Fastweb + Vodafone e il Mulino usano l’AI per rendere accessibili le immagini dei libri digitali

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Fastweb + Vodafone e il Mulino hanno sviluppato una soluzione basata su intelligenza artificiale generativa per creare descrizioni alternative ed estese delle immagini presenti nei libri digitali, con l’obiettivo di renderle accessibili anche alle persone cieche o ipovedenti. Il prototipo è stato presentato in anteprima al Salone del Libro di Torino.

Il progetto si inserisce nel percorso dell’editore bolognese per rendere accessibile l’intero catalogo digitale. Il punto centrale è semplice, ma rilevante: nei libri digitali, il testo può essere letto da strumenti assistivi, mentre immagini, grafici, tabelle visive, mappe o schemi rischiano di restare esclusi se non vengono accompagnati da descrizioni adeguate. L’AI viene quindi usata per produrre un paratesto capace di spiegare il contenuto visivo in modo coerente con il linguaggio del libro.

AI per accessibilità dei libri digitali, il progetto Fastweb + Vodafone e il Mulino

La soluzione realizzata da Fastweb + Vodafone per il Mulino utilizza modelli linguistici avanzati specializzati in ambito educativo. Questo significa che le descrizioni generate non sono pensate come semplici didascalie generiche, ma come testi capaci di adattarsi al contenuto disciplinare dell’opera.

È un passaggio importante perché un’immagine in un manuale di medicina, una mappa in un libro di geografia, un grafico economico o uno schema giuridico non possono essere descritti nello stesso modo. Devono mantenere precisione, lessico tecnico e coerenza con il contesto. Per una persona cieca o ipovedente, la qualità della descrizione determina la possibilità di comprendere davvero ciò che l’immagine aggiunge al testo.

L’obiettivo non è quindi solo “dire che cosa si vede”, ma restituire il valore informativo dell’immagine. In ambito educativo e universitario, questa distinzione è decisiva. Una descrizione troppo povera rischia di essere formalmente accessibile ma sostanzialmente inutile; una descrizione strutturata, invece, può rendere fruibile anche una parte del contenuto che in passato restava fuori dall’esperienza di lettura.

Descrizioni alternative più tecniche e coerenti con le discipline

Fastweb + Vodafone e il Mulino puntano su modelli linguistici capaci di adattarsi a diversi ambiti: medicina, storia, geografia, matematica, diritto, economia e altri settori coperti dal catalogo editoriale. La specializzazione serve a evitare uno dei limiti più evidenti delle descrizioni automatiche standard: la superficialità.

Un sistema generico può riconoscere che un’immagine mostra un grafico, una mappa o un diagramma. Un sistema orientato al contesto editoriale deve invece spiegare quali informazioni contiene, che relazione ha con il testo e quali elementi sono importanti per la comprensione del capitolo.

Nel caso di un libro di economia, per esempio, non basta indicare la presenza di una curva o di un istogramma. Serve chiarire variabili, andamento, confronto, scala e significato. In un testo di diritto, uno schema può rappresentare una procedura o una gerarchia normativa. In medicina, un’immagine può contenere dettagli anatomici o clinici che richiedono un lessico specifico.

La promessa della soluzione è proprio questa: generare descrizioni alternative ed estese che siano accessibili, ma anche adeguate al livello tecnico della pubblicazione. È qui che l’AI può dare un contributo concreto, a condizione che il processo resti controllato e integrato nel lavoro editoriale.

L’integrazione nel flusso produttivo delle edizioni digitali

La soluzione è stata integrata nel processo di produzione delle edizioni digitali del Mulino, già caratterizzato da un elevato livello di automazione. Questo consente di applicare gli standard di accessibilità alle nuove pubblicazioni senza trattare ogni libro come un caso isolato.

La scalabilità è uno degli aspetti più rilevanti. Rendere accessibile un catalogo editoriale non significa intervenire su poche immagini, ma su una quantità molto ampia di contenuti visivi distribuiti tra libri, manuali, saggi, materiali didattici e pubblicazioni specialistiche. Un processo manuale puro sarebbe lento, costoso e difficilmente sostenibile su larga scala.

L’uso dell’AI permette invece di automatizzare una parte del lavoro di analisi e produzione del paratesto. Secondo quanto indicato, il flusso prevede uno o più agenti di intelligenza artificiale capaci di eseguire attività complesse end-to-end. La cosiddetta AI agentica viene quindi applicata a un caso concreto di produzione editoriale: non per generare un libro, ma per rendere più accessibile ciò che il libro contiene.

Il vantaggio atteso è triplice: riduzione dei tempi di produzione, maggiore uniformità stilistica e miglioramento dell’efficienza redazionale. Sono elementi importanti perché l’accessibilità non può dipendere solo dalla buona volontà del singolo progetto, ma deve diventare parte ordinaria del processo produttivo.

Accessibilità e obblighi dello European Accessibility Act

La collaborazione tra il Mulino e Fastweb + Vodafone ha anche una dimensione normativa. L’editore è impegnato nel rendere accessibile il proprio catalogo digitale in coerenza con gli obblighi previsti dal recepimento dello European Accessibility Act, la direttiva europea che introduce requisiti di accessibilità per diversi prodotti e servizi.

Per l’editoria digitale, questo significa affrontare in modo più sistematico il tema della fruibilità dei contenuti da parte di persone con disabilità. Non basta che un ebook sia disponibile in formato digitale: deve essere strutturato in modo da poter essere letto, navigato e compreso anche attraverso tecnologie assistive.

Le immagini sono uno dei punti più delicati. Senza descrizioni alternative, una parte del contenuto resta invisibile ai lettori che usano screen reader o altri strumenti di supporto. Per un catalogo come quello del Mulino, con molte pubblicazioni tecniche, scientifiche e accademiche, il tema ha un peso particolare.

L’accessibilità diventa quindi sia un obbligo regolatorio sia una responsabilità culturale. Rendere leggibile un testo significa rendere accessibile la conoscenza; rendere accessibili anche immagini, grafici e schemi significa evitare che una parte dell’informazione resti esclusa.

L’AI come infrastruttura editoriale per l’inclusione

Il progetto mostra un uso dell’intelligenza artificiale meno appariscente rispetto ad altre applicazioni generative, ma più concreto. Qui l’AI non viene usata per sostituire l’autore o per creare contenuti promozionali, ma per intervenire su un problema strutturale dell’editoria digitale: la trasformazione delle immagini in informazioni accessibili.

La soluzione è rilevante anche perché si colloca dentro il flusso industriale della produzione editoriale. L’accessibilità non viene trattata come attività aggiuntiva a valle, ma come componente del processo di creazione delle edizioni digitali. È un cambio di prospettiva necessario se si vuole rendere accessibile non solo una selezione di titoli, ma un intero catalogo.

Parallelamente, il Mulino sta lavorando anche sull’estensione della soluzione alle opere già presenti in catalogo. È probabilmente la parte più impegnativa, perché intervenire sul pregresso richiede analisi, priorità, controllo qualità e gestione di contenuti molto diversi tra loro.

Il punto decisivo sarà la qualità finale delle descrizioni. L’automazione può ridurre tempi e costi, ma nei contenuti educativi e specialistici serve una verifica accurata, soprattutto quando le immagini hanno valore didattico o scientifico. L’AI può accelerare il processo; la responsabilità editoriale resta comunque centrale.

Un caso concreto di AI utile nell’editoria

La collaborazione tra Fastweb + Vodafone e il Mulino è un esempio concreto di come l’intelligenza artificiale possa essere applicata all’editoria con una finalità pratica: rendere più accessibili i contenuti digitali e ridurre le barriere per lettori ciechi o ipovedenti.

In un mercato spesso dominato da annunci sull’AI generativa legati a produttività, marketing o automazione dei testi, questo progetto mette al centro un’esigenza diversa: consentire a più persone di accedere allo stesso patrimonio informativo. È una direzione meno rumorosa, ma più sostanziale.

Per gli editori, il messaggio è chiaro. L’accessibilità digitale non può più essere considerata un intervento opzionale o marginale. Diventa parte della qualità del prodotto editoriale, della conformità normativa e della responsabilità verso i lettori.

Per gli utenti finali, il beneficio è altrettanto chiaro: un libro digitale accessibile non deve limitarsi a leggere il testo, ma deve rendere comprensibile anche ciò che normalmente passa attraverso immagini, schemi e grafici. È su questo terreno che l’AI può fare una differenza reale, se usata con metodo, controllo e attenzione al contesto.

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