Banche dati di nuova generazione: Tarsu pagata, evasione mancata

Accade a Buttigliera d’Asti dove, dal 2010, un software di Gruppo Maggioli ha riorganizzato e razionalizzato gli archivi relativi alla Tassa asporto rifiuti solidi urbani recuperando, per le casse del comune piemontese, oltre 250mila euro.

Un’applicazione software incentrata sulla gestione dell’attività accertativa e della riconciliazione di più banche dati allo stesso soggetto ha permesso al comune piemontese di Buttigliera d’Asti di recuperare, dal 2010 a oggi, oltre 250 mila euro.

A far balzare alle cronache il piccolo borgo medioevale in cui risiedono 2.300 abitanti, Gruppo Maggioli che, attraverso una qualificata offerta di servizi integrati, ha permesso di riorganizzare, razionalizzare e perfezionare gli archivi relativi alla Tassa asporto rifiuti solidi urbani, vecchi di trent’anni.

Messo mano ai dati relativi alla Tarsu, il lavoro del team Maggioli ha riguardato la creazione, in primis, di una banca dati di nuova generazione realizzata grazie a uno specifico modulo Cad presente nel proprio software che ha permesso di aggregare all’utenza dichiarata dal contribuente, dati catastali e superficie metrica delle unità immobiliari.

In questo modo è, ora, possibile ottenere la visualizzazione grafica e la misurazione di tutte le planimetrie catastali e con esse la definizione della corretta superficie imponibile in base alle specifiche disposizioni dettate dal regolamento comunale.

Ne è venuto fuori uno strumento che non ha solo reso possibili importanti aggiornamenti alla banca dati comunale ma ha anche permesso di scovare evasori incentivati dal comune e dalla software house romagnola a collaborare per la realizzazione di una banca dati corretta con la promessa di non incappare in sanzioni e interessi da corrispondere sulle tasse non pagate.

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