A Smau la Corea parla italiano

Gli espositori coreani danno prova della loro efficienza. Niente inglese siamo in Italia

Discreti e silenziosi ma soprattutto concreti. Lo sparuto e defilato gruppo
di espositori sudcoreani presente a Smau 2006 non si distingue solo per quello.
Allo stand capofila, quello dell'istituto del commercio sudcoreano, una gentile
signorina ti porge la guida specifica con le schede di tutti gli espositori. E
parla italiano.


Così come parlano in italiano la maggioranza degli espositori. Non sarà un
italiano da Accademia della Crusca ma comprensibile ed efficace. In verità la
maggior parte delle standiste è, per loro stessa ammissione, un'interprete che
ha imparato a rispondere a una serie di domande standard. Ma il risultato è
ugualmente efficace.


Gli operatori italiani interessati si avvicinano titubanti ma poi, appena
sentono un buongiorno di benvenuto, accompagnato da un sorriso, si rilassano
immediatamente. E iniziano a fare business.


Non importa se le aziende espositrici siano le più varie. Si va dai microchip
a una specie di fornetto che ricarica la batteria di un qualsiasi telefono
cellulare. Dalle antenne satellitari alle piastre per allisciare i capelli. Non
importa, ciò che conta è che per conquistarci i coreani sono disposti anche a
parlare la nostra lingua.

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