Dodici saggi si esprimono su come determinare il futuro del Paese con la leva tecnologica.
Il comitato dei saggi di Key4biz ha redatto l’executive summary del Rapporto Italia Digitale 2010, che ha come sottotitolo, “Per il rilancio della competitività e della crescita del Sistema Paese” .
Fanno parte dell’Advisory board Giancarlo Capitani di NetConsulting, Maurizio Dècina del Politecnico di Milano, Adriano De Maio della Regione Lombardia, Sandro Frova dell’Università Bocconi, Roberto Galimberti di Etnoteam, Luigi Gambardella di Puntoit, Bruno Lamborghini dell’Eito, Alberto Manelli dell’Università di Ancona, Sergio Mariotti del Politecnico di Milano, Elserino Piol di Pino Partecipazioni, Guido Salerno della Fondazione Ugo Bordoni e Raffaele Barberio di Key4biz.
Quello che i dodici saggi hanno voluto esprimere nel loro documento di introduzione alla discussione, di una ventina di pagine, e che fa da prodromo al rapporto integrale che sarà presentato a fine aprile, è sostanzialmente che il Paese ha bisogno di crescere con l’Information technology, che difatto diventa l’arma primaria per far crescere le imprese e sviluppare la competitività e il confronto con i mercati internazionali.
Le proposte per un’Italia digitale entro il 2010 verte, si legge nel documento di sintesi, su un approccio sistemico, che dia la guida e il coordinamento a un ente (ministero o agenzia), sull’avvio di progetti sistemici complessi a carattere nazionale o macroregionale per sviluppare aree applicative con effetti su efficienza, produttività e, perché no, qualità di vita delle imprese.
Il tema della qualità è serio ed è importante che sia toccato da un comitato di esperti che cercano di indirizzare le politiche economiche.
I mezzi individuati a supporto del piano sono la ricerca e sviluppo, i finanziamenti con venture capital, gli incentivi fiscali e un virtuoso sistema della formazione. Questi dovranno agire su Pmi, distretti, Pa, grandi imprese e filiere.





