Microsoft, Nortel e il Supply chain management. Il trionfo dei servizi.
Quando Steve Ballmer parla, come ha fatto recentemente, non tanto di trasformare Microsoft in una società di servizi, quanto di modificarne la percentuale di incidenza sul fatturato, non lo fa a caso. Le parole del Ceo di Redmond sono state subito seguite dai fatti.
Microsoft, infatti, ha già circa 4mila clienti per i servizi di hosting di Exchange. Si tratta di un servizio per la gestione delle applicazioni di messaging aziendale (con crittazione, filtro, archiviazione, continuità) che ha messo in piedi in seguito all’acquisizione di FrontBridge. Ora lo vuole potenziare e prendersi una fetta maggiore del mercato. Lo fa istituendo un modello di licenza per utente che, con tutte le componenti costerà sui 23 dollari al mese. Il servizio si chiama Exchange Hosted Service, viene erogato tramite partner e a dispetto del nome, si rivolge anche alle aziende che utilizzano le applicazioni Ibm Lotus.
Nortel sta puntando quasi totalmente i propri sforzi sull’area dei servizi, come testimonia la radicale semplificazione dei propri servizi integrati e una nuova offerta di quelli commerciali.
Secondo il Ceo Mike Zafirovski, in carica alla società canadese da novembre, i servizi sono un settore strategico per guidare lo slancio e la crescita del business delle telecomunicazioni.
La nuova offerta di Nortel si basa su cinque aree di servizi (integrazione, sicurezza, gestiti, ottimizzazione e manutenzione) a cui si affiancano sei nuove offerte: integrazione IpTv, integrazione VoIp, consulenza per la sicurezza, servizi hosted, Subscriber Quality of Experience (Sqoe) e riparazione e gestione spare part multi-vendor (in pratica: quello che ti si rompe, noi lo aggiustiamo).
Tra i primi clienti dei nuovi servizi lanciati c’è anche Vodafone Italia, che sfrutta il Sqoe per analizzare metriche specifiche tratte dai dati di utenza e avere indicazioni per l’ottimizzazione del servizio end-to-end delle reti dati wireless e per migliorare la distribuzione end-to-end di servizi video-streaming.
E sul fronte di chi sta già interpretando il software come un servizio, arriva lo studio di Aberdeen Group, che ha scoperto che più di un’azienda su due che ne fa uso lo fa per i propri sistemi di Supply chain management. E sono contente di farlo e ne traggono benefici. Una cifra significativa è quella relativa al Total cost of ownership, che diminuisce in media del 20-30%.





