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Ad Atmosphere 2022 tutta la voglia Aruba di connettere

Tra i timori, l’incertezza a più livelli e il desiderio di rimettersi all’opera, alla fine anche ad Atmosphere 2022 quest’ultimo ha avuto ampiamente la meglio. La veste ritoccata solo in parte del principale evento HPE Aruba dedicato all’innovazione ha infatti registrato il pieno. Più ancora nelle presenze, nei contenuti.

«Abbiamo proposto al centro dell’attenzione due temi portanti – racconta Stefano Brioschi, category manager dell’azienda -. Il Network-as-a-service, con infrastrutture di rete sempre più in grado di gestirsi in autonomia, e la componetene edge, destinata ad aumentare per importanza».

Le modifiche al modello organizzativo utilizzato fino a tre anni fa, non ha raffreddato gli entusiasmi. La decisione di passare da un evento continentale a più appuntamenti locali distribuiti per nazione ha infatti prodotto lo stesso risultato per partecipazione.

In fila per ascoltare e ascoltarsi

Alla tappa milanese di Atmosphere 2022 infatti, le prenotazioni sono andate esaurite diversi giorni prima dell’appuntamento. Le presenze confermate, hanno portato presto a riempire tutti gli spazi predisposti. In totale, la partecipazione alla giornata di lavori proposta ha superato quota duecento.

Pronti a entrare nel vivo del programma. «Possiamo permettere al cliente un maggiore controllo esterno dell’infrastruttura IT, così da permettergli di sfruttare meglio i dati disponibili – sottolinea Brioschi -. In particolare, vedo molto interessanti le possibilità di intervento automatico per ripristinare problemi, senza l’intervento umano».

Una delle intenzione HPE Aruba è allargare la portata dei dispositivi wireless, spinti anche dalla nuova generazione Wi-Fi 6 e dalla versatilità di apparati con diverse tecnologie senza fili integrate. Contenere costi e tempi di manutenzione, significa offrire al cliente maggiori garanzie una volta deciso di adottare soluzioni digitali e una motivazione in più per sfruttare le nuove tecnologie.

«Pensiamo per esempio a una rete di negozi distribuita sul territorio, ma con una gestione centralizzata dell’IT. Pagamenti, digital signage, forniture e altri servizi sono in genere gestiti da remoto. L’infrastruttura è però fisicamente installata sul posto. Quindi, poter riconoscere malfunzionamenti per tempo e intervenire senza mandare il tecnico sul posto, si traduce in maggiore efficienze e minori costi».

Un obiettivo inseguito da tanti. Nel caso di HPE Aruba, forte della possibilità di contare sull’esperienza maturata con un numero importante di clienti a livello internazionale. «Uno dei nostri vantaggi è poter contare su talmente tante informazioni da poter proporre soluzioni affidabili ai nostri clienti, perché quasi sicuramente il suo problema l’abbiamo già affrontato altrove in una situazione simile».

Wireless senza distinzioni

La visuale più interessante però è quella rivolta al futuro. A partire dal potenziale di combinare più tecnologie wireless in un’unica infrastruttura. Da una parte fornendo al cliente ciò di cui ha bisogno in quel momento, dall’altra spingendolo a cogliere nuove opportunità e stimolarne la crescita senza ulteriori investimenti.

«Il nostro più recente dispositivo Wi-Fi 6 combina anche BLE, Zigbee e GPS. È un nuovo modo di vedere l’infrastruttura, perché permette di aggiungere nuovi servizi senza prevedere modifiche. Inoltre, aumenta anche la produttività e l’affidabilità die macchinati, anche in prospettiva IoT».

Diverse e soprattutto svariate le prospettive. Dalla classica gestione di magazzino e relativa logistica, al supporto nella telemedicina, o cura dei pazienti in ospedale attraverso braccialetti smart, fino alla sorveglianza discreta dei minori nelle strutture turistiche lasciando loro maggiore libertà di movimento.

Una varietà di applicazioni dal grande potenziale, intorno al quale si è sviluppato il confronto di Atmosphere 2022. Dalla quale è emerso un ulteriore segnale interessante d tenere in considerazione. «L’attenzione verso le nostre soluzioni arriva sempre più dalla parte applicativa – conclude Stefano Brioschi -. Il nostro referente non è più solo il responsabile IT, ma una persona del marketing interessata per esempio a gestire meglio la vivibilità di un negozio o la fruibilità di un’applicazione o un servizio».

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