Il report “FY26 Impact Highlights” raccoglie i progressi ambientali dichiarati da Logitech: le emissioni Scope 1 e 2 sono diminuite del 49% rispetto agli anni di riferimento, mentre quelle indirette della catena del valore sono calate del 33%. L’azienda estende inoltre le valutazioni dell’impronta di carbonio, la riparabilità e l’impiego di plastica riciclata.
La distinzione riguarda l’origine delle emissioni. Lo Scope 1 comprende quelle prodotte direttamente dalle attività controllate dall’impresa, mentre lo Scope 2 riguarda l’energia acquistata e consumata. Lo Scope 3 include invece le emissioni indirette generate lungo la catena del valore, dalla produzione delle materie prime fino alla distribuzione, all’utilizzo e al fine vita dei prodotti.
Proprio lo Scope 3 rappresenta spesso la componente più difficile da ridurre, perché dipende anche da fornitori, trasporti, materiali e comportamento degli utilizzatori. Il risultato annunciato da Logitech indica quindi un intervento che va oltre le attività gestite direttamente dall’azienda e coinvolge progettazione, produzione e supply chain.
“Negli ultimi due decenni, Logitech ha posto sempre più la sostenibilità al centro della propria attività. Oggi, questo impegno a lungo termine sta producendo risultati significativi”, ha dichiarato Hanneke Faber, CEO di Logitech.
Oltre 200.000 tonnellate di CO₂ equivalente evitate
Nel corso del periodo rendicontato, Logitech dichiara di aver evitato più di 200.000 tonnellate di CO₂ equivalente. Il dato riassume l’impatto delle iniziative adottate per diminuire il consumo di risorse e ridurre le emissioni associate al portafoglio di prodotti.
Alla base della strategia si trova l’approccio “Design for Sustainability”, con il quale l’azienda punta a considerare l’impatto ambientale fin dalle prime fasi di sviluppo. La sostenibilità non viene quindi trattata soltanto come un intervento successivo alla progettazione, ma come uno dei criteri utilizzati per prendere decisioni su materiali, processi, produzione, imballaggi e catena di fornitura.
L’approccio comprende anche le analisi del ciclo di vita, utilizzate per valutare l’impatto ambientale di un prodotto lungo le diverse fasi della sua esistenza. Queste analisi consentono di individuare le aree sulle quali intervenire e di confrontare gli effetti delle modifiche introdotte.
“Lavoriamo per comprendere a fondo il nostro impatto attraverso le analisi del ciclo di vita, che forniscono dati e informazioni utili sia a Logitech sia al settore”, ha spiegato Elaine Laird, Chief People & Sustainability Officer dell’azienda.
Valutazioni dell’impronta di carbonio sottoposte a revisione
Logitech riferisce che il 100% dei prodotti sottoposti ad analisi dispone ora di uno studio sulla propria impronta di carbonio revisionato da una terza parte.
La precisazione è importante: il dato riguarda i prodotti inclusi nel programma di analisi, non necessariamente ogni singolo articolo commercializzato dall’azienda. La verifica indipendente dovrebbe comunque aumentare l’affidabilità e la confrontabilità delle informazioni messe a disposizione di clienti e organizzazioni.
La pubblicazione dei dati sull’impronta di carbonio permette agli acquirenti di considerare anche l’impatto ambientale nelle proprie decisioni. L’informazione può risultare particolarmente rilevante per le aziende che acquistano grandi quantità di dispositivi e devono misurare le emissioni associate alla propria catena di fornitura.
Plastica riciclata nell’81% dei prodotti
Un altro elemento centrale del report riguarda l’uso dei materiali. Secondo Logitech, l’81% dei suoi prodotti contiene plastica riciclata post-consumo.
Questo materiale viene recuperato da prodotti arrivati al termine della loro vita utile e reintrodotto nei processi produttivi. Il suo utilizzo può ridurre la domanda di plastica vergine, anche se l’impatto effettivo varia in base alla percentuale di materiale riciclato presente nei singoli dispositivi, alla loro durata e alla possibilità di recuperarne nuovamente i componenti.
L’impiego di materiali circolari rientra nella strategia di progettazione con la quale Logitech intende ridurre l’impatto complessivo del portafoglio senza limitarsi ai consumi energetici delle proprie strutture.
Più prodotti riparabili con la collaborazione di iFixit
La sostenibilità passa anche dalla durata dei dispositivi. Logitech ha ampliato la collaborazione con iFixit, mettendo a disposizione parti di ricambio e guide dettagliate per la riparazione di 69 linee di prodotto.
Il numero delle linee supportate è triplicato rispetto a due anni fa. La disponibilità di ricambi e istruzioni consente agli utenti di intervenire su alcuni guasti senza sostituire l’intero dispositivo, prolungandone potenzialmente la vita utile e riducendo la quantità di rifiuti elettronici.
La riparabilità è diventata un tema sempre più importante nell’elettronica di consumo. Per produrre un beneficio concreto, tuttavia, non è sufficiente offrire i componenti: incidono anche il loro prezzo, la facilità dell’intervento e la durata del supporto garantito per ciascun prodotto.
Meno materiali negli imballaggi
Negli ultimi tre anni Logitech dichiara di aver eliminato 2.500 tonnellate di materiali da imballaggio. Il risultato è stato ottenuto attraverso iniziative come la rimozione delle confezioni rigide in plastica di tipo “clamshell” e la riduzione del peso degli imballaggi destinati alla spedizione.
La diminuzione del materiale impiegato può produrre effetti lungo più fasi della catena logistica: richiede meno risorse per la produzione delle confezioni, riduce il volume dei rifiuti e, in alcuni casi, permette di trasportare un maggior numero di unità nello stesso spazio.
L’azienda segnala inoltre un aumento delle linee di prodotto prive di PVC. La percentuale è salita dal 44% dell’anno precedente al 55% delle linee distribuite.
La sostenibilità come criterio di progettazione
I dati raccolti nel report mostrano un approccio che coinvolge più dimensioni: emissioni, materiali, imballaggi, riparabilità e trasparenza. Il filo conduttore è il tentativo di intervenire durante la progettazione, quando molte delle caratteristiche ambientali di un prodotto vengono determinate.
Logitech afferma di integrare il “Design for Sustainability” nella governance, nei processi, nelle persone e nella supply chain, con l’obiettivo di applicare su larga scala le informazioni ricavate dalle valutazioni del ciclo di vita.
Il percorso ha ottenuto anche alcuni riconoscimenti esterni. L’azienda è stata inclusa tra le prime cinquanta realtà della classifica “World’s Most Sustainable Companies” di TIME, nel Dow Jones Sustainability Europe Index e nell’elenco “World’s Greenest Companies” di Newsweek.
Questi riconoscimenti affiancano i risultati quantitativi presentati da Logitech, ma la valutazione dei progressi nel tempo dipenderà soprattutto dalla continuità dei dati pubblicati e dalla possibilità di confrontarli con obiettivi e anni di riferimento chiaramente definiti.
Il report FY26 descrive comunque una trasformazione che va oltre l’efficienza energetica delle sedi aziendali. La riduzione delle emissioni Scope 3, l’uso di materiali riciclati e l’estensione della riparabilità indicano il tentativo di intervenire sull’intero ciclo di vita dei dispositivi, dal progetto iniziale fino all’utilizzo e alla gestione del fine vita.






