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Android Things, Google mette fine alla piattaforma IoT

Google ha informato gli sviluppatori che la console di Android Things smetterà di supportare nuovi progetti il 5 gennaio 2021 e chiuderà i battenti per tutti i progetti esistenti il 5 gennaio 2022.

Android Things, lo ricordiamo, era nato come piattaforma di sviluppo basata su una versione ottimizzata del sistema operativo Android, che nelle intenzioni di Google avrebbe dovuto consentire ad aziende e sviluppatori di dar vita a prodotti e soluzioni per il mondo dell’Internet of Things. Una sorta di sistema operativo per l’IoT e la smart home. Che però, non è mai davvero decollato.

Le cose, evidentemente, non sono andate come la società di Mountain View si aspettava e Google, come ha già dimostrato diverse volte in passato, anche questa volta non si fa troppi problemi a chiudere un progetto che si è dimostrato al di sotto delle attese.

Per quanto riguarda le implementazioni commerciali della piattaforma Android Things da parte dei produttori di dispositivi, Google aveva già comunicato un aggiornamento all’inizio del 2019.

Ora quello che la società di Mountain View ha reso noto è che la Android Things Console per un uso non commerciale a partire dal 5 gennaio 2021 non consentirà più la creazione di nuovi progetti basati su NXP i.MX7D e Raspberry Pi 3B.

La Android Things Console serve agli sviluppatori quando sono pronti per iniziare a pubblicare il proprio codice sui dispositivi, perché essa fornisce gli strumenti per installare e aggiornare l’immagine del sistema sui dispositivi hardware supportati, consentendo quindi di rilasciare gli aggiornamenti senza soluzione di continuità per gli utenti e di testare i deployment sul proprio hardware.

Gli sviluppatori, ha sottolineato ancora Google, possono continuare a utilizzare la Android Things Console per costruire immagini e fornire aggiornamenti OTA per i loro progetti esistenti fino al 5 gennaio 2022. In quella data la console sarà completamente disattivata e tutti i dati dei progetti saranno cancellati definitivamente, comprese le configurazioni di build e le factory image.

Google ha predisposto una pagina di FAQ per rispondere alle domande che gli sviluppatori che utilizzano questa piattaforma si stanno legittimamente ponendo.

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