Operativa la nuova Business factory di Settimo Milanese. 4mila sistemi per 3mila imprese.
I.Net, il provider di soluzioni infrastrutturali che attualmente serve buona parte delle cosiddette “blue chip” italiane e alcune centinaia di piccole e medie imprese, ha aperto a Settimo Milanese un datacenter allo stato dell’arte. Chiamato Business Factory, il centro sito alla periferia milanese può ospitare fino a 4mila tra server e mainframe con una la potenza di calcolo necessaria per gestire il traffico di rete di oltre 3mila medie e grandi aziende.
Il centro per soluzioni di business continuity è stato ideato e costruito a prova di minacce terroristiche, sabotaggi e minacce di hacker. L’intero complesso è il risultato di più di quattro anni di ricerca e di un investimento complessivo di circa 30 milioni di euro.
Apprezzamento per l’iniziativa di i.Net è arrivato anche dal Ministro delle Comunicazioni Mario Landolfi, che lo ha definito «un esempio di innovazione made in Italy e un contributo alla crescita tecnologica del Sistema Paese».
Tecnicamente, la Business Factory, progetto dell’architetto Pietro Matteo Foglio, è costituita da due distinti edifici interconnessi e si estende su una superficie di 14.400 metri quadri.
Le aree disponibili per i computer occupano 5.550 metri quadri e si suddividono in 18 macro aree disponibili per la suddivisione in sale macchine, tutte completamente indipendenti l’una dall’altra. 1.800 mq è l’area destinata agli uffici e 7.050 mq sono destinati alle aree tecniche ed a quelle di servizio.
L’intero complesso ha la possibilità di erogare fino a 8 MW di energia elettrica (equipollente il fabbisogno di una città di 10mila abitanti). Localmente è possibile concentrare carichi elettrici fino a 12-15 Kw per metro quadro.
La struttura dispone di un sistema autonomo di generazione in grado di sopperire, per uno spazio di tempo superiore alle 50 ore, un’eventuale mancanza di energia senza bisogno di rifornimento.
Il palazzo è suddiviso in due corpi di fabbrica di struttura antisismica autonomi senza aperture verso l’esterno. I centri nevralgici sono realizzati in un secondo anello all’interno dei muri perimetrali. L’intero fabbricato è coperto da uno “scudo” di cemento armato e tutti i locali tecnici sensibili sono duplicati, uno per ogni lato del palazzo.
Pavimento e controsoffitto di tutte le sale sono attraversati da rilevatori di tipo Vesda (Very Early Smoke Detection Alarm) che rilevano alla fonte le possibili cause di incendio.
Le 18 macro-aree in cui è suddivisa la facrtory sono unità completamente indipendenti, cioè il danneggiamento di una non ha alcun effetto su quelle adiacenti. Il fronte principale è munito di barriere naturali che impediscono l’avvicinamento incontrollato e i presidi di vigilanza sono ovviamente garantiti 24 ore su 24.
Da notare anche il sistema di raffreddamento, necessario a causa della grande quantità di energia sprigionata dalle macchine, pari a quello di un centro commerciale di grandi dimensioni. Il palazzo è costruito con criteri eco-compatibili. D’estate sfrutta l’acqua di falda attinta dal sottosuolo a una profondità di 40 metri con 12 pozzi freatici; d’inverno, sfrutta il sistema Free Cooling con raffreddatori di liquidi posti in copertura. L’acqua impiegata per il raffreddamento è poi resa disponibile per l’irrigazione agricola dell’ovest hinterland milanese.
Il centro di I.Net è dotato di un sistema per il controllo degli ambienti e delle machine, che va dal monitoraggio degli ambienti e dell’umidità a quello degli apparati elettrici, dalla gestione delle luci con accensione e spegnimento in funzione della presenza umana alla registrazione degli eventi e tracciabilità dei visitatori, riconosciuti attraverso sistemi di identificazione biometrica 3D facciale.





