Bending Spoons ha siglato un accordo definitivo per acquisire Miro a un valore d’impresa di 1,355 miliardi di dollari. Considerando la liquidità netta della piattaforma di collaborazione visiva, il valore azionario implicito sale a circa 1,79 miliardi di dollari.
L’operazione è stata approvata all’unanimità dai consigli di amministrazione di entrambe le società e prevede l’acquisizione del 100% delle azioni emesse e in circolazione di Miro.
Alcuni azionisti di Miro hanno accettato di reinvestire 295 milioni di dollari dei proventi dell’operazione in nuove azioni di Bending Spoons, mentre il resto della transazione avverrà interamente in contanti.
L’operazione è la seconda in pochi giorni per la società milanese: appena una settimana fa si è chiusa l’acquisizione di Airtable. Il perfezionamento del deal su Miro è previsto nel quarto trimestre 2026, subordinato alle consuete approvazioni regolatorie. Fino ad allora le due aziende continueranno a operare in modo indipendente.
Chi è Miro
Miro nasce nel 2011 e ha sede a San Francisco e Amsterdam. Il prodotto di partenza è una lavagna digitale infinita che permette a team distribuiti di lavorare insieme in tempo reale: raccogliere idee, disegnare schemi, organizzare workshop e pianificare progetti su uno spazio condiviso, accessibile da desktop, tablet o schermi interattivi.
Nel corso degli anni la piattaforma si è allontanata dalla semplice metafora della lavagna. Con l’acquisizione di Uizard nel 2024 ha aggiunto funzioni di prototipazione prodotto, mentre a ottobre dello stesso anno ha lanciato la Innovation Workspace, la revisione più ampia dalla fondazione, introducendo flussi di lavoro basati su AI e i primi collegamenti al Model Context Protocol. A febbraio 2026 è arrivato un server MCP sviluppato insieme ad Anthropic, AWS, GitHub, Google e Windsurf, che collega il canvas di Miro a strumenti come Cursor, GitHub Copilot e Claude Code.
A marzo 2026 Miro ha acquisito Reforge, piattaforma di formazione e strategia di prodotto con oltre 100.000 alumni e clienti come Workday, Netflix, Mastercard e SAP; i vertici di Reforge sono entrati nel management di Miro come Chief Growth Officer e Chief Strategy Officer. Al Canvas 26, l’evento di San Francisco di maggio 2026, l’azienda ha presentato i Sidekicks – agenti AI integrati nel canvas –, i Flows automatizzati collegati a strumenti esterni, pipeline che trasformano i prototipi in codice e connettori nativi verso Slack, GitHub, Amplitude, ChatGPT, Claude e Microsoft Copilot.
Oggi Miro serve oltre 100 milioni di utenti in più di 250.000 organizzazioni, tra cui il 99% delle aziende Fortune 100, con un fatturato ricorrente annuo stimato tra 630 e 665 milioni di dollari – vicino ai 600 milioni indicati da Bending Spoons nell’annuncio – e una presenza costante, da sei anni, nella Cloud 100 di Forbes. Quasi il 90% dei ricavi arriva da clienti business ed enterprise; più di 750 clienti superano da soli i 100.000 dollari di ricavi ricorrenti annui.
Le voci dei protagonisti
“È un privilegio, oltre che una responsabilità non da poco, accogliere un prodotto che oltre 250.000 organizzazioni hanno integrato nei propri flussi di lavoro”, ha dichiarato Luca Ferrari, CEO e co-fondatore di Bending Spoons. Ferrari ha aggiunto che, dopo la chiusura dell’operazione, l’azienda prevede di investire in modo sostanziale sugli aspetti che i clienti di Miro apprezzano di più: prestazioni, affidabilità e funzionalità a supporto del lavoro collaborativo.
Andrey Khusid, CEO e co-fondatore di Miro, ha ripercorso i quindici anni di storia dell’azienda, nata “per dare ai team uno spazio comune in cui pensare insieme e dare forma alle idee” e diventata “qualcosa di più: uno spazio di lavoro AI-first su cui i team gestiscono le attività più importanti”. Khusid ha ricordato che quasi 4 milioni di utenti paganti dipendono oggi da Miro, in ogni settore e area geografica servita, con oltre 750 clienti che superano da soli i 100.000 dollari di ricavi ricorrenti annui. “La versione migliore di Miro deve ancora arrivare”, ha aggiunto, spiegando che la partnership con Bending Spoons permetterà di realizzare quella visione “con ambizione, per i clienti che contano su di noi”. Khusid ha infine ringraziato i “Mironeer”, i partner, gli utenti, i clienti e gli investitori che hanno accompagnato Miro in questi quindici anni.
La strategia di Bending Spoons
L’operazione si inquadra perfettamente nella strategia – esplicitamente dichiarata: “We acquire and improve iconic products” – con cui Bending Spoons ha costruito la propria crescita: acquisire aziende digitali già affermate e sottoporle a una trasformazione operativa profonda, tra riorganizzazione dei team, revisione della tecnologia, ridisegno delle interfacce e accelerazione dello sviluppo prodotto, per poi reinvestire i margini generati in nuove acquisizioni. È lo stesso schema applicato ad Airtable appena una settimana fa, e prima ancora a AOL, Brightcove, Eventbrite, Evernote, Tractive, Vimeo e WeTransfer – aziende che, come rivendica la stessa Bending Spoons, non ha mai ceduto in oltre un decennio di attività.







