicole sia analogiche che digitali.

Nel 2013 la Commissione avvierà un dialogo con i
settori interessati su alcuni problemi urgenti legati ai diritti
d’autore, tra cui i problemi relativi alla conservazione e all’accessibilità online
di opere del patrimonio cinematografico, e valuterà se proporre nel
2014 misure legislative per modernizzare la direttiva 2001/29/Ce sul
diritto d’autore nella società dell’informazione, in particolare in
materia di eccezioni e limitazioni.

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