Al via la nuova versione di Red Hat

Red Hat ha rilasciato la versione del proprio sistema operativo Linux che permette agli utenti di unire server individuali in un cluster, con l’obiettivo di aumentare la disponibilità delle reti di computer. Denominato Red Hat High Availability

Red Hat ha rilasciato la versione del proprio sistema operativo Linux
che permette agli utenti di unire server individuali in un cluster,
con l'obiettivo di aumentare la disponibilità delle reti di computer.
Denominato Red Hat High Availability Server 1.0, il software di
clustering è un adattamento del sistema operativo Red Hat Linux 6.2
ed è progettato per offrire load balancing dinamico, fault tolerance
ampliata e scalabilità di applicazioni basate su Tcp/Ip. Il cluster
di server generalmente fornisce all'utente una maggior disponibilità
poiché quando un server all'interno del cluster si guasta, un altro
si fa carico dei dati del server guasto. Il nuovo prodotto supporta
ambienti di reti miste, permettendo ai server individuali, in un
cluster, di girare con Red Hat Linux, Solaris di Sun, Windows o,
virtualmente, con tutti gli altri sistemi operativi. Red Hat High
Availability Server 1.0 può essere configurato in due modi
differenti: la modalità di servizio fail-over utilizza due server per
fornire funzioni basiche di backup fail-over. Nella modalità Linux
virtual server, invece, il sistema impiega due sistemi che accettano
e dirigono le richieste di bilanciamento di carico a ogni altro
server aggiunto. Il sistema di Red Hat costa 1.995 dollari ed è già
disponibile presso il sito Web dell'azienda.

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