Bea eWorld 2002 celebra l’unione fra Java e servizi Web

La settima user conference degli sviluppatori ha visto un significativo ritocco nella visione strategica della società californiana. WebLogic Platform 7, infatti, si propone di semplificare lo sviluppo in Java, nell’ottica della gestione delle infrastrutture applicative.

Si è svolta a San Diego (California) la settima edizione di Bea eWorld, la user conference degli sviluppatori di Bea Systems. L’evento ha visto la partecipazione di oltre 2.500 partner, analisti, clienti e giornalisti.


La società ha legato il proprio nome, in passato, al middleware per la creazione e la gestione delle infrastrutture di e-business anche se oggi l’attenzione è tutta verso le nuove specifiche (come Xml, Uddi e Soap) che permettono di creare e condividere le applicazioni aziendali attraverso il Web. In quest’ottica è nata WebLogic, piattaforma di sviluppo e gestione dei servizi Web che raggruppa tutte le soluzioni di interfacciamento con il pubblico che prima, in casa Bea, facevano capo a diverse linee di prodotto.

Gli elementi di una filosofia


Oggi WebLogic, di cui è stata presentata ufficialmente la versione 7.0, è una soluzione di gestione a 360 gradi dell’infrastruttura applicativa, che comprende un server logico (WebLogic Server), un set di strumenti per creare e gestire portali aziendali (WebLogic Portal) e un framework di integrazione delle applicazioni aziendali (WebLogic Integration). La facilità di creazione di applicazioni aziendali "su misura" è garantita dal framework di sviluppo WebLogic Workshop, noto in passato come Cajun.


Durante il discorso d’apertura, il fondatore, presidente e Ceo di Bea Alfred Chuang ha riaffermato l’impegno a supportare gli ambienti di sviluppo aperti, ovvero basati sullo standard J2Ee. WebLogic è, infatti, certificata come soluzione compatibile con la versione 1.3 della specifica in questione e l’aderenza agli standard è, da sempre, uno dei cavalli di battaglia di Bea.


La nuova versione 7.0 della piattaforma di gestione delle infrastrutture applicative della casa californiana corona una strategia che, di recente, sembra essere tutta incentrata sull’universo dei servizi Internet. "Non si tratta solo di un prodotto, ma anche di una filosofia – ha precisato Chuang –. WebLogic Platform, infatti, si caratterizza per tre elementi, ovvero l’unificazione delle applicazioni, la semplificazione della gestione dei sistemi e la estensibilità, ovvero la capacità di adattarsi alle esigenze di aziende in crescita". Si tratta, infatti, di un’infrastruttura software unica che permette di sviluppare, integrare e gestire applicazioni e Web service che si fonda sull’application server di Bea, del quale raccoglie l’eredità. La nuova release include miglioramenti sotto il punto di vista dell’amministrazione e delle attività di sviluppo, grazie a nuovi wizard e tool grafici che facilitano l’integrazione coi tool di terze parti. La piattaforma viene presentata insieme al nuovo framework di sviluppo di applicazioni Java, Xml e di soluzioni scritte nei più diffusi standard dei servizi Web, battezzato WebLogic Workshop. Questo prodotto viene rilasciato nel contesto di una iniziativa, battezzata dev2dev, che intende rafforzare il legame di Bea con la comunità dei suoi sviluppatori. L’iniziativa prevede il lancio di un nuovo portale dedicato agli sviluppatori, di un pacchetto integrato di training e corsi, tool e supporto. In questo contesto verrà anche inaugurato tra qualche mese un nuovo servizio di certificazione che permetterà ai sottoscrittori l’accesso alle interfacce di programmazione (Api), alle patch e alle demo tecniche delle soluzioni Bea. Due i partner di spicco presenti alla manifestazione. Il primo, Intel, ha stretto alcuni mesi fa un accordo con la società di San Jose per ottimizzare la piattaforma WebLogic sulle architetture proprietarie. Con il secondo, per contro, l’alleanza è storica (siglata nel ’96) ed è tesa a garantire la compatibilità del software Bea sull’hardware Sun.

Acquisita Appeal Vm


Infine, Bea Systems ha utilizzato la cornice privilegiata della sua annuale user conference per annunciare l’acquisizione di Appeal Virtual Machines Ab. I termini finanziari dell’accordo non sono stati resi noti ma di certo si sa che il vendor californiano punta, con questa mossa, a migliorare il supporto della piattaforma di integrazione applicativa WebLogic sulle architetture Intel. La società rilevata sviluppa Java virtual machine (Jvm), ovvero software in grado di convertire il codice Java in quello utilizzato da una specifica piattaforma hardware. Il prodotto di punta della realtà acquisita, JRockit, permette di eseguire applicazioni Java sui grandi server aziendali e verrà utilizzato per garantire a WebLogic il supporto di piattaforme multiple e, in particolare, delle architetture Intel a 32 e 64 bit.

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