Il 2002, secondo i dati rilasciati dall’annuale consuntivo realizzato da NetConsulting per l’Associazione di settore, vede l’Information technology chiudere in forte contrazione, mentre le Tlc si accontentano di un risicato +0,4%.
3 marzo 2003 Il 2002 è stato per il mercato dell’It in Italia il peggiore della sua storia. I dati del Rapporto Assinform (elaborati da NetConsulting) parlano di un trend negativo per l’informatica del -2,2% (in linea con la media europea) e di un valore che supera i 20 miliardi di euro, mentre le telecomunicazioni hanno chiuso in leggero rialzo, +0,4%, avendo raggiunto i 40,170 miliardi. Complessivamente, il mercato dell’Ict ha chiuso in negativo (-0,5%), con un valore globale di 60,206 miliardi. Questa contrazione, che peraltro già l’Associazione di categoria aveva evidenziato dopo il primo semestre del 2001, va letta in una serie di concause tra le quali quella di un quadro macroeconomico stagnante, che non incentiva le aziende agli investimenti e che provoca una diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie e delle Pmi. In un contesto mondiale che attibuisce al mercato dell’Ict, nel 2002, una crescita dello 0,7% data da un +0,6 dell’It (pari a 896 miliardi di dollari) e un +0,8% delle Tlc (1.338 miliardi), con i soliti Usa a far da traino (+2% nell’It) mentre Paesi come Germania e Giappone sono rispettivamente a quota -5,3% e -6,1%, l’Italia ha dimostrato di aver perso il treno dell’innovazione e di non aver saputo cogliere, come nel 2001, l’occasione di crescere più della media europea e di mettersi in linea con i Paesi più industrializzati. ”La gravità di questa situazione – ha affermato Giulio Koch, presidente di Assinform – è evidente e oggi l’Italia si trova in una situazione di retroguardia, anche perché non ha potuto contare sul sostegno del Governo, come è successo negli Usa. Serve una spinta politica per investire in innovazione, perché è a rischio la tenuta del Sistema Paese e del settore dell’Ict. ”.
Venendo ad analizzare nel dettaglio i dati, si osserva che è il comparto hardware, con un valore di 5,375 miliardi di euro (-13,5%), a far precipitare in rosso l’It, seguito dal -4,2% dell’assistenza tecnica, mentre all’area software e servizi (pari a 13,686 miliardi) è affidata l’unica nota positiva (+3,3%).
In particolare, secondo il Rapporto, in valore i pc sono calati a un -10%, i server a -27,5%, le workstation a -56,6%, i sistemi storage a -9% e le stampanti a -18,5%, mentre si sono rivitalizzati i grandi sistemi crescendo del 4,8% e del 50% in quanto a richiesta di Mips. ”La sindome del risparmio – ha affermato Giancarlo Capitani, responsabile di NetConsulting – si è tradotta in una spinta verso la razionalizzazione delle risorse in azienda che ha portato al forte calo dell’hardware e a un evidente fenomeno del downpricing”. In unità, invece, i pc sono diminuiti del 4,2%, pari a 2,823 milioni, al cui interno solo i notebook sono cresciuti del 12,6% (pari a 818mila unità), a conferma del diverso modo di approcciare il lavoro a vantaggio della mobilità, contro un -9% dei desktop (1,897 milioni) e al -20 dei server (108mila).
Riguardo al settore software e servizi, osserviamo che il primo è salito a 3,922 miliardi e a un +3%, mentre i servizi con 9,764 miliardi hanno raggiunto un +3,4%. Nonostante il trend positivo, il rallentamento del settore è evidente, come ha sottolineato Capitani, (era del +11,8% nel 2001) fatto questo che evidenzia una significativa difficoltà da parte di piccole software house, dal momento che le prime 6, (su un mercato di 50mila realtà), detengono il 58% del mercato totale in Italia.





