Approccio e integrazione le chiavi del Plm per entrare nelle Pmi

L’industria manifatturiera investe nel Product lifecycle management per garantire l’aggiornamento delle logiche produttive. E le Piccole e medie imprese raccolgono la sfida.

Tecnologia sedimentata in settori quali l'automotive e l'aerospace (in cui da tempo i vantaggi del Product lifecycle management sono considerati un valore aggiunto), nelle aziende manifatturiere italiane è ancora recente l'ingresso del Plm, in modo particolare in quelle di taglio medio-piccolo. Il percorso delle Pmi in questa direzione passa per l'integrazione con i sistemi Erp e Cad, così come per i vendor, che in larga parte provengono dall'area del Computer aided design, il futuro è sempre più spesso targato ciclo di vita del prodotto. "L'imput è evolvere - ha spiegato Andrea Cattorini, It manager di ItalianMec e Anima -. Le imprese richiedono supporti avanzati. Ne è testimonianza un'analisi che abbiamo realizzato la scorsa estate, dalla quale è emerso come più del 50% delle società facenti parte della nostra federazione Anima disponga di sistemi Cad e Erp. L'integrazione con la progettazione rappresenta un effetto a cascata. Il Plm sta diventando una necessità finalizzata a ottimizzare i processi".

Un'attenzione reale


Da un paio d'anni, l'interesse è palpabile anche perché le aziende stanno cercando di recuperare marginalità sull'efficienza interna, dando soluzione al problema della concorrenza a basso costo, come può essere quella cinese. Ci si concentra sulla possibilità di condividere, tramite sistemi di Rete, informazioni basilari e quindi di operare su database centrali dotati di diversi livelli di accesso a seconda dell'utente connesso. Per l'interlocutore di ItalianMec, società di servizi di Anima (Federazione delle Associazioni Nazionali dell'Industria Meccanica varia ed Affine, organizzazione imprenditoriale del sistema Confindustria), la quale raggruppa circa mille imprese di cui l'80% con una quota di dipendenti che va dai venti ai cento, "per essere vincenti, le Pmi devono proporre un prodotto di qualità elevata, dimostrabile nel tempo. E il Plm consente non solo di abbattere i costi ma anche di fornire garanzie di attenzione e precisione".


Non bisogna, tuttavia, dimenticare che sono ancora molti i passi da compiere. L'offerta tecnologica deriva, infatti, da quanto testato in grandi progetti, quindi nelle piccole e medie aziende bisogna operare delle semplificazioni e provvedere all'ottimizzazione. La chiave di volta, per appianare le difficoltà e far emergere completamente questo tipo di sistemi, potrebbe essere data da un differente approccio mentale. Spesso, infatti, i primi contatti con i vendor sono macchiati da incomprensioni e scetticismo. "Quello che sta cambiando - ha proseguito Cattorini - è la volontà di adattare le strutture tecnologiche al tessuto aziendale, senza volere modificare le modalità operative delle piccole imprese". In questo modo si va a superare uno degli scogli maggiori, superiore anche ai costi e all'eventuale complessità del software. "Ciò che conta - ha concluso il manager - è la capacità di effettuare delle spese mirate".

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