AI, cloud e cybersecurity: la strategia di S2E per il 2026 secondo Marco Salerni

S2E – Marco Salerni, direttore generale

Nel pieno di una fase di profonda trasformazione del mercato IT, segnata dall’accelerazione dell’intelligenza artificiale e dalla crescente esigenza di modelli tecnologici sovrani e sicuri, S2E consolida il proprio posizionamento come partner strategico per l’innovazione digitale delle imprese. Il 2025 ha rappresentato un passaggio chiave nel percorso di evoluzione dell’azienda, caratterizzato da una crescita significativa delle performance e da un rafforzamento della struttura organizzativa, con l’obiettivo di affrontare una nuova fase di sviluppo basata su competenze avanzate, architetture AI-ready e una visione sempre più europea del business.

In questo contesto si inserisce la strategia di S2E sull’intelligenza artificiale, che va oltre l’adozione di singole tecnologie per configurarsi come leva trasversale capace di ridefinire processi, modelli operativi e capacità competitiva delle organizzazioni. Dallo spin-off Galene.AI dedicato alla sovereign AI fino allo sviluppo di agenti intelligenti e soluzioni custom, il gruppo punta a integrare competenze su digital, data, hyperautomation, cybersecurity, infrastrutture e cloud in un’offerta coerente con le esigenze delle imprese che devono affrontare una trasformazione sempre più complessa.

Ne abbiamo parlato con Marco Salerni, direttore generale di S2E, per approfondire le direttrici strategiche che guideranno l’azienda nel 2026 e comprendere come evolverà il ruolo dell’AI nei percorsi di innovazione delle organizzazioni.

Il 2025 è stato per S2E un anno importante. Perché?

Il 2025 è stato un anno importante non solo per i risultati raggiunti, ma soprattutto per il percorso che li ha resi possibili. Abbiamo registrato un’accelerazione delle performance economiche, con una crescita superiore alle aspettative sia in termini di ricavi sia di redditività, accompagnata da un miglioramento significativo dei principali indicatori finanziari. Alla base c’è stato anche un importante lavoro sull’organizzazione interna: abbiamo rafforzato competenze manageriali, processi e maturità dei sistemi informativi, creando le condizioni per affrontare una nuova fase di sviluppo con maggiore solidità e ambizione con l’obiettivo di essere per i nostri clienti un partner strategico che li supporta per vincere le sfide che l’inevitabile evoluzione tecnologica richiede.

Quale è stata la vostra leva distintiva in un mercato IT sempre più competitivo e frammentato?

Solo tre parole: persone con competenze elevate, innovazione e cura del cliente.

L’Intelligenza Artificiale sembra essere al centro della vostra strategia
Assolutamente sì. Un elemento che ha accelerato la trasformazione di S2E è proprio l’intelligenza artificiale, intesa non come semplice ambito di business, ma come leva trasversale che ridefinisce l’intero modello operativo. In realtà lavoriamo sull’AI già dal 2018, ma l’avvento dell’AI generativa ha imposto un salto di scala: oggi il gruppo dedicato conta circa 20 specialisti e S2E ha lanciato uno spin-off dedicato: Galene.AI

Qual è la visione di S2E sulla Sovereign AI e sulle architetture AI-ready?

Nel 2025 abbiamo dato vita a Galene.AI, uno spin-off dedicato alla AI sovrana che nasce per rispondere a un’esigenza sempre più centrale per imprese e istituzioni: la possibilità di permettere alle imprese di usufruire dei vantaggi di questa innovazione senza mettere a rischio il proprio patrimonio informativo e quindi la propria capacità competitiva. Il progetto ha ottenuto due menzioni da parte di Gartner e può contare sul supporto tecnologico e commerciale di partner globali come Dell, NVIDIA e TD SYNNEX, in Italia e all’estero. E’ un riconoscimento importante della credibilità che abbiamo costruito nell’AI avanzata.

Oltre a Galene.AI come si traduce l’AI nel vostro lavoro quotidiano?
Nella capacità di sviluppare soluzioni personalizzate e agenti intelligenti per casi d’uso concreti. Non parliamo di teoria, ma di applicazioni reali che migliorano processi, efficienza e competitività dei clienti. S2E sta sviluppando infatti agenti intelligenti e soluzioni AI custom, integrando competenze su digital, digital data e hyperautomation, cybersecurity, infrastrutture e cloud.

La vostra innovazione però non si limita all’AI, corretto?

Esatto. Continuiamo a rafforzare le nostre aree storiche di competenza come Digital, Data e Hyperautomation, Cyber, Infrastructure e Cloud. L’obiettivo è accompagnare le aziende in percorsi completi di evoluzione tecnologica, riducendo rischi e costi e aumentando la capacità competitiva.

Quanto contano le persone in questo percorso di crescita?

Moltissimo. Nel 2025 abbiamo lanciato il programma WellBeing e rafforzato le iniziative di sostenibilità. Inoltre, abbiamo consolidato la struttura direzionale con l’ingresso di Egle Romagnolli come Direttore Marketing e Comunicazione e di Giorgio Rocca come Business Unit Manager Enterprise Security Services. È una scelta chiara: investire su competenze manageriali di alto livello per affrontare mercati sempre più complessi.

Il 2025 è stato anche l’anno dell’internazionalizzazione.

Sì, abbiamo avviato un percorso europeo con la fondazione di S2E LUX e l’apertura dell’ufficio in Lussemburgo. È un presidio strategico, nato per supportare un grande cliente internazionale e per aprirci a nuovi mercati ad alto potenziale. La guida è stata affidata a Stefano Pileri, manager con oltre trent’anni di esperienza in realtà come RBC, BNP Paribas, Generali e Société Générale.

Come si integra questa presenza internazionale con le sedi italiane?

È un equilibrio tra radicamento e apertura. Restiamo fortemente presenti in Italia, con le sedi di Milano, Roma e Lecce, ma allo stesso tempo iniziamo a muoverci su uno scenario europeo, con una strategia di sviluppo coerente e progressiva.

Guardando avanti, che cosa rappresenta il 2026 per S2E?

È l’anno della piena valorizzazione di quanto costruito. Non ci percepiamo semplicemente come un’azienda in crescita, ma come una realtà che ha scelto di svilupparsi con visione, metodo e responsabilità. E il percorso è tutt’altro che concluso: quest’anno sarà l’occasione per consolidare e ampliare quanto avviato, anche attraverso nuove iniziative che potranno arricchire ulteriormente questa traiettoria.

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