LinkedIn Top Startups 2026: le dieci startup italiane tra intelligenza artificiale, robotica e innovazione

Niulinx, Jet HR e Serenis occupano le prime tre posizioni della LinkedIn Top Startups Italia 2026, la classifica annuale che individua le giovani imprese italiane emergenti attraverso l’analisi della crescita occupazionale, dell’interesse dei professionisti e della capacità di attrarre talenti. L’edizione di quest’anno, che coincide con il decimo anniversario dell’iniziativa globale di LinkedIn, registra sette nuovi ingressi su dieci, mentre le altre tre aziende confermano la propria presenza rispetto al 2025, sebbene con posizioni differenti.

La composizione della classifica riflette la varietà dei settori nei quali si stanno sviluppando nuove imprese tecnologiche italiane. Accanto alle piattaforme digitali per le risorse umane, la gestione finanziaria e i servizi professionali figurano aziende impegnate nella guida autonoma e nella robotica umanoide, mentre l’intelligenza artificiale costituisce un elemento comune a numerose realtà, con applicazioni che spaziano dall’automazione dei processi amministrativi alla ricerca giuridica, dalla gestione degli acquisti alla valutazione delle competenze professionali.

La presenza di Niulinx e Generative Bionics, nate rispettivamente nell’ecosistema del Politecnico di Milano e dell’Istituto Italiano di Tecnologia, evidenzia inoltre il ruolo della ricerca scientifica nella creazione di nuove imprese tecnologiche, accanto a quello delle startup che sviluppano applicazioni software destinate alla digitalizzazione di settori economici consolidati.

Le dieci startup italiane nella classifica LinkedIn 2026

La classifica ufficiale LinkedIn Top Startups Italia 2026 comprende aziende che operano in mercati differenti, dalla mobilità alla salute digitale, dai servizi alle imprese alla robotica industriale. Per ciascuna LinkedIn fornisce informazioni sull’attività, sull’organico e sui principali sviluppi recenti, delineando un panorama nel quale convivono imprese ancora nelle prime fasi di crescita e società che hanno già raggiunto dimensioni occupazionali significative.

1. Niulinx: la guida autonoma sviluppata in Italia

Al primo posto si trova Niulinx, startup fondata nel 2026 e guidata da Luca Foresti, che sviluppa tecnologie di guida autonoma per il settore automobilistico. L’azienda, con sede a Cernusco sul Naviglio e circa 55 dipendenti in Italia, lavora a un sistema che consentirà ai veicoli di raggiungere autonomamente il cliente e accompagnarlo alla destinazione richiesta.

Il progetto ha già raggiunto alcune tappe sul piano della sperimentazione: nel giugno 2026 Niulinx ha ottenuto l’autorizzazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per effettuare test su strade pubbliche in Lombardia e, a settembre, ha sottoscritto un protocollo d’intesa con il Comune di Milano per lo sviluppo della guida autonoma nella mobilità urbana.

“L’ecosistema italiano dell’innovazione sta attraversando una fase di sviluppo importante, con una crescente attenzione verso il mondo delle startup e del venture capital. In questo scenario, la guida autonoma rappresenta una delle sfide tecnologiche più interessanti per l’Europa, dove esiste ancora un ampio spazio per sviluppare soluzioni competitive a livello internazionale. Il nostro obiettivo è contribuire a colmare questo divario, portando sulle strade europee una tecnologia sviluppata in Europa”, afferma Luca Foresti, CEO e fondatore di Niulinx.

2. Jet HR: la gestione del personale attraverso un’unica piattaforma

La seconda posizione è occupata da Jet HR, fondata nel 2022 e guidata da Marco Ogliengo, che ha sviluppato una piattaforma per riunire in un unico ambiente digitale le attività amministrative legate alla gestione del personale.

Il software permette alle aziende di amministrare assunzioni, contratti, stipendi, ferie, presenze e note spese, affiancando agli strumenti digitali un servizio di consulenza del lavoro. La proposta si rivolge soprattutto alle imprese che intendono ridurre la frammentazione dei processi amministrativi, spesso distribuiti tra diversi applicativi e interlocutori esterni.

Jet HR, che conta circa 330 dipendenti in Italia, ha esteso progressivamente le proprie funzionalità anche attraverso l’intelligenza artificiale. Tra gli sviluppi recenti figura Recupero AI, uno strumento che analizza i dati aziendali per individuare possibili risparmi relativi a IVA, crediti INPS e altre opportunità di ottimizzazione economica.

3. Serenis: psicoterapia e servizi sanitari digitali

Serenis, che aveva conquistato il primo posto nella classifica 2025, occupa quest’anno la terza posizione. Fondata nel 2021 e guidata da Silvia Wang, la società propone percorsi di psicoterapia, supporto psicologico e nutrizione attraverso videoconsulti, utilizzando strumenti digitali e analisi dei dati per supportare l’organizzazione e l’efficacia dei percorsi terapeutici.

La startup, che conta circa 100 dipendenti in Italia, ha progressivamente ampliato il proprio modello di centro medico digitale, estendendo anche l’offerta destinata alle aziende. Ai servizi di supporto psicologico si sono così aggiunte prestazioni legate alla medicina e alla prevenzione, con una proposta che comprende sia l’accesso individuale alle cure sia i programmi di welfare sanitario aziendale.

4. Lexroom: l’intelligenza artificiale al servizio dei professionisti legali

Al quarto posto compare Lexroom, fondata nel 2023 e guidata da Paolo Fois, che sviluppa una piattaforma di intelligenza artificiale destinata ad avvocati, notai e uffici legali. La soluzione assiste i professionisti nella ricerca normativa e giurisprudenziale, nell’analisi dei contratti e nella redazione di documenti, associando le risposte generate ai riferimenti giuridici utilizzati.

La possibilità di verificare le fonti ufficiali costituisce un elemento centrale della piattaforma, considerata la necessità di controllare l’accuratezza delle informazioni elaborate dai modelli di AI quando vengono impiegati in attività professionali soggette a specifici requisiti di affidabilità.

Lexroom conta circa 145 dipendenti in Italia e ha attraversato una fase di espansione particolarmente intensa nel corso del 2026. Dopo aver raccolto 50 milioni di dollari in un round di Serie B a maggio, la società ha ampliato la propria presenza nel settore attraverso acquisizioni di aziende europee specializzate nell’intelligenza artificiale giuridica e del portale italiano Brocardi.

5. Pillar: il controllo economico dei cantieri attraverso il software

Pillar occupa la quinta posizione con una piattaforma gestionale destinata alle imprese edili, progettata per centralizzare preventivi, fatture, incassi, costi e informazioni sull’avanzamento dei lavori.

Fondata nel 2025 e guidata da Gabriel Guinea Montalvo, la startup affronta uno dei problemi ricorrenti nella gestione delle commesse edilizie: la difficoltà di disporre di informazioni economiche aggiornate e coerenti quando documenti e dati sono distribuiti tra strumenti differenti.

Il software consente di monitorare la redditività dei singoli cantieri, confrontando costi e ricavi e rendendo disponibili informazioni sull’andamento economico delle attività. La piattaforma comprende anche funzionalità per la gestione degli stati di avanzamento lavori (SAL), che permettono di collegare la progressione delle commesse ai relativi aspetti amministrativi e finanziari.

Pillar conta circa 80 dipendenti in Italia e nel maggio 2026 ha raccolto 12 milioni di euro in un round seed, destinati allo sviluppo tecnologico e all’espansione internazionale, con particolare attenzione all’Europa e all’America Latina.

6. Tundr: benefit aziendali gestiti attraverso piattaforma e smart card

Tundr guadagna una posizione rispetto al 2025 e si colloca al sesto posto. Fondata nel 2021 e guidata da Giorgio Seveso, la società sviluppa strumenti digitali per la gestione dei benefit aziendali, combinando una piattaforma web con una smart card utilizzabile dai dipendenti.

Le aziende possono amministrare i programmi di welfare e le relative assegnazioni, mentre i lavoratori dispongono di un’interfaccia per consultare e utilizzare i benefit secondo le modalità previste dal proprio piano aziendale. L’offerta si concentra sulla semplificazione dei processi amministrativi e sulla flessibilità delle soluzioni messe a disposizione delle imprese.

Tundr, che conta circa 40 dipendenti in Italia, ha raccolto 11,6 milioni di euro in un round di Serie A nel settembre 2026, finanziamento destinato a sostenere l’espansione commerciale e l’evoluzione della piattaforma.

7. Compri: l’intelligenza artificiale automatizza gli acquisti aziendali

Al settimo posto si trova Compri, fondata nel 2024 e guidata da Edoardo Arbizzi, che sviluppa una piattaforma per automatizzare attraverso l’intelligenza artificiale una parte significativa delle attività svolte dagli uffici acquisti.

La soluzione gestisce le richieste di preventivo, le comunicazioni con i fornitori e il trattamento degli ordini, intervenendo su processi che in numerose imprese richiedono ancora un elevato numero di operazioni manuali, spesso effettuate attraverso scambi di email, telefonate e documenti separati.

L’impiego dell’AI permette di raccogliere, organizzare e confrontare le informazioni necessarie alle decisioni di acquisto, riducendo il lavoro amministrativo associato alla gestione delle forniture.

Compri conta circa 40 dipendenti in Italia e nel giugno 2026 ha raccolto 3,2 milioni di euro, raggiungendo una raccolta complessiva superiore a 5 milioni.

8. Sibill: la gestione finanziaria delle PMI con il supporto dell’AI

Sibill passa dalla quinta all’ottava posizione. Fondata nel 2021 e guidata da Mattia Montepara, la startup sviluppa una piattaforma per la gestione amministrativa e finanziaria delle piccole e medie imprese, con funzionalità che comprendono la centralizzazione delle fatture, il controllo dei pagamenti e il monitoraggio dei flussi di cassa.

Il software consente alle aziende di disporre di una visione aggiornata della liquidità e delle scadenze finanziarie, facilitando la pianificazione delle entrate e delle uscite. L’intelligenza artificiale viene utilizzata per automatizzare attività amministrative e semplificare l’elaborazione delle informazioni, riducendo gli interventi manuali necessari alla gestione quotidiana.

La società, che conta circa 130 dipendenti in Italia, ha recentemente ampliato la propria offerta con un software di contabilità destinato a commercialisti ed esperti contabili, estendendo così le possibilità di collaborazione digitale tra le imprese e i professionisti che ne seguono gli adempimenti.

9. Generative Bionics: la robotica umanoide nata dalla ricerca italiana

Al nono posto figura Generative Bionics, fondata nel 2024 e nata dalle attività di ricerca dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT). Guidata da Daniele Pucci, la società sviluppa robot umanoidi destinati a operare in ambienti condivisi con gli esseri umani, con particolare attenzione alle applicazioni industriali.

L’architettura tecnologica combina robotica avanzata, sistemi di percezione, controllo del movimento e intelligenza artificiale, con lo scopo di realizzare macchine capaci di interpretare le condizioni dell’ambiente fisico e adattare di conseguenza le proprie azioni.

Al CES 2026 di Las Vegas, Generative Bionics ha mostrato GENE.01, il primo robot umanoide dell’azienda, sviluppato secondo il paradigma della Physical AI, nel quale gli algoritmi di intelligenza artificiale vengono utilizzati per governare il comportamento di sistemi fisici.

La startup, con sede a Genova e circa 85 dipendenti in Italia, ha individuato nel settore manifatturiero uno dei primi mercati di applicazione della propria tecnologia e ha avviato una collaborazione con Eni.

10. Skillvue: l’AI per la valutazione delle competenze professionali

Chiude la classifica Skillvue, fondata nel 2021 e guidata da Nicolò Mazzocchi, che sviluppa una piattaforma di intelligenza artificiale destinata alla valutazione delle competenze di candidati e dipendenti.

La tecnologia viene utilizzata nei processi di selezione e nei percorsi di sviluppo professionale, attraverso strumenti che raccolgono e analizzano informazioni sulle capacità individuali per supportare le decisioni dei responsabili delle risorse umane.

Tra gli sviluppi recenti figura Skillvue Map, una soluzione che organizza in una rappresentazione unificata le informazioni relative ai ruoli e alle competenze presenti nell’azienda, collegandole alle esigenze dell’organizzazione e ai percorsi di crescita professionale.

Skillvue, che conta circa 35 dipendenti in Italia, si inserisce così nel mercato delle tecnologie HR basate sull’intelligenza artificiale, nel quale l’analisi delle competenze viene utilizzata tanto per il recruiting quanto per la valorizzazione delle risorse interne.

L’intelligenza artificiale accomuna modelli di business molto diversi

La presenza dell’intelligenza artificiale in buona parte delle dieci startup selezionate evidenzia due orientamenti tecnologici differenti, che corrispondono anche a esigenze di sviluppo e modelli di business distinti.

Niulinx e Generative Bionics sono impegnate nella realizzazione di tecnologie avanzate con una componente significativa di ricerca ingegneristica, nelle quali gli algoritmi devono interagire con sistemi fisici e affrontare problemi complessi di percezione, movimento e controllo. La guida autonoma e la robotica umanoide richiedono infatti competenze che comprendono l’elaborazione dei dati provenienti dai sensori, l’interpretazione dell’ambiente circostante e la pianificazione delle azioni.

Una parte consistente delle altre startup utilizza invece l’intelligenza artificiale per automatizzare attività professionali e processi aziendali, intervenendo su operazioni che richiedono l’elaborazione di documenti, la gestione di informazioni strutturate o il supporto a decisioni ricorrenti.

Lexroom e Compri applicano queste tecnologie rispettivamente alla ricerca giuridica e ai processi di approvvigionamento, mentre Sibill, Jet HR e Skillvue le impiegano in ambiti differenti della gestione aziendale. Pillar si concentra sulla digitalizzazione dei processi economici e operativi dell’edilizia, un settore nel quale la frammentazione delle informazioni può rendere particolarmente complesso il controllo delle commesse.

“Quest’anno la classifica Top Startups racconta un ecosistema che nasce anche nei laboratori di ricerca, come dimostrano Niulinx e Generative Bionics, spin-off del Politecnico di Milano e dell’Istituto Italiano di Tecnologia, e che porta l’intelligenza artificiale nei settori più tradizionali, dall’edilizia con Pillar al legale con Lexroom, fino agli acquisti delle imprese con Compri”, osserva Michele Pierri, Head of Editorial Italy di LinkedIn.

Pierri sottolinea anche il ruolo delle tecnologie dedicate alla gestione del personale: “E c’è chi, come Skillvue e Jet HR, usa la tecnologia per valorizzare le competenze e semplificare la gestione delle persone: realtà che non stanno solo trasformando i propri mercati, ma contribuiscono a definire il futuro del lavoro e dell’imprenditorialità”.

Le startup italiane attraggono una forza lavoro più giovane della media

L’analisi dei dati occupazionali pubblicati da LinkedIn insieme alla classifica permette di osservare alcune differenze tra le aziende selezionate e il mercato del lavoro italiano rappresentato sulla piattaforma.

L’età media dei dipendenti delle dieci startup è di 35,2 anni, rispetto ai 39,7 anni rilevati a livello nazionale, con una distanza che diventa particolarmente evidente considerando la distribuzione della forza lavoro nelle fasce di età più giovani.

Gli under 30 costituiscono il 40,6% del personale delle Top Startups, quasi il doppio rispetto al 21,1% registrato nella popolazione professionale italiana presente su LinkedIn. La differenza risulta ancora più marcata per i dipendenti con meno di 25 anni, che rappresentano il 13,5% degli organici delle startup selezionate, contro una media nazionale del 5,4%.

Indicatore Top Startups Italia 2026 Media nazionale LinkedIn
Età media dei dipendenti 35,2 anni 39,7 anni
Dipendenti con meno di 25 anni 13,5% 5,4%
Dipendenti con meno di 30 anni 40,6% 21,1%
Esperienza professionale media precedente 7,9 anni 9,25 anni
Posizioni entry-level 47,3% 52,2%

Alla maggiore concentrazione di lavoratori giovani corrisponde un’esperienza professionale precedente mediamente inferiore, pari a 7,9 anni contro i 9,25 anni del dato nazionale. La quota di posizioni entry-level, tuttavia, risulta leggermente più bassa nelle startup, attestandosi al 47,3% rispetto al 52,2% della media italiana.

Questo significa che la presenza di organici relativamente giovani non corrisponde necessariamente a una prevalenza di ruoli iniziali: le startup selezionate mostrano una maggiore concentrazione di professionisti nelle fasce anagrafiche più basse, pur mantenendo una distribuzione delle posizioni lavorative che comprende anche figure con responsabilità ed esperienza consolidate.

Come vengono selezionate le Top Startups italiane

La classifica Top Startups offre una prospettiva particolare sull’ecosistema italiano dell’innovazione, perché considera soprattutto la crescita occupazionale delle aziende e la loro capacità di attrarre professionisti qualificati. La selezione sfrutta le informazioni raccolte attraverso le attività degli oltre 1,4 miliardi di membri di LinkedIn nel mondo, di cui più di 26 milioni in Italia.

Gli indicatori utilizzati sono quattro: l’aumento del numero di dipendenti, l’interesse suscitato dalle aziende, le visualizzazioni e le candidature alle offerte di lavoro e la capacità di assumere professionisti provenienti dalle società presenti nella classifica LinkedIn Top Companies. Nel calcolo rientrano quindi anche le visite alle pagine aziendali, i nuovi follower e le consultazioni dei profili dei dipendenti da parte di utenti esterni all’organizzazione.

Questi parametri permettono di individuare le imprese che stanno ampliando gli organici e che risultano particolarmente attrattive per chi cerca nuove opportunità professionali. La capacità di competere sul mercato del lavoro assume così un peso determinante, mentre rimangono fuori dalla valutazione fattori economici come fatturato, redditività, valutazione finanziaria e capitali raccolti.

La selezione è riservata alle società private, indipendenti e fondate da non più di cinque anni, con sede in Italia, almeno 30 dipendenti a tempo pieno e una crescita occupazionale annua non inferiore al 5%. Sono escluse le aziende che hanno ridotto il personale del 10% o più, oltre ad alcune categorie di organizzazioni, tra cui società di consulenza, agenzie di selezione, acceleratori e fondi di venture capital.

Il periodo di osservazione va dal 1° luglio 2025 al 30 giugno 2026. I dati vengono elaborati in forma aggregata o anonimizzata, mentre gli organici riportati nelle schede delle singole aziende sono arrotondati al multiplo di cinque più vicino.

Il primato di Niulinx, fondata soltanto nel 2026, si comprende anche alla luce di questi criteri: una crescita occupazionale rapida e un forte interesse da parte dei professionisti possono favorire aziende molto giovani rispetto a imprese più consolidate. La graduatoria restituisce quindi una misura del dinamismo delle startup sul mercato del lavoro, che non coincide necessariamente con il loro peso economico o con il livello di innovazione tecnologica raggiunto.

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