Il “fai da te” piace a due europei su tre, italiani compresi. Ma solo uno su quattro lo usa stabilmente.
Sportelli automatici che danno servizi 24 ore su 24, 7 giorni su 7, transazioni ultimate nel giro di un minuto, code azzerate.
Sulla diffusione del self service come modalità per entrare in relazione con un sistema informatico, conta molto ciò che stanno facendo le banche europee.
La terza edizione della ricerca annuale condotta per Ncr da BuzzBack Market Research sulla percezione e l’utilizzo delle tecnologie self-service da parte degli utenti, sancisce che anche gli italiani le preferiscono nel canale bancario, ritenendole, più rapide, facili e comode da usare.
Dalla ricerca, infatti, risulta che il 62% dei nostri connazionali utilizza le tecnologie self-service per effettuare la maggior parte delle proprie transazioni bancarie. Il risultato è in linea con la media europea del 65%.
Come consuetudine BuzzBack Market ha analizzato, insieme, la predisposizione dei consumatori di Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito a fruire di servizi self-service, l’impatto che l’offerta di questi servizi ha sulla percezione del brand e come è cambiato l’utilizzo delle tecnologie self-service rispetto l’anno precedente.
Peraltro solo il 26% degli intervistati conferma di utilizzare esclusivamente il canale self-service per le proprie transazioni bancarie, contro una media europea del 30%, evidenziando, quindi, un leggero ritardo nella completa adozione dei servizi automatici.
Ciò accade nonostante il 71% dichiari di avere una percezione positiva del brand di quegli istituti di credito che offrono tale tecnologia.
L’unico Paese a seguire l’Italia è la Spagna con il 22%, mentre tirano il gruppo europeo i tedeschi, che nel 36% dei casi affermano di usare solo il self service.
Quanto ai motivi che spingono a usare il self service bancario, per gli italiani ci sono, nell’ordine, rapidità (58%), facilità (44%), comodità (41%), maggiore privacy (37%), più controllo sulla transazione (37%) e maggior accuratezza (34%).
Riguardo la privacy, gli intervistati indicano come motivazione principale il fatto che non vogliono rivelare i propri dati personali e finanziari (71%), non vogliono dover rispondere a domande personali in pubblico (29%), e anche che preferiscono evitare commenti o sguardi da parte del cassiere (28%). C’è anche un 9% che afferma di preferire il self-service perché si trova in imbarazzo per la propria situazione finanziaria.





