AtaHotels centralizza l’It e riduce l’impatto ecologico

Gli ultimi 5 anni hanno rappresentato per AtaHotels un periodo di grande evoluzione. Da un’impostazione It diffusa, la nota catena di hospitality italiana ha fatto suo il concetto di centralizzazione dei server e delle applicazioni. Attualmente, oltre …

Gli ultimi 5 anni hanno rappresentato per AtaHotels un periodo di grande evoluzione. Da un'impostazione It diffusa, la nota catena di hospitality italiana ha fatto suo il concetto di centralizzazione dei server e delle applicazioni. Attualmente, oltre alle macchine dislocate nei singoli alberghi (44 server e circa 500 client, più quelli delle realtà consociate), l'infrastruttura è organizzata in un centro stella nei pressi di Milano (in outsourcing a Telecom Italia) che conta 21 server, di cui 15 fisici e 6 virtuali. «Fino a 2 anni fa, questi sistemi erano gestiti in modo diretto - spiega Giovanni Canzii, che come consulente guida l'It di AtaHotels -, ma il personale a disposizione non riusciva a garantire un ciclo continuo di interventi in caso di problemi lungo l'intero arco della giornata. Nel 2003, i server del centro stella erano solamente 5, ma la crescita esponenziale, nonché le esigenze di contenimento costi e riduzione dell'impatto ambientale, a cui il management è particolarmente sensibile, hanno consigliato di trasferire all'esterno la struttura».

Nei prossimi anni, poi, l'azienda si propone di puntare alla virtualizzazione completa, sempre più in ottica green, e al disaster recovery.

«Nel giro di un paio d'anni, dal 2004 - prosegue -, sono partiti 12 progetti di informatizzazione (i), di conseguenza AtaHotels ha iniziato a spingere a fondo sull'It, accettando di investire in maniera significativa. Per quest'anno, oltre alla quota assorbita da personale, leasing operativo, assistenza e manutenzione, il budget dedicato al nuovo sfiora i tre milioni di euro. È pur vero che l'apertura prevista di due alberghi occuperà una quota importante di questa cifra, ma la tecnologia è ormai pervasiva, perché nell'It, se non si innova, si perde il treno, oltre agli investimenti effettuati».

Un risultato che la società ha potuto ottenere sviluppando soluzioni interessanti, coinvolgendo le varie direzioni. «AtaHotels - afferma Canzii - non poteva permettersi down sulle applicazioni critiche. Inoltre, a fronte dei cambiamenti intervenuti, avrebbe dovuto ristrutturare il Ced, perché quello in essere non garantiva più l'efficienza richiesta. Anche lo spazio non era più sufficiente. Avremmo, poi, dovuto effettuare la ridondanza della parte elettrica e della rete, nonché acquistare nuovi generatori di corrente. Il confronto dei costi da sostenere rispetto a quelli prospettatici da un service provider, per non parlare delle garanzie di backup e di risparmio energetico, hanno convinto il management a trasferire all'esterno il centro stella. Ora tutte le difficoltà che possono generarsi sono di competenza di chi ci offre il servizio». I server tradizionali sono stati cambiati con soluzioni in rack, riducendo lo spazio occupato a due soli armadi. Il contenimento dell'area da raffreddare ha comportato un'ottimizzazione dei costi di condizionamento e uno degli obiettivi aziendali è di poter controllare al meglio “la bolletta dell'It”, «ma attualmente non è possibile scindere i consumi energetici dell'informatica dagli altri - conclude Canzii -. Quel che è certo, però, è che AtaHotels è particolarmente attenta all'impatto ambientale, tanto è vero che nel passato ha collaborato con Enel Energia sull'energia alternativa. Per il 2008, poi, è stato siglato un contratto di fornitura con la società tedesca “e-on”, che deriverà da fonti rinnovabili il 33% dell'energia fornitaci».

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