Ancora sospeso il titolo di Cto

Annullato il consiglio di amministrazione di ieri oggi doovrebbe arrivare qualche novità da Bologna. Il riepilogoo della vicenda con Ea e i report degli analisti

27 maggio 2003 Il titolo di Cto è ancora sospeso alla Nuovo Mercato
in attesa di un comunicato della società dopo che Electronic Arts, brand
principale distribuito dalla società bolognese, ha annunciato di avere chiuso il
rapporto con la società di Marco Madrigali. La notizia dell'abbandono di Ea non
è proprio un fulmine a ciel sereno. Era il 20 novembre dello scorso anno quando
Cto promosse un'azione giudiziaria contro il migliore dei suoi clienti “al
fine di accertare la contrarietà alla normativa antitrust italiana di cui alla
legge 287/1990 ("Legge Antitrust"), della condotta recentemente assunta dal
Gruppo Electronic Arts nei confronti di Cto”
. In pratica Cto, che con Ea ha
un contratto che scade il 31 marzo 2004 con la possibile proroga di due anni in
caso di raggiungimento di determinati obiettivi di vendita annuali, chiedeva
l'annullamento delle clausole che consentivano a Electronic Arts di imporre al
distributore prezzi obbligatori di vendita non modificabili rendendo così
difficile il raggiungimento degli obiettivi che gli avrebbero consentito di
prolungare il contratto per altri due anni. Al di là della conclusione della
vicenda giudiziaria era chiaro che un rapporto così conflittuale fra un
distributore e il suo migliore cliente non poteva durare a lungo. Chiaro per
molti ma non per tutti.


In dicembre Banca Aletti, specialist del titolo Cto, pubblicava uno studio
che conteneva una raccomandazione di acquisto in un ottica di investimento di
medio-lungo termine indicando un target price a 6 euro. Secondo Aletti, la causa
tra Cto ed Electronic Arts non sembrava mettere in pericolo la crescita del
fatturato, in quanto la controversia tra le parti non ha deteriorato i rapporti
commerciali, ma si concentrerebbe sulla volontà di far decadere il diritto di
Cto a rinnovare il contratto dopo la naturale scadenza del marzo 2004. Qualche
mese più tardi il rating del titolo passava da buy a hold a causa di un Q3 non
particolarmente positivo. Oggi il titolo vale 2,4 euro.

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