In occasione del proprio ventennale, VOIPVOICE avvia una nuova fase della propria evoluzione, affiancando al percorso di rebranding e al nuovo logo una revisione dell’offerta e delle politiche dedicate alle persone. L’azienda lega così il rinnovamento dell’identità a un modello organizzativo che punta a integrare innovazione tecnologica, welfare e valorizzazione del capitale umano.
I vent’anni di attività vengono interpretati non soltanto come un traguardo, ma come la base da cui sviluppare una nuova fase aziendale. Accanto all’introduzione di nuovi servizi, VOIPVOICE sta quindi intervenendo sulle proprie politiche interne, con misure che riguardano supporto psicologico, genitorialità, flessibilità lavorativa e rapporti con i partner.
Più supporto psicologico e congedo di paternità
Tra gli interventi introdotti rientra il rafforzamento del supporto psicologico, attraverso servizi dedicati e indipendenti messi a disposizione delle persone che lavorano nell’azienda.
VOIPVOICE ha inoltre previsto un’estensione del congedo di paternità aggiuntivo, con l’obiettivo di sostenere una maggiore condivisione della genitorialità e una distribuzione più equilibrata dei carichi familiari.
La revisione delle politiche di welfare interessa anche l’organizzazione del lavoro. In caso di maternità o paternità, l’azienda ha ampliato le possibilità di smart working fino a quattro giorni alla settimana, mantenendo questa possibilità fino al compimento dei 12 anni di età del figlio.
La misura punta a rendere più flessibile la gestione del rapporto tra attività professionale e vita privata durante una fase prolungata della crescita dei figli, andando quindi oltre il periodo immediatamente successivo alla nascita.
Il codice etico viene esteso ai partner
Un altro elemento del modello organizzativo riguarda l’adozione di un codice etico condiviso con i partner esterni. VOIPVOICE intende in questo modo applicare anche ai rapporti di collaborazione principi di integrità, trasparenza e responsabilità già presenti nelle proprie politiche aziendali.

La scelta assume particolare rilevanza in un modello di business basato anche su una rete di system integrator e installatori, estendendo quindi i criteri organizzativi e valoriali oltre il perimetro diretto dell’azienda.
“Il nostro approccio al welfare non si limita all’erogazione di benefit ma si fonda sulla costruzione di un modello culturale in cui il benessere delle persone è parte integrante della strategia aziendale. Crediamo che un welfare diffuso rappresenti un supporto concreto alla vita quotidiana delle persone e contribuisca a costruire un ambiente di lavoro più stabile, partecipativo e orientato alla crescita reciproca”, dichiara Simone Terreni, Presidente di VOIPVOICE.
Oltre 140.500 euro destinati al welfare nel 2025
L’azienda accompagna le nuove iniziative con una serie di indicatori relativi alla propria organizzazione. Nel 2025 VOIPVOICE ha destinato oltre 140.500 euro ai contributi welfare erogati attraverso il cedolino, configurando l’intervento come una componente strutturale delle politiche dedicate ai collaboratori.
Nello stesso anno il livello di retention si è attestato all’88%, un valore che l’azienda confronta con un benchmark del settore delle telecomunicazioni compreso tra l’85% e il 90%.
La permanenza media complessiva in azienda è pari a 4,5 anni, mentre sale a circa sei anni considerando esclusivamente i dipendenti attualmente in forza.
Un altro indicatore riguarda la capacità di attrarre nuovi profili. Nel periodo compreso tra il 2023 e il primo semestre del 2026, le candidature spontanee sono aumentate del 38%, dato che VOIPVOICE considera un segnale della crescente attenzione verso il proprio employer brand.
Il 61,4% dei collaboratori ha meno di 35 anni
La composizione dell’organico evidenzia inoltre una presenza significativa delle generazioni più giovani. A giugno 2026 l’età media dei collaboratori è pari a 36,5 anni.
Le donne rappresentano il 56,1% dell’organico, mentre il 61,4% dei dipendenti ha meno di 35 anni. La quota di collaboratori con meno di 30 anni raggiunge invece il 26,3%, corrispondente a più di un dipendente su quattro.
Gli indicatori vengono utilizzati dall’azienda per misurare non soltanto la capacità di attrarre nuovi talenti, ma anche quella di mantenere nel tempo le competenze e costruire rapporti professionali duraturi.
Flessibilità, formazione e sistemi premianti
Le nuove misure si inseriscono in un sistema di welfare già articolato. VOIPVOICE adotta modelli di lavoro flessibili e formule part-time personalizzabili, affiancati da strumenti economici e tecnologici destinati a supportare il lavoro da remoto.
La politica interna comprende inoltre percorsi di formazione continua, sistemi premianti collegati ai risultati, partecipazione a eventi di settore e iniziative dedicate allo sviluppo professionale.
Il modello organizzativo interessa anche gli spazi di lavoro, progettati per sostenere collaborazione e benessere, insieme ad attività di team building e momenti di condivisione. A queste iniziative si aggiungono convenzioni sanitarie e servizi rivolti all’esperienza lavorativa quotidiana.
Dal VoIP ai servizi digitali per le imprese
Con sede principale a Montelupo Fiorentino, vicino Firenze, VOIPVOICE opera sul territorio nazionale attraverso una rete di partner, system integrator e installatori.
L’offerta dell’azienda è orientata al mercato business e comprende servizi di telecomunicazione digitale come voce VoIP, connettività e servizi a valore aggiunto. Il percorso di rebranding avviato in occasione dei vent’anni accompagna quindi sia l’evoluzione dei servizi sia quella del modello organizzativo e delle politiche rivolte alle persone e all’ecosistema dei partner.






