Nel pieno di una trasformazione digitale che sta ridefinendo priorità e modelli operativi delle imprese, il tema della cybersecurity smette di essere un ambito tecnico e diventa una leva strategica di governance. È in questo contesto che si inserisce l’espansione di Key Data nel Nord-Est, con un focus preciso su un tessuto produttivo ad alta intensità industriale e sempre più esposto a rischi cyber.
Abbiamo approfondito visione, approccio e obiettivi con Antonio Campioni, Direttore Commerciale di Key Data, per capire come stanno cambiando le esigenze delle aziende – in particolare delle PMI – tra compliance normativa, continuità operativa e integrazione tra IT, OT e supply chain.
L’apertura della divisione in Veneto è frutto di una “mappatura del mercato”. Quali settori verticali o cluster industriali avete individuato come prioritari per Key Data, e quali esigenze specifiche avete rilevato in termini di cybersecurity e governance IT?
L’apertura in Veneto nasce da un’analisi approfondita del tessuto produttivo del territorio e delle sue dinamiche evolutive. Il Nord-Est rappresenta uno dei motori industriali del Paese, con una forte concentrazione di manifatturiero avanzato, filiere di subfornitura altamente integrate, logistica strutturata e servizi alle imprese a crescente intensità digitale. In questi contesti la trasformazione tecnologica è stata molto rapida, ma non sempre accompagnata da un’evoluzione altrettanto strutturata della governance IT e della cybersecurity. A
bbiamo individuato come prioritari quei settori in cui la continuità operativa è un fattore critico e dove l’integrazione tra sistemi IT, ambienti produttivi e supply chain rende il perimetro di sicurezza sempre più esteso.
Le esigenze principali riguardano la protezione di infrastrutture distribuite, la gestione degli accessi in ambienti ibridi, la tutela dei dati sensibili e la capacità di prevenire e gestire incidenti che potrebbero avere impatti rilevanti sul business. In molti casi ciò che manca non è la tecnologia, ma un modello di governo coerente, capace di dare priorità, responsabilità e visione di lungo periodo. È su questo piano che intendiamo portare valore, accompagnando le aziende verso un approccio più strutturato e consapevole alla sicurezza.
Parlate di esperienza concreta su NIS-2 e gestione di incidenti. In che modo intendete supportare le PMI venete, che spesso hanno strutture IT meno presidiate, nell’adeguamento normativo e nella risposta agli incidenti senza appesantirne costi e complessità?
La direttiva NIS-2 rappresenta per molte PMI una sfida significativa, soprattutto in un contesto in cui le strutture IT interne sono spesso ridotte e concentrate sulla gestione operativa quotidiana. Il nostro approccio parte dalla consapevolezza che l’adeguamento normativo non può trasformarsi in un percorso burocratico o in un investimento sproporzionato rispetto alla dimensione aziendale.
Per questo lavoriamo in modo progressivo e proporzionato, partendo da un’analisi concreta del rischio e traducendo i requisiti normativi in azioni prioritarie e sostenibili. L’obiettivo non è limitarsi alla conformità formale, ma ridurre in modo tangibile l’esposizione dell’azienda agli attacchi informatici e rafforzarne la resilienza. Anche nella gestione degli incidenti privilegiamo soluzioni chiare e pragmatiche che implica definizione di procedure semplici, attribuzione di ruoli e responsabilità, integrazione con servizi gestiti che consentano alle PMI di accedere a competenze specialistiche senza doverle internalizzare. In questo modo riusciamo a garantire un livello di protezione adeguato, mantenendo un equilibrio tra efficacia, costi e complessità organizzativa.
Nel comunicato sottolineate che “la differenza non è la singola soluzione ma l’approccio”. Quali sono, in termini metodologici, i passaggi distintivi del vostro modello di System Integration rispetto ad altri operatori locali già presenti sul territorio?
Quando parliamo di approccio, intendiamo un metodo di lavoro che mette al centro il contesto aziendale prima ancora della tecnologia. Il nostro modello di System Integration parte da un’analisi approfondita dei processi, delle responsabilità organizzative e del livello di maturità IT dell’impresa. Solo dopo aver definito un disegno architetturale coerente con gli obiettivi di business procediamo alla scelta delle soluzioni tecnologiche più adeguate. Questo significa superare una logica frammentata, in cui network, sicurezza e cloud vengono trattati come ambiti separati, per costruire invece un ecosistema integrato in cui ogni componente è parte di una strategia complessiva. Il valore distintivo sta proprio nella capacità di connettere governance, progettazione e implementazione tecnica in un unico percorso coerente, evitando sovrapposizioni, inefficienze e investimenti non coordinati. In questo modo accompagniamo le aziende in un’evoluzione strutturata e sostenibile nel tempo.

L’espansione nel Nord Italia comporta nuovi investimenti. Parliamo solo di struttura commerciale o prevedete anche un rafforzamento tecnico-operativo in loco, ad esempio SOC, servizi gestiti o partnership territoriali?
L’espansione nel Nord Italia è pensata come un investimento strutturale e non esclusivamente commerciale. Accanto alla costruzione di una presenza relazionale sul territorio, prevediamo un rafforzamento delle competenze tecnico-operative, con risorse dedicate e capacità progettuali in grado di affiancare direttamente le imprese locali. Il modello prevede un’integrazione tra presidio territoriale e servizi gestiti centralizzati, così da garantire prossimità al cliente e al tempo stesso accesso a competenze specialistiche, monitoraggio continuo e supporto avanzato. Questo consente di offrire soluzioni scalabili, mantenendo elevati standard qualitativi. Parallelamente, intendiamo sviluppare collaborazioni e partnership sul territorio, con l’obiettivo di costruire un ecosistema solido e duraturo che valorizzi le specificità locali.
Key Data vanta certificazioni ISO 9001 e ISO 27001 e una lunga esperienza in contesti enterprise. Qual è la vostra ambizione a medio termine per il Veneto: crescita organica progressiva o ulteriore espansione geografica nel Nord-Est?
L’ambizione per il Veneto è costruire una presenza stabile e riconosciuta, attraverso una crescita organica e sostenibile. Vogliamo diventare un partner di riferimento per le aziende del territorio, trasferendo un livello di maturità organizzativa e metodologica tipico dei contesti enterprise anche alle realtà di medie dimensioni. Le certificazioni e l’esperienza maturata in progetti complessi rappresentano una base solida su cui sviluppare questo percorso. L’obiettivo è accompagnare le imprese in un’evoluzione strutturata della governance IT e della cybersecurity, creando relazioni di lungo periodo. Se il percorso si consoliderà come previsto, il Veneto potrà rappresentare un punto strategico per un’ulteriore estensione nel Nord-Est, sempre mantenendo come priorità la qualità progettuale e la solidità nel tempo.






