DJI porta sul mercato italiano Osmo Pocket 4P, una fotocamera tascabile con stabilizzatore meccanico a tre assi che affianca a un grandangolo da 20 mm un secondo obiettivo medio-tele da 60 mm. Il nuovo modello punta a offrire maggiore libertà di inquadratura a videomaker, creator e utenti che vogliono ottenere immagini stabilizzate senza ricorrere a una fotocamera tradizionale e a un gimbal separato.
La versione nera è disponibile da subito, mentre una variante bianco perla arriverà successivamente. Il prezzo suggerito è di 609 euro per la Standard Combo e di 699 euro per la Vlog Combo, IVA inclusa.
Il prodotto si colloca nella fascia più avanzata della famiglia Osmo Pocket. Il corpo pesa 230 grammi, ma integra due fotocamere fisiche, un sensore principale da un pollice, registrazione ad alta frequenza, profili colore destinati alla post-produzione e il sistema di inseguimento ActiveTrack 8.0.
Due fotocamere per passare dal paesaggio al ritratto
La novità più evidente è il sistema a doppio obiettivo. La fotocamera principale utilizza un sensore CMOS da un pollice, una focale equivalente di 20 mm e un’apertura f/2,0. È una configurazione adatta a paesaggi, riprese urbane, vlog, gruppi di persone e scene nelle quali è necessario includere una porzione ampia dell’ambiente.
La seconda fotocamera adotta un sensore da 1/1,28 pollici e un obiettivo equivalente a 60 mm con apertura f/1,8. Questa focale offre una prospettiva più naturale per i ritratti rispetto al grandangolo, riducendo la deformazione dei lineamenti e separando maggiormente il soggetto dallo sfondo.
Il rapporto tra 20 e 60 mm corrisponde a un ingrandimento di tre volte. Non si tratta però di uno zoom ottico continuo: il dispositivo passa da una fotocamera fisica all’altra in base all’ingrandimento selezionato. I due sensori non registrano contemporaneamente per fondere le rispettive immagini.
DJI indica uno zoom massimo fino a 12× nei video. Oltre le focali offerte dai due obiettivi interviene l’ingrandimento digitale, con una qualità che dovrà essere valutata in funzione della luce, della risoluzione finale e dell’intensità dello zoom applicato.
La doppia fotocamera affronta uno dei principali limiti storici dei dispositivi tascabili stabilizzati: la dipendenza da un unico grandangolo. Il nuovo medio-tele permette di realizzare primi piani, dettagli architettonici e riprese a distanza senza avvicinarsi fisicamente al soggetto.
Il sensore da un pollice punta sulle scene ad alto contrasto
DJI dichiara per il grandangolo una gamma dinamica massima di 17 stop, ottenuta attraverso il nuovo sensore e la tecnologia LOFIC. La gamma dinamica descrive la capacità di registrare contemporaneamente dettagli nelle zone molto luminose e in quelle scure.
Un valore elevato può essere utile nei tramonti, nei paesaggi urbani notturni, negli interni con finestre luminose e nei ritratti in controluce. In queste situazioni una fotocamera con una gamma più limitata rischia di produrre cieli completamente bianchi oppure ombre prive di dettaglio.
I 17 stop rappresentano comunque un valore massimo dichiarato dal produttore e sono associati all’utilizzo del profilo D-Log 2. Saranno necessari test indipendenti per stabilire quanto dettaglio sia effettivamente recuperabile e quanto rumore emerga nelle zone più scure.
Il nuovo D-Log 2 registra a 10 bit, una profondità che consente di rappresentare oltre un miliardo di sfumature cromatiche. Rispetto ai profili pronti per la pubblicazione, il materiale Log appare inizialmente meno contrastato, ma conserva maggiori informazioni per la correzione del colore.
Questa modalità si rivolge soprattutto a chi prevede una fase di post-produzione. La registrazione D-Log 2 a 10 bit è però disponibile soltanto con l’inquadratura 1× del grandangolo: una limitazione importante per chi vorrebbe mantenere lo stesso flusso colore utilizzando tutte le focali.
Slow motion 4K e strumenti per riprese creative
Osmo Pocket 4P può registrare con il grandangolo fino a 4K a 240 fotogrammi al secondo, una frequenza che permette di ottenere rallentamenti fino a otto volte mantenendo una risoluzione Ultra HD. La fotocamera medio-tele raggiunge invece un massimo di 4K a 200 fotogrammi al secondo.
L’alta frequenza può essere utilizzata per sport, movimenti veloci, capelli mossi dal vento, neve, acqua e altri soggetti che acquistano maggiore leggibilità quando vengono rallentati. Queste modalità richiedono generalmente molta luce e producono file più pesanti, aspetti da considerare nelle riprese in interni o durante sessioni prolungate.
La funzione Video con otturatore lento segue una direzione opposta. Prolungando il tempo di esposizione di ogni fotogramma, permette di trasformare le luci in scie e di evidenziare il movimento. È una tecnica utile per traffico notturno, giostre, soggetti luminosi o sequenze nelle quali si vuole rendere visibile lo scorrere del tempo.
DJI introduce anche le Foto live 4K, che associano a ogni immagine una clip della durata di 1,5 secondi, e fotografie con una risoluzione massima dichiarata di 37 megapixel. La qualità effettiva dipenderà non soltanto dal numero di pixel, ma anche dall’elaborazione, dall’ottica utilizzata e dalle condizioni di ripresa.
Stabilizzazione meccanica e ActiveTrack 8.0
Come gli altri modelli della famiglia, Osmo Pocket 4P utilizza uno stabilizzatore meccanico a tre assi. Il sistema compensa fisicamente i movimenti di inclinazione, rotazione e panoramica, mantenendo l’orizzonte e riducendo le oscillazioni durante la camminata.
Rispetto alla sola stabilizzazione elettronica, un gimbal meccanico può offrire movimenti più naturali e prevedibili, senza dover ritagliare in modo marcato l’immagine. Non elimina però tutti i sobbalzi: la tecnica dell’operatore continua a influire sul risultato, soprattutto mentre si cammina velocemente o si corre.
Il nuovo ActiveTrack 8.0 può riconoscere e seguire persone, veicoli, animali e oggetti. DJI dichiara che il tracciamento rimane disponibile fino a 12× e che l’inquadratura automatica può gestire più soggetti, cercando di mantenerli all’interno della scena.
La funzione può essere utile a chi si riprende senza un operatore, nei vlog, nelle dimostrazioni, durante eventi o nelle riprese di animali domestici. L’affidabilità con soggetti parzialmente coperti, movimenti improvvisi e luce scarsa resta tuttavia uno degli aspetti da verificare sul campo.
Il controllo gestuale permette di mostrare il palmo per attivare l’inseguimento oppure il segno “V” per avviare la registrazione. Ruotando il touchscreen, la fotocamera si accende e può iniziare rapidamente a riprendere.
Autonomia, trasferimento dei file e accessori
DJI dichiara un’autonomia massima di 210 minuti e una ricarica dallo 0 all’80% in 18 minuti. Si tratta di valori ottenuti in specifiche condizioni di prova e destinati a variare in base a risoluzione, frequenza dei fotogrammi, tracciamento, luminosità dello schermo, temperatura e utilizzo delle connessioni wireless.
Il supporto USB 3.1 consente, secondo il produttore, trasferimenti via cavo fino a 800 MB al secondo. È una caratteristica rilevante soprattutto per chi registra in 4K ad alta frequenza, perché i file possono diventare rapidamente voluminosi.
La compatibilità con l’ecosistema Osmo comprende una luce di riempimento, filtri Black Mist e ND, impugnatura con batteria, obiettivo grandangolare, mini-treppiede e microfoni OsmoAudio. Gli accessori sono venduti separatamente oppure inclusi in alcune configurazioni.
Questo ecosistema amplia le possibilità creative, ma può incidere in modo significativo sul costo complessivo. Chi intende utilizzare la fotocamera per produzioni più strutturate dovrà considerare non soltanto il prezzo del corpo, ma anche microfoni, filtri, supporti, alimentazione aggiuntiva e spazio di archiviazione.
Prezzi e disponibilità in Italia
Osmo Pocket 4P è disponibile attraverso lo store italiano DJI, i negozi di Milano e Roma e i rivenditori autorizzati.
La Standard Combo costa 609 euro, mentre la Vlog Combo è proposta a 699 euro. La differenza di prezzo orienta quest’ultima verso chi vuole un insieme di accessori più adatto alla produzione di contenuti parlati e alle riprese in autonomia.
Al debutto è disponibile la colorazione nera classica. DJI ha annunciato anche la variante bianco perla, ma non ha comunicato una data precisa per l’arrivo sul mercato.
La scelta di superare la soglia dei 600 euro colloca Osmo Pocket 4P in un segmento impegnativo. Il confronto non riguarda soltanto le altre fotocamere tascabili, ma anche smartphone di fascia alta, action cam, fotocamere compatte e modelli a ottiche intercambiabili.
Una categoria sospesa tra smartphone e fotocamere professionali
La proposta di DJI cerca di riunire in un solo prodotto qualità d’immagine, stabilizzazione e portabilità. Rispetto a uno smartphone, Osmo Pocket 4P offre un gimbal meccanico dedicato, controlli pensati per il video e profili colore più adatti alla post-produzione. Lo smartphone mantiene però vantaggi nella condivisione immediata, nell’elaborazione automatica e nella disponibilità di più applicazioni.
Una fotocamera mirrorless può offrire sensori più grandi, obiettivi intercambiabili e maggiore controllo, ma richiede un investimento superiore e un’attrezzatura più ingombrante, soprattutto quando viene aggiunto uno stabilizzatore.
Osmo Pocket 4P occupa lo spazio intermedio tra questi due approcci. La doppia fotocamera ne amplia concretamente la versatilità, permettendo di alternare un grandangolo da vlog e un medio-tele da ritratto senza cambiare obiettivo. Il passaggio tra due sensori differenti potrebbe però produrre variazioni di dettaglio, rumore o profondità di campo, nonostante la calibrazione cromatica dichiarata da DJI.
Anche il valore dei 17 stop e la qualità dello zoom fino a 12× richiedono verifiche indipendenti. Le specifiche indicano un notevole avanzamento tecnico, ma non sostituiscono una valutazione delle immagini in condizioni reali.
Con Osmo Pocket 4P, DJI rafforza una categoria che aveva contribuito a creare e la avvicina ulteriormente agli strumenti destinati ai creator professionali. Il prodotto offre focali più utili, registrazione ad alta velocità e un flusso colore evoluto in un corpo da 230 grammi. Il suo successo dipenderà dalla capacità di trasformare queste caratteristiche in risultati coerenti e semplici da ottenere, giustificando un prezzo ormai vicino a quello di sistemi fotografici più tradizionali.








