NVIDIA spinge l’AI europea con 35 nuovi supercomputer

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NVIDIA rafforza la propria posizione nell’infrastruttura AI europea con 35 nuovi supercomputer AI HPC in sviluppo in 23 Paesi, un’espansione che punta a mettere capacità di calcolo di nuova generazione al servizio di oltre 3 milioni di ricercatori. L’annuncio segna una delle accelerazioni più rilevanti per il supercalcolo europeo, con sistemi destinati a sostenere ricerca scientifica, intelligenza artificiale, simulazione industriale, sanità, clima, energia pulita e calcolo quantistico.

Il dato più significativo è la scala dell’operazione. Secondo NVIDIA, le sue piattaforme Blackwell e Hopper alimentano la maggior parte della costruzione delle AI factory europee, con 800 AI exaflops già implementati o annunciati dall’anno scorso. Non si tratta solo di potenza di calcolo grezza: l’obiettivo è creare un’infrastruttura completa, capace di sostenere addestramento di modelli, simulazione, inferenza e workflow di AI agentica.

NVIDIA AI e supercomputer: l’Europa accelera sull’infrastruttura scientifica

La nuova fase del supercalcolo europeo passa da un’integrazione sempre più stretta tra HPC tradizionale e intelligenza artificiale. I 35 sistemi annunciati coinvolgono centri nazionali di supercalcolo, AI factory e istituzioni accademiche, con una forte presenza della piattaforma full-stack NVIDIA: reti Quantum InfiniBand, librerie CUDA-X, microservizi NIM e software NVIDIA AI Enterprise.

Jensen Huang, fondatore e CEO di NVIDIA, sintetizza così il ruolo strategico di questa infrastruttura: “L’AI è il nuovo strumento della scienza e l’Europa sta costruendo l’infrastruttura per metterla nelle mani di milioni di ricercatori. Con il computing accelerato NVIDIA, i ricercatori possono simulare sistemi più complessi, addestrare modelli scientifici di AI e costruire workflow di AI agentica che trasformano i dati e le competenze europee in scoperte per il mondo.”

Il messaggio è chiaro: l’intelligenza artificiale non viene presentata come un livello applicativo separato, ma come una componente strutturale del metodo scientifico. In questo scenario, il supercomputer non serve più solo a eseguire simulazioni tradizionali, ma diventa la base per addestrare modelli scientifici, automatizzare pipeline di ricerca e accelerare la trasformazione dei dati in risultati utilizzabili.

Le AI factory europee puntano su Blackwell, Hopper e InfiniBand

Tra i progetti citati da NVIDIA ci sono l’upgrade AI di MareNostrum5 del Barcelona Supercomputing Center, Blue Swan di BavariaAI, IT4LIA, HammerHAI dell’High-Performance Computing Center Stuttgart e Mimer AI Factory della svedese NAISS, ospitata presso Linköping University.

Il Barcelona Supercomputing Center espanderà MareNostrum5 con sistemi NVIDIA GB300 NVL72 e GB200 NVL4, collegati tramite piattaforma NVIDIA Quantum-X800 InfiniBand. Il sistema dovrebbe arrivare fino a circa 20 exaflops per l’addestramento AI e 33 exaflops per l’inferenza, con applicazioni in AI generativa, modellazione climatica, salute, biotecnologie, agricoltura sostenibile, energia e servizi pubblici digitali.

Mateo Valero Cortés, direttore del Barcelona Supercomputing Center, sottolinea il peso scientifico del progetto: “BSC è impegnato nella costruzione di infrastrutture AI che facciano avanzare scienza, industria e società. Con l’aggiornamento di MareNostrum5 e il computing accelerato NVIDIA, il consorzio composto da Spagna, Portogallo e Turchia metterà a disposizione dei ricercatori europei gli strumenti per affrontare alcune delle sfide più complesse al mondo, dalla modellazione climatica alla scoperta biomedica.”

BavariaAI, con il progetto Blue Swan, porterà 1.000 GPU tramite sistemi NVIDIA GB200 NVL4 e rete NVIDIA Quantum-2 InfiniBand nei centri FAU Erlangen e LRZ. La piattaforma è pensata per sostenere modelli fondazionali multimodali aperti, con applicazioni in scienza, pubblica amministrazione, ricerca sanitaria, robotica e percezione.

Il ministro bavarese della Scienza Markus Blume descrive così l’iniziativa: “Con il progetto Blue Swan Platform, la Baviera sta lavorando a un modello fondazionale AI multimodale innovativo e indipendente per aree applicative importanti come salute e robotica. Questo ci consentirà di fornire a scienza e industria uno strumento AI potente, pienamente conforme agli standard europei. Per questo obiettivo ambizioso stiamo costruendo una specifica infrastruttura di calcolo presso la Friedrich-Alexander University di Erlangen: il più grande cluster GPU presente in un’università tedesca.”

IT4LIA rafforza il ruolo italiano nell’ecosistema AI e HPC

Un passaggio centrale riguarda l’Italia. IT4LIA viene presentata come una AI factory con oltre 8.000 GPU basate su sistemi NVIDIA GB200 NVL4, rete NVIDIA Quantum-X800 InfiniBand e software NVIDIA AI Enterprise. La capacità dichiarata è di 82 exaflops per l’addestramento AI e 164 exaflops per l’inferenza.

Gabriella Scipione, direttrice high-performance computing di CINECA, inquadra il progetto come elemento strategico per l’autonomia tecnologica europea: “IT4LIA rappresenta un passo strategico nel rafforzamento dell’ecosistema AI e HPC europeo, mettendo a disposizione dell’ecosistema della ricerca e dell’innovazione un’infrastruttura ad alte prestazioni. Attraverso il computing accelerato avanzato, EuroHPC con CINECA, il Ministero dell’Università e della Ricerca italiano e l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale stanno creando un ambiente affidabile per lo sviluppo di modelli AI aperti e applicazioni in agritech, cybersecurity, meteorologia, clima e manifattura, rafforzando l’autonomia tecnologica europea e il ruolo dell’Italia nello scenario globale dell’AI”.

Il riferimento alla cybersecurity è particolarmente rilevante. La capacità di sviluppare e gestire modelli aperti in ambienti controllati è un tema sempre più centrale per le istituzioni europee, soprattutto in settori regolamentati e in ambiti dove sovranità dei dati, governance e affidabilità delle infrastrutture non sono aspetti accessori.

Dalla Germania alla Svezia, il supercalcolo diventa infrastruttura industriale

In Germania, HammerHAI sarà la prima AI factory nazionale e utilizzerà oltre 850 GPU tramite sistemi NVIDIA GB200 NVL4 connessi con NVIDIA Quantum-X800 InfiniBand. La capacità prevista è di circa 8 exaflops per l’addestramento AI e 15 exaflops per l’inferenza. L’obiettivo è offrire a ricercatori e imprese un’infrastruttura sicura per simulazione ingegneristica, inferenza di large language model e scoperta scientifica.

Michael Resch, direttore dell’High-Performance Computing Center Stuttgart, collega il progetto alla tradizione industriale tedesca: “La Germania è da tempo leader in ingegneria, scienza e innovazione industriale. Con HammerHAI, la prima AI factory tedesca, stiamo costruendo su queste fondamenta un’infrastruttura AI nazionale e sicura che aiuterà ricercatori e utenti industriali ad accelerare simulazione, inferenza e scoperta scientifica, rafforzando la capacità dell’Europa di trasformare il computing avanzato in risultati concreti.”

In Svezia, Mimer AI Factory, di proprietà dell’EuroHPC Joint Undertaking e ospitata presso Linköping University, adotterà 100 sistemi NVIDIA GB200 NVL4, per un totale di 400 GPU, con networking NVIDIA ConnectX-8. La capacità prevista è di 4 exaflops per l’addestramento AI e circa 7 exaflops per l’inferenza. Le aree di applicazione includono scienze della vita, materiali, sistemi autonomi, AI affidabile e innovazione data-driven.

AI per clima, energia pulita e decarbonizzazione

NVIDIA colloca questa espansione anche nel contesto della ricerca climatica e della decarbonizzazione. Le infrastrutture AI e il software accelerato vengono indicati come strumenti per affrontare modellazione del clima, sistemi terrestri, ricerca biomedica e tecnologie per energia pulita, incluse fusione, idrogeno e cattura del carbonio.

Un esempio concreto riguarda Siemens Energy, che utilizza il portfolio Siemens Xcelerator accelerato da tecnologie NVIDIA, incluse librerie Omniverse, CUDA-X e infrastruttura AI, per unificare progettazione, simulazione fluidodinamica computazionale e produzione di turbine a gas compatibili fino al 100% con idrogeno.

Il punto tecnico è rilevante: la combustione a idrogeno comporta sfide complesse legate a calore estremo, dinamica dei fluidi e comportamento della combustione. L’uso di simulazioni accelerate permette iterazioni progettuali più rapide e validazione tecnologica tramite combustori prodotti con manifattura additiva. NVIDIA indica una riduzione dei tempi di simulazione fino al 77%, un dato che evidenzia il potenziale dell’AI industriale non solo nell’automazione software, ma anche nella progettazione fisica di sistemi energetici complessi.

Calcolo quantistico e GPU, l’Europa prova a costruire un vantaggio

L’annuncio include anche un capitolo dedicato al calcolo quantistico ibrido. NVIDIA sta lavorando con centri europei per sviluppare applicazioni quantum-classical tramite CUDA-Q, piattaforma aperta e indipendente dal tipo di qubit, pensata per integrare processori quantistici e supercomputer GPU.

CINECA, EuroHPC e Pasqal stanno integrando una QPU ad atomi neutri presso il centro di supercalcolo CINECA. L’ambiente ibrido Pasqal sta implementando CUDA-Q attraverso l’integrazione con Slurm, con applicazioni in ottimizzazione e scienza dei materiali.

Fraunhofer FOKUS sta invece facilitando l’integrazione di CUDA-Q con Eclipse Qrisp, linguaggio di programmazione quantistica avviato da Fraunhofer FOKUS e sviluppato ulteriormente dalla Eclipse Foundation. L’obiettivo è semplificare la scrittura di algoritmi quantistici complessi, che possono essere simulati, ottimizzati ed eseguiti con CUDA-Q.

Il Barcelona Supercomputing Center ha recentemente adottato un computer quantistico analogico di Qilimanjaro Quantum Tech attraverso l’iniziativa EuroHPC JU. Qilimanjaro ha integrato CUDA-Q nel proprio kit di sviluppo quantum QiliSDK e lavora per rendere la propria QPU disponibile nella piattaforma CUDA-Q, così da controllare workflow quantistici accelerati presso BSC.

Infine, il Jülich Supercomputing Centre, insieme a NVIDIA, ha stabilito un record mondiale simulando completamente un computer quantistico universale da 50 qubit. La simulazione è stata eseguita su JUPITER, basato su NVIDIA GH200 Grace Hopper Superchips. Il simulatore JUQCS-50 consente ai ricercatori di testare su supercomputer problemi quantistici di massima scala, contribuendo alla maturazione del calcolo quantistico ibrido.

La posta in gioco: autonomia tecnologica e capacità scientifica

Il quadro che emerge è quello di un’Europa che prova a recuperare terreno nella corsa globale all’infrastruttura AI. L’annuncio di NVIDIA non riguarda solo nuove macchine, ma un modello di piattaforma che lega insieme GPU, networking, librerie software, microservizi, ambienti enterprise e integrazione quantum-classical.

Per l’Europa il tema è duplice. Da un lato c’è la necessità di rendere accessibile capacità di calcolo avanzata a ricercatori, università, centri pubblici e industria. Dall’altro c’è la questione dell’autonomia tecnologica: sviluppare modelli, applicazioni e simulazioni in ambienti affidabili, conformi agli standard europei e adatti a settori critici.

In questo senso, i 35 supercomputer AI HPC annunciati da NVIDIA indicano una direzione precisa: il supercalcolo non è più solo una risorsa per pochi grandi laboratori, ma una piattaforma strategica per l’innovazione scientifica, industriale e istituzionale. La vera misura dell’impatto arriverà però dalla capacità di trasformare questa potenza infrastrutturale in risultati concreti: modelli migliori, simulazioni più rapide, ricerca più efficace e applicazioni industriali realmente adottabili.

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