Alias cerca fortuna nel far west del VoIp

La telefonia Ip rappresenta una grande opportunità. Necessaria, però, un’opera di alfabetizzazione per colmare il generale deficit di competenze degli operatori

Una nuova terra di conquista. Questo è il VoIp per Alias.
«Una tecnologia innovativa, – dichiara Stefano Cucit, responsabile business development del distributore – che promette vantaggi per tutti: per gli utenti finali, cui si prospetta la possibilità di accedere a nuovi servizi e di ridurre i costi di gestione, per i rivenditori di informatica, cui si presenta l’occasione di entrare nel settore della telefonia, e per il “mondo di mezzo” della distribuzione, che vede rafforzarsi il proprio ruolo di fornitore di servizi e di supporto».

Perché, allora, in Italia non è ancora possibile parlare di affermazione piena della tecnologia Voice over Ip?
«Il problema principale – continua Cucit – è dato dalle competenze. Per chi ha a che fare con il VoIp, dunque, il segreto per uscire dall’impasse sta nel capitalizzare i buoni risultati ogni volta ottenuti su un campo che, in fondo, è nuovo per tutti».

In quest’ottica, è chiaro che l’impegno a sviluppare la tecnologia deve venire da tutta la filiera produttiva, a partire dai vendor. Infatti, gli accordi che l’azienda di Udine intrattiene con Espia/Voismart, Avm e Lancom le assicurano costanti risorse in materia di formazione al trade e di supporto nelle fasi di pre e di post vendita.

Per quanto riguarda, infine, le sue responsabilità specifiche, il manager spiega che «quando siamo entrati nel business del VoIp abbiamo pensato che fosse necessario rivenderlo attraverso un canale ad hoc. Per questo sono stati subito attivati, a livello nazionale, road show, seminari, corsi tecnici e teorici ed eventi locali di presentazione volti a illustrare gli usi e le potenzialità della telefonia Ip presso le terze parti e le relative clientele».

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